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Avviso ai naviganti II

Febbraio 29, 2008

Ho avuto dei problemi “tecnici” e pratici con il blog. Da oggi in poi alcuni post saranno protetti da password, altri non lo saranno. Visto che si tratta della mia vita e dei miei fatti personali, e in qualità di autrice unica di questo spazio, mi riservo il diritto di esercitare un semplice e per me insolito vantaggio: la dittatura!

Chi volesse accedere ai vecchi e ai futuri articoli privati, può lasciare un commento a questo post o scrivermi una e-mail. Una volta che avrò sguinzagliato i cani, che vi avrò perquisiti e sarò sicura che non portate con voi microspie, vi invierò una password. (Alcuni di voi, naturalmente, l’avranno anche senza chiederla, ci siamo capiti!) :D

Ringrazio di cuore Duss e Gidibao per avermi aiutata a risolvere la spinosa questione. Senza di loro questo blog sarebbe andato incontro a morte certa. Baci ;-)

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Diario dall’esilio:

Febbraio 25, 2008

Giorno 52.

Mi trovo ancora nella landa desolata. E stasera, per giunta, inizia il Festival di San Remo. Ma che ho fatto di male??

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Che anno è?

Febbraio 15, 2008

Perchè sui giornali e in tv negli ultimi giorni si fa un gran parlare dell’abolizione della legge sull’aborto? Ma non siamo nel 2008? Oddio, ora esce fuori che siamo nel 1974 e che io ho di nuovo esagerato con l’LSD…

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Succede di Notte

Febbraio 12, 2008

Di tanto in tanto mia sorella lascia il mio nipotino a dormire qui con me. Di sera la peste si trasforma, come per magia, in un bambino che a tratti definirei perfino calmo, ma sempre tremendamente adorabile. Dopo cena ci laviamo i denti, ci mettiamo il pigiama, uniamo i letti e ci mettiamo sotto il piumone a leggere insieme una storia. Gli piacciono le storie di fantasmi, di castelli stregati e di mostriciattoli, ma poi…

Ore 04.12.

Nipote di Eulinx: Zia? Zia?

Eulinx (trafelata e con i capelli a raggiera) : Sì?  Che è successo? Ti senti male? Hai sete? Devi fare pipì?

Nipote di Eulinx (col mento tremolante che trasforma i cuori di pietra in cuori di panna):  No. Ma ho fatto un sogno bruttissimo. Posso venire più vicino a te?

Eulinx: Ma certo, cucciolo. Dimmi, cosa hai sognato?

Nipote di Eulinx: Non mi ricordo bene, ma c’era il mostro a tre teste e anche il mostro succhiasangue.

Eulinx: Santo cielo, sarà stato un sogno terrificante, allora!

Nipote di Eulinx (sull’orlo delle lacrime): Sì, mi sono messo proprio paura.

Eulinx: Ma lo sai, no, che i sogni sono solo delle immagini e che non esistono davvero. E’ come quando guardi la tele. I mostri che vedi nei cartoni sono solo disegni, mica esistono veramente.

Nipote di Eulinx (dopo qualche secondo di riflessione): Comunque, zia, alcuni mostri esistono davvero. Per esempio, il mostro a tre teste si sa che è finto, ma il mostro succhiasangue esiste veramente. Secondo te dove abita il mostro Succhiasangue?

Eulinx (tra sé e sé): Ad Arcore? Mmmhh… (poi abbracciando il nipotino): Ma no che non esiste, te lo assicuro, fidati di me. Dormiamo adesso, che è tardi.

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Protetto: Viva e vegeta. Più vegeta, però.

Gennaio 29, 2008

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Protetto: Anno Nuovo

Gennaio 3, 2008

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Protetto: Auguri

Dicembre 24, 2007

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Di Turbolenze e di altre Catastrofi

Dicembre 5, 2007

Sono tornata a Roma. Per l’occasione lo schermo del pc dei miei si è tinto di un bel rosa pallido, chissà se vuol comunicarmi qualcosa.

Sono stanca stanca, ma non ho un briciolo di sonno. Adesso che sono qui nella mia vecchia camera da letto continuo a pensare a cosa farò e chi sarò e quando sarò e con chi sarò. Sì, lo scopriremo solo vivendo. Il caro Lucio in queste occasioni torna vivo e tremendamente indispensabile nella mia vita.

Alla veneranda età di 34 anni mi ritrovo ancora in questa stanza, con qualche pelouche superstite al bordo del letto e le foto di un’altra vita appese alle pareti. C’è una ragazza di 21 anni che mi guarda sorridente abbracciata al suo primo amore - altro pietoso fallimento - e che sembra volermi dire “te l’avevo detto, io”. Detesto quelli che hanno sempre ragione.

Ho poche certezze nella mia vita. Poche, solide isole piene di sole alle quali, però, sembro tornare sempre nuotando fino allo stremo, anziché a bordo di uno yacht come vedo fare nella vita inamidata di altre persone, se capite cosa intendo. Ci pensavo in aereo oggi pomeriggio, tra una turbolenza e l’altra, con un occhio falsamente disinteressato alle norme di sicurezza nella tasca del sedile di fronte. Che poi io da sempre mi chiedo: ma perché gli omini delle norme di sicurezza hanno sempre quell’aria serafica e rilassata? Non sarebbe invece il caso di disegnarli, se non addirittura in preda al panico, almeno con la loro bella nuvoletta che dice “Ma porca di quella zozza infame, stiamo per schiantarci al suolo e non ci riconosceranno nemmeno col test del DNA!”, oppure, che so: “Fanculo, me lo sentivo che era meglio andare in vacanza a Trovajanica!”. Macché, loro se ne stanno lì, perfettamente sicuri di sé e in pieno possesso delle loro facoltà mentali. Respirano in tranquillità dalla loro brava mascherina per l’ossigeno - coprendo naso e bocca - indossano il giubbotto salvagente posto sotto il sedile sotto di loro, si tolgono le scarpe e…splash! si tuffano agilmente in mare dagli scivoli d’emergenza. La cosa più drammatica che sembra passargli per la testa è “Ohibò, stiamo precipitando. Che disdetta!”. Non so, non mi trasmettono sicurezza. Trovo che sarebbe più credibile un omino dalla faccia terrorizzata che non ricorda più se il salvagente è sotto il proprio sedile o sotto quello di fronte, che dimentica di togliersi le scarpe col tacco prima di fare spalsh! dallo scivolo gonfiabile, o che, in preda al panico da depressurizzazione, se ne sbatte delle maschere d’ossigeno e urla disperatamente “MORIREMO TUTTI!!!!”. Che poi è la verità, mera e semplice. Moriremo tutti. Sarà per questo che vale la pena di vivere come se fosse sempre l’ultimo giorno?

Chiaro, ho divagato, e neanche di poco. Delle mie solide certezze vi racconto domani, ché adesso un po’ di sonno mi è venuto. Ciao.

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Tre anni e non sentirli

Dicembre 1, 2007

Questo blog ufficialmente compie oggi tre anni. In queste ultime settimane non so più quante volte sono stata sul punto di scrivere l’ultimo post e dire sayonara a tutti, ma non riesco proprio a farlo. Amo questo piccolo mondo, amo questa “comunità”, adoro aprire questa piccola finestra su di me e respirare a pieni polmoni le mie emozioni che mi guardano da qui, nero su bianco, come se non le avessi nemmeno scritte io.

Grazie a tutti quelli che passano di qui, grazie a tutti i nuovi amici che ho guadagnato in queste pagine virtuali, grazie agli amici vecchi che leggono le mie avventure da 1200 km di distanza, grazie a tutti quelli che mi hanno scritto in privato chiedendo consigli e opinioni sulla Germania, o anche solo per dire “ciao”. Quante belle emozioni in questi 3 anni! :-)

No, non ci penso proprio a chiudere. La mia creatura ha ancora bisogno di me. O meglio, io ho ancora bisogno di lei, ma fa lo stesso. A presto.

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Un libro aperto

Novembre 23, 2007

Io, che spesso mi considero una persona piuttosto complicata e difficile da capire anche a me stessa, in questi ultimi giorni sto facendo sogni dalla semplicità interpretativa quasi imbarazzante.

L’altra notte camminavo per le strade di Roma a qualche giorno dalla fine di una guerra, e i marciapiedi e le vie -deserte - erano un tappeto di cadaveri. Ce n’erano così tanti che bisognava scavalcarli per riuscire ad andare avanti. Poi ho incontrato dei tizi che stavano ricostruendo muri e palazzi e, guardando bene, mi sono accorta che stavano costruendo sui corpi. Dai muri ancora aperti si intravedevano mani e piedi e, terrorizzata, ho chiesto ad un uomo se per caso fossero impazziti a tirare su palazzi sui cadaveri della gente. Lui, sereno, mi risponde che ce ne sono talmente tanti che nessuno ci farà caso, che nessuno cercherà mai queste persone perché, in fin dei conti, sono morti quasi tutti. Con le lacrime agli occhi gli chiedo chi mai vorrebbe vivere in una casa del genere, e lui, sempre serafico, mi dice che quando non ci sono alternative si vive anche in posti come quello.

Ieri notte, invece, stavo accompagnando un bambino a scuola e lo tenevo per mano. Mentre attraversiamo la strada, arriva un’auto bianca che mi colpisce facendomi cadere a terra. Mi rialzo arrabbiata, pronta ad inveire contro il conducente, quando vedo un mucchietto di persone avvicinarsi a quello che è ormai il mio cadavere rimasto immobile a terra. Capisco d’essere morta e ho qualche momento di confusione. Poi decido che devo correre a casa per dirlo a mia madre, per dirle che sto bene anche se non sono più viva. Arrivo nel palazzo e lo trovo chiuso, i vicini sanno già della notizia e parlottano di me e della disgrazia. Cerco di entrare gridando il mio nome, ma non mi sente nessuno. Poi, in qualche modo che non ricordo, riesco a salire e trovo mia madre in camera sul suo letto che piange e si dispera. Cerco di parlarle per tranquillizzarla, ma io stessa non sento la mia voce, pur urlando con quanto fiato ho in gola.

Penso e ripenso a questi e altri sogni da un paio di giorni, ogni volta trovando un particolare nuovo, ogni volta decifrando un simbolo apparentemente insignificante. Trovo che siano uno specchio incredibilmente preciso delle mie emozioni di questi giorni, e non sono certo i miei studi interrotti di psicologia a darmi la facilità d’interpretazione. Trovo questi sogni talmente facili da capire che mi sembra d’aver letto una pagina di me stessa che prima non riuscivo a conoscere. È una strana sensazione.

E no, non ho mangiato la peperonata per cena! :D