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Probabilità o Imprevisti?

gennaio 10, 2005

Giornata esasperante.
La società elettrica, che sembra davvero quella del Monopoli, stamattina ci ha mandato un conto da pagare del dicembre 2001 (!!) di ben 423 euro. Fortuna che la mia meticolosa metà non butta via mai nulla, così abbiamo ritrovato la ricevuta di un conto di dicembre ’01, appunto, pagato regolarmente.
Ora, non essendo il conto pagato allora esattamente corrispondente a quello richiesto, ci hanno sballottolato da un ufficio all’altro per parlare con quasi la metà degli impiegati della società elettrica, senza risolvere un bel niente. Alla fine mi sono chiesta se c’era veramente qualcuno che tirava i dadi e se magari ci potevamo ritrovare improvvisamente a Parco della Vittoria o a Via Verdi e ci toccava pure pagare il pedaggio. I tedeschi sono tanto famosi per la loro precisione e meticolosità, ma mi sento di dover sfatare questo mito e risollevare l’animo di tanti miei connazionali che pensano che “in Italia non funziona proprio niente”! Non è la prima volta che mi trovo ad affrontare uffici pubblici e affini da queste parti e posso testimoniare che le cose funzionano poco e male e comunque non meglio che da noi. Gli impiegati lavorano quanto e quando pare a loro e, quando è ora di chiudere, semplicemente si chiude.
Se domani non risolviamo questa cosa, mi verrà un’ulcera.

La serata si è chiusa con una visita ai genitori di Sean. E la cosa non è semplice come può sembrare, perchè Sean ha 2 famiglie: una è quella dei genitori naturali, un’altra è la famiglia di quelli affidatari, nella quale lui è cresciuto. Quindi, ogni volta che si dice “andiamo a trovare i miei”, in realtà ci si passa l’intera giornata e non è una cosa rilassante, garantisco!
Ora, i genitori naturali sono fornai e oggi siamo andati al negozio prima della chiusura. La mamma ci ha dato una fornitura di pane e dolci che sarà sufficiente per circa sei mesi, immagino.
Solo per sistemare il pane nel freezer ci abbiamo messo 15 minuti.
Comunque sono tutti dei veri tesori e mi fanno sempre sentire a casa mia.
La parola di oggi è SCHEISSE. Non l’ho imparata oggi (forse è una delle prime che ho imparato qui, i tedeschi ne fanno grandissimo uso nella lingua parlata!!) ma è la parola che più si adatta alla giornata: vuol dire merda.

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