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Mercoledì sera

febbraio 24, 2005

E vai, che si entra nel ventesimo giorno senza nicotina!
Oggi, però, una bella sigaretta me la sarei fumata, lo ammetto.
Siamo usciti per fare un po’ di spese e abbiamo camminato sotto fiocchi di neve grandi come popcorn. Io odio gli ombrelli (a dire il vero non ne ho nemmeno uno in casa!) quindi, armati solo di sciarpa e coppola, siamo arrivati in centro ricoperti di neve.
Siamo entrati da Saturn, un magazzino di 4 piani che vende solo elettronica. Sean mi ha mollato al piano dei cd e se n’è andato al piano di sopra per curiosare tra computer e affini. E’ tornato dopo mezz’ora, ma io ero ancora incastrata tra Edit Piaf e Frank Sinatra. Alla fine ho preso la Piaf per la mamma e sto facendo un pensierino su Sinatra per noi. Diamine, qui i cd costano talmente poco che non sai cosa scegliere, torneresti a casa con tutto l’espositore. Io poi sono la persona peggiore per queste cose: a me devi dare 2, massimo 3 scelte, altrimenti ci penso e ci ripenso e alla fine non scelgo nulla.

Dopo siamo andati a mangiare nel nostro ristorante preferito, quello delle grandi decisioni e dei festeggiamenti. Qui in passato abbiamo deciso viaggi, ci siamo lasciati, rimessi insieme, abbiamo deciso di vivere in Germania, abbiamo brindato all’acquisto di casa. Insomma, è un posto speciale. Non pensate a ristoranti di lusso o cose simili, è solo una steak house argentina che fa delle bistecche superiori. Ma a noi piace, è il nostro posto.
Stasera non avevamo niente da festeggiare, nè da decidere. Così abbiamo festeggiato i nostri giorni senza sigarette e, per la prima volta, abbiamo visitato la zona non fumatori. Un po’ mi è dispiaciuto non prendere “il nostro tavolo”, ma l’area non fumatori è davvero molto più bella.
Discriminazione!

Dopo cena, al cinema. Praticamente la mia serata perfetta. Non sono mai stata tipo da locali dal volume alto o discoteche, io. Nemmeno quando avevo 20 anni ho mai amato questo tipo di posti.
Abbiamo visto “Meet the Fockers”. Il film è stato divertente, peccato un particolare: in ogni singola scena si vede il microfono. E non un angolino che si intravede per qualche secondo, no, no. Intendo tutta l’asta e tutto il microfono per gran parte della scena. E’ una cosa sgradevolissima e che sicuramente non ti aspetti in un film con attori di questo calibro.
Essendo il film in inglese, la sala era piena di americani. Ce ne sono parecchi in questa zona per via delle vicine basi militari.
Quello che mi da fastidio di alcuni americani è che hanno poco rispetto per coloro che americani non sono e pensano che sia normale comportarsi in Europa come farebbero dalle loro parti. Io non sono una rompipalle, lo giuro, e quando dietro di me al cinema si siede qualcuno con un pacchetto di patatine e comincia a ruminare, non faccio una piega, anche se l’istinto sarebbe di ringhiare e disintegrare il pacchetto. Posso anche cercare di ignorare quelle persone che ridono sguaiatamente anche per le scene più stupide. Ma quando la biondina di turno ti si siede accanto, si apparecchia la sua cena thailandese che emana l’odore più forte che ti può venire in mente e con le bacchette comincia a risucchiare rumorosamente e a parlare ad alta voce con la sua amica altrettanto americana come se il resto della sala non capisse ciò che dice, beh, allora mi viene l’ulcera. Senza parlare della balenottera che si è seduta davanti a noi e che elegantemente si è tolta scarpe e calzini e ha appoggiato i suoi piedoni grassi e nudi sulla poltrona di fronte a lei. O del tipo alla biglietteria che si è alterato di brutto e ha cominciato ad inveire contro la ragazza allo sportello perchè parlava solo tedesco (mi sembra anche normale!) e non capiva quello che chiedeva.
Lungi da me il desiderio di fare di tutta l’erba un fascio. Non dico che “così sono tutti gli americani”. Però mi capita spesso di constatare la maleducazione di molti di loro e soprattutto questo senso di onnipotenza che sembra dilagare negli ultimi tempi. E si, penso che il Sig. G. W. Bush c’entri qualcosa, anche se gli americani non mi stavano già troppo simpatici da prima.

Dopo questo commento, che mi renderà forse impopolare a qualcuno, vi aggiorno con la parola del giorno che è Geschichte e vuol dire storia.
Bis bald.

3 commenti

  1. Vedo che anche a te vengono, diciamo cosi’, degli scrupoli quando devi esprimere un parere negativo, anche fortemente negativo, su qualche comportamento, popolazione, ecc.

    Lo stesso capita a me, ma in fondo se uno legge il blog di una persona, dovra’ pur capire che si tratta di un individuo con le sue opinioni e le sue idiosincrasie e che deve pur sentirsi libero di esprimersi liberamente sul proprio diario online.

    Comunque per finire, dopo aver espresso il tuo dissenso verso la maludecazione, persino targata USA (Universalmente Super Arroganti?) leggero ancora piu’ volentieri il tuo blog😉
    Saluti Rago


  2. Si, gli scrupoli mi vengono perchè detesto essere presa per una che generalizza o, peggio ancora, per razzista. Però hai ragione tu, questo è un diario e come tale non deve nascondere i pensieri.
    Grazie dell’appoggio, a presto!
    : )


  3. ..più che razzista verso gli americani mi sembri razzista verso le persone grasse (vedi “balenottera”)…comunque, mi piace il tuo blog anche perchè sono in una situazione simile alla tua, devo decidermi se trasferirmi in Olanda dal mio ragazzo con cui sto da 6 anni!



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