Archive for aprile 2005

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Quando Fido se ne va…

aprile 29, 2005

Ieri sera siamo andati in un pub irlandese con un paio di amici. Ci siamo fatti una Guinness (che io però non amo moltissimo) e quattro chiacchiere ed è stata una serata piacevole.
Resistere alle sigarette sta diventando sempre più difficile. Per assurdo, è stato molto più facile i primi giorni dire di no a qualche tiro. Ora sta diventando una specie di ossessione, un pensiero fisso. Dove mi giro vedo poster che pubblicizzano la mia marca di sigarette (in Germania la pubblicità al tabacco è vietata solo in televisione) con una bella ragazza magrissima e dal sorriso smagliante che si tiene in equilibrio leggera sul bordo di un marciapiede. Lo slogan è “Libertè, toujours”, ossia “Libertà sempre” ; per un prodotto che crea un’enorme dipendenza fisica e psicologica, parlare di libertà mi sembra una bella presa per il culo e scusate il ripetuto uso del francese!
Comunque, come dicevo si fa sempre più dura e anche passare una serata in un pub (qui fumare nei locali è ancora permesso) non aiuta.
Siamo tornati a casa a piedi perchè la serata era tiepida e il pub non troppo lontano. Siamo passati per una stradina che di solito non facciamo e ci siamo trovati davanti ad un negozio enorme di 6 vetrine, completamente illuminato e senza saracinesche, come si usa qui. In vetrina, esposte accuratamente e bene illuminate, bare. Si, si, bare! Piccole bare color carta da zucchero e argento sistemate una sopra l’altra, dalla più grande alla più piccola.
E’ un’agenzia funebre per animali domestici. La cosa mi ha troppo incuriosito e ho cominciato a sbirciare all’interno attraverso la vetrina i numerosi modelli di bare disponibili. Dalla taglia “Alano” fino alla “criceto”, in due attualissimi colori moda. Oppure, se abbiamo optato per la cremazione, una vasta scelta di urne per tenere accanto a noi, per sempre, le ceneri del nostro piccolo amico.
Davanti alla porta d’ingresso ho trovato poi degli opuscoli che ovviamente mi sono portata a casa, curiosa peggio di una scimmia.
L’agenzia si occupa di tutti, proprio tutti quelli che possono essere i grattacapi del caso.
Mettiamo che il mio adorato alano Otto Von Blablastein III sia improvvisamente passato a miglior vita. Un colpo di telefono e l’agenzia si mette immediatamente in moto. Intanto ho due scelte: portare io il corpo di Otto all’agenzia, oppure avvalermi dell’aiuto di un addetto, che per soli 30 mi risparmia lo strazio. Se desidero la cremazione, con 125 il corpo di Otto sarà cremato insieme ai corpi di altri sfortunati piccoli animali, e le ceneri verranno poi sparse in un campo apposito. Se invece desidero la singola cremazione, il prezzo sale a 175 , a cui vanno poi aggiunti i costi dell’urna per conservare le ceneri.
Nel caso della tumulazione, invece, i costi totali si aggirano tra i 335 e i 450 a cui poi bisogna aggiungere, in optional, la lapide di marmo o un semplice certificato in memoria del piccolo amico. Naturalmente i costi diminuiscono notevolmente a seconda del genere, peso e ingombro dell’animale, per cui il trapasso di un porcellino d’india mi costerebbe enormemente meno che quello di un mastino napoletano!

So bene quanto dolorosa possa essere la perdita di un animale domestico. Ne ho avuti tanti e per tanti anni: tartarughe, pesci, pappagalli parlanti (anzi, logorroici!), criceti. Ma soprattutto il mio cane. Un cane adorabile, di razza meticcia, la cui morte ha causato dolore e lacrime a tutta la famiglia e dopo il quale i miei genitori hanno deciso di non volere più animali in casa.
Ma per quanto possa essere stato adorato, il mio cane fu seppellito in un campo di proprietà della mia famiglia, fuori città, nella semplicità della terra, avvolto in un lenzuolo.
Ma certo, questo succedeva circa 20 anni fà. Forse le cose ora sono cambiate, ma bare, urne, lapidi e ceneri sparse mi fanno pensare più ad un macabro “Pet Sematary” in perfetto stile Stephen King ma più costoso, che ad una dichiarazione d’amore per il proprio amico a quattro zampe. Che rimane nel cuore a prescindere da una lapide, da un certificato o da un’urna parcheggiata sopra al caminetto di casa.
Almeno quelli di Stephen King tornavano. Non in pienissima forma, ma tornavano! ; )
Beh, perdonate l’argomento lugubre della giornata, ma la cosa mi aveva davvero incuriosito.

La parola di oggi, per restare in tema funesto, è Bestattung – funerale. Però, per compensare, ne ho anche un’altra: Bunt – multicolore.
Bis bald!

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Con la forza del gigante, il pulito è più brillante…

aprile 26, 2005


Posseduta dallo spirito maligno di Mastro Lindo (presente anche qui, sotto il falso nome di Master Proper!), stamattina mi sono arresa alle pulizie di primavera.
Perciò scopettone, detersivo spray, panno antistatico, aspirapolvere e soprattutto musica.
La musica è l’elemento fondamentale per le mie pulizie. E chiamarlo “sottofondo” mi sembra riduttivo, visto che riesco a sentirla anche con l’aspirapolvere attaccato.
Per le performances di oggi, ho scelto Lucio in versione anni ’70 per lo spolvero degli scaffali, con picchi entusiasmanti di “Una giornata uggiosa” e “Una donna per amico” cantate davvero a squarciagola. Poi è stata la volta delle finestre (cielo, sono impazzita?) e a quel punto il povero Lucio non mi sembrava più adatto, quindi ho scelto Green Day anni ’90 e Basket Case mi calzava come un guanto (sometimes I give myself the creeps – sometimes my mind plays tricks on me…).
Quindi aspirapolvere e poi mocio e a quel punto i Queen sono quasi un obbligo. Perchè, con il manico del mocio, il microfono di Freddie Mercury viene troppo bene!
Adesso sono in chill-out con gli UB40 e dò gli ultimi ritocchi. Di solito faccio tutto con un solo cd, ma oggi ero troppo indecisa e alla fine ho scelto tutto.
Ah, per la cronaca, avevo deciso di pulire le finestre perchè c’era un bel cielo limpido e un bel sole. Ho pensato che era difficile che potesse cambiare, almeno per oggi. Ma si sa che in questi casi il calcolo delle probabilità si annulla completamente, come direbbe Pam, e quindi circa 20 minuti dopo aver finito con l’ultima finestra della sala, il cielo ha cominciato ad annuvolarsi col risultato che ora piove…e che palle!!

Le parole di oggi sono in tema e non sono nuove, ma piuttosto un ripasso delle mille, complicatissime varianti di questa lingua: degli esseri viventi (escluso il mondo microbiologico e vegetale!) si dice Sauber – pulito. Per tutto il resto si dice Geputzt – pulito. Rein, invece, vuol dire sempre pulito, ma si usa un po’ per tutto, esseri viventi e non. E più precisamente, indica una cosa molto pulita, pura. Ma chi ci capisce?! Uff…

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That is the question

aprile 26, 2005

Sto per fare grandi pulizie…e scatta l’indecisione per l’inevitabile sottofondo musicale:
Battisti fine anni ’70, Police o Queen?

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Per la serie: "pomeriggi bucolici tedeschi"…

aprile 22, 2005

Cielo terso e temperatura vagamente primaverile, la voglia di riprendere in mano la macchinetta fotografica accantonata ormai da troppo tempo, il desiderio di una pausa dal lavoro e dallo studio. Per questo oggi pomeriggio ce ne siamo andati a Schwetzingen a visitare il castello.
Schwetzingen non è lontana da Mannheim, sono solo 15 minuti di macchina da qui. Il castello fu residenza del principe Carl Theodor alla metà del 1700. Non è molto grande, (quello di Mannheim è molto più vasto) e non è visitabile all’interno, perchè sede di alcuni uffici pubblici. Ma il parco adiacente, vastissimo e ricchissimo, vale sicuramente una visita se vi trovate da queste parti.
Il giardino è davvero molto ben curato e nel mezzo c’è anche un piccolo laghetto naturale, con un gran numero di anatre, germani e cigni.
All’interno del parco c’è persino una moschea – anch’essa visitabile – voluta dal principe in segno di rispetto per le culture diverse. E poi fontane, ponticelli, sculture, piccoli templi, viali alberati: il tutto incorniciato da una grandissima varietà di fiori e alberi, in una piena esplosione di colori e profumi.
Ho fatto un milione di foto (che però non vedrete – spiacente – uso ancora la classica reflex manuale!) e abbiamo anche incontrato uno scoiattolo intento a sgranocchiare una ghianda/noce o qualunque cosa fosse. Non ne vedevo uno da così vicino da quando avevo 7 anni…ed è un sacco di tempo fà, purtroppo!
Insomma, altro pomeriggio bucolico. Uscendo dal castello e girovagando un po’ per la piccola cittadina, abbiamo anche scoperto che qui vengono coltivati i pregiatissimi asparagi bianchi di cui Schwetzingen è, diciamo così, la capitale. Non ne abbiamo comprati, però, perchè Sean non li ama, mentre io non li ho mai nemmeno assaggiati!

E’ stata una bella giornata davvero. La Germania è veramente una bella nazione e di cose da vedere ce ne sono a centinaia. So che molti non la considerano una meta turistica valida e invece meriterebbe più interesse. Certo che il suo passato non l’aiuta ad essere considerato un Paese accogliente, ma anche questo è un pregiudizio perchè i tedeschi sono per la maggior parte amichevoli e aperti e, cosa molto importante, hanno tantissima cura dei loro beni.
(Mi sa che l’ufficio del turismo mi deve una mazzetta!)

Ed ora, per la gioia di grandi e piccini, la “parola del giorno”: Spargel- asparago.
Si, si, solamente questa!

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Der Neue Papst

aprile 20, 2005

Naturalmente qui, come penso anche in Italia, è la notizia numero uno: il Papa tedesco, Ratzinger, Benedetto XVI.
Di lui si dice che sia inflessibile e profondamente conservatore. Leggevo nel forum del Corriere della Sera previsioni apocalittiche tipo “non avremo più il divorzio”, “Il nuovo papa è un uomo pieno d’odio”, “ha fatto parte della gioventù Hitleriana”, “E’ un omofobico e razzista”, “come tutti i tedeschi è razzista e antisemita”, e altri deliri simili.
Il nuovo Papa è dichiaratamente conservatore, non lo ha mai nascosto. Eppure è stato eletto a grandissima maggioranza (se non sbaglio 77 voti su 115) come nuovo rappresentante della religione cattolica. A me questo fa pensare solamente ciò che sapevo già e cioè che è la Chiesa stessa ad essere conservatrice e inflessibile.
Ma è davvero una grande novità? A me non sembra.

“Ha fatto parte della gioventù hitleriana”, ovviamente. Come tutti i ragazzi tedeschi minorenni della sua epoca. Perchè a quei tempi era quasi obbligatorio. Persino i genitori affidatari di Sean, che pure venivano entrambi da famiglie contrarie al nazismo (il nonno è perfino stato costretto a lasciare il lavoro e la città per aver fatto pubblicamente commenti negativi su Hitler), hanno dovuto loro malgrado parteciparvi. Non c’era molta scelta. E la famiglia di Ratzinger era anch’essa contraria al regime.

Forse troppo velocemente si giudicano persone e personaggi, persino prima ancora che facciano o dicano qualcosa che non piace.
Io sono di mentalità ed educazione progressista, assolutamente non conservatrice e, come ho già detto in passato, non particolarmente credente nè piena di stima nei confronti della Chiesa. Eppure l’elezione di questo Papa non mi ha sconvolto nè impaurito, come vedo essere capitato a molti.
Non credo che la sua carica minacci in alcun modo il mio mondo e il mio modo di pensare e vivere. E tutte le persone che, pur essendo profondamente credenti, vivono vite “non consone” alla morale cattolica, forse non dovrebbero aspettarsi grandi cambiamenti e aperture da parte di questa religione, perchè non credo che accadrà mai che un Papa accetti coppie di fatto, omosessuali, contraccettivi e via dicendo.

Personalmente trovo molto, molto più conservatore, inflessibile e pericoloso questo aver paura di tutto ciò che è nuovo e diverso, questo emettere sentenze su persone senza conoscerle, questo modo di pensare ristretto e poco elastico della gente che ci sta intorno, più che di un Papa bigotto.
Io spero che questo nuovo Papa possa essere una persona attenta a diversi problemi, che possa continuare il dialogo di pace del suo predecessore (che pure, purtroppo, non è stato seguito per niente mi sembra!) e spero che sappia guidare i propri fedeli dove vogliono essere portati.
E se proprio lo vorremo giudicare, aspettiamo almeno che faccia qualcosa, visto che per ora si è limitato ad affacciarsi ad un blacone.

Per descrivere la reazione delle persone da queste parti all’elezione del nuovo Papa, vi dico che ieri sera, come oggi del resto, in tv non si parlava d’altro. Le campane hanno suonato a festa, ma devo ricordare che la regione in cui viviamo noi, il Baden-Wuerttemberg, è a maggioranza cattolica. Di fatto, poi, devo dire che stamattina, per la strada e dal fornaio, qualche commento l’ho sentito, ma la gente pensa decisamente ad altri argomenti.

Ringrazio per i consigli riguardo all’insonnia. Abbiamo provato (ha provato!) una preparazione di valeriana, passiflora e melissa che sembra dare risultati. Speriamo duri! Se no la botta in testa gliela do io…o è meglio il gas? Acc…, dimenticavo: qui il gas non si usa, solo cucine elettriche!

La parola di oggi è Abschied, separato. Ma si può usare anche come “addio”. Ho solo questa, che ci devo fa’?

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Sabato bucolico-urbano

aprile 17, 2005

Ieri c’era un bel sole e il cielo si è trasformato da grigio topo ad un blu inverosimile, così ce ne siamo andati al parco (che ho scoperto essere raggiungibile anche a piedi attraversando il sottopassaggio della stazione). Qui di parchi ce ne sono parecchi, ma questo è quello che preferisco. Si trova nel quartiere di Lindenhof, è enorme e sta proprio sulle rive del Reno.
Plaid, occhiali da sole, libri di tedesco per me, di informatica per Sean.

Quello che sempre mi stupisce di questa città, forse di questo stesso popolo, è l’estrema educazione e il rispetto degli altri e delle cose. Il prato dove ci siamo seduti era pulito: non un mozzicone di sigaretta, non una cartaccia, non una cacca di cane. Le persone parlano senza gridare, qualità che apprezzo sempre con gioia, chi gioca a pallone lo fa lontano dagli altri per non disturbare, ci sono aree riservate ai ciclisti, altre ai pedoni. Lungo tutto il viale che costeggia il fiume da un lato ed il prato dall’altro, ci sono i tipici contenitori per i rifiuti: a più scomparti per la raccolta differenziata.
Mi sono seduta sull’erba fresca e pulita a guardare questo sabato tedesco di bambini che giocano, di cani che corrono e di maniaci dell’abbronzatura in costume da bagno (scelta ardita, garantisco!) pensando che sarebbe tanto semplice anche in Italia scrivere di queste cose, se solo ci fosse un po’ più di cura e rispetto del bene pubblico, delle nostre città.
Anche da parte dei turisti.

Comunque, dopo qualche parola nuova e alcune regole grammaticali (il tedesco mi sembra ogni giorno più simile al latino!), ce ne siamo tornati a casa, appena in tempo per evitare un clamoroso temporale. Quindi di nuovo cielo grigio topo, così non si perde l’abitudine.
Volevamo organizzare con gli amici, ma poi abbiamo deciso di starcene da soli. Abbiamo fatto la pizza, abbiamo visto un film e abbiamo riso e parlato tutta la sera. Non ricordo nemmeno di cosa. Abbiamo riso e parlato per ore.
Che bella serata è stata. Quanto sono innamorata di quest’uomo.

E finisce qui questa bucolica giornata di mezzo sole. Troppo positiva? Troppo romantica? Mi sa di si, uff… La prossima volta farò una lista delle cose negative di questa nazione. E anche di Sean.

Le parole di oggi (di ieri) sono: Beruf, professione – furcht, paura – einverstanden, d’accordo e Reihenfolge, sequenza (dove Reihen sta per “file” e folgen sta per “seguire”).
Tschuss

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Perchè no?

aprile 15, 2005

Il Cancelliere Schroeder ha proposto di cambiare l’ora di religione nelle scuole con un’ora di educazione civica e morale. Come in Italia, anche in Germania l’ora di religione è facoltativa e pare ci sia un crescente numero di alunni che preferiscono non seguirla.
A me l’alternativa pare una grande idea. Nella mia classe al liceo, l’ora di religione era diventata l’ora in cui ti potevi scambiare i compiti e copiare le versioni di latino con calma e tranquillità. Si discutevano esclusivamente passi del vangelo, ma pregare la prof. di parlare anche di religioni diverse da quella cattolica era completamente inutile.
In inghilterra, invece, alle medie si parlava di diverse fedi e anche delle usanze, delle tradizioni. Credo che questo dipendesse dal fatto che, nella stessa classe, c’erano alunni di molte religioni diverse. In ogni caso la lezione diventava anche interessante.

Durante le ultime votazioni, nell’aula di II media che ospitava il mio seggio, ho letto un cartello inquietante. Bene in vista sopra la cattedra, scritto con pennarelli neri e rossi, distingueva le azioni che si possono compiere in classe da quelle che non è educato compiere.
I comportamenti ammessi sinceramente non li ricordo, ma tra quelli vietati ce n’erano di stupefacenti:
“E’ VIETATO: sputare in classe – parlare ad alta voce mentre l’insegnante spiega la lezione – mordere – usare il cellulare durante la lezione”
No, dico! In seconda media!! Se non lo avessi visto con i miei occhi, non ci avrei creduto. Ve lo figurate un insegnante che deve ricorrere ad un cartello per ricordare alcune elementari regole di comportamento civile a ragazzini di 12 anni?

A questo punto, visto che la religione è una materia facoltativa e che viene per lo più insegnata in maniera altrettanto facoltativa, ben venga l’ora obbligatoria di educazione civica.

Oggi ho diverse parole nuove (merito dei nuovi libri presi in prestito dalla bibilioteca) .
Genug, abbastanza – Schlimm, grave – Langsam, piano e weit, lontano.
Klasse ; )