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In Belgio

maggio 3, 2005

Sabato sera siamo andati ad una divertente versione teutonica della “Festa de l’Unità”.
Ora, non immaginatevi scene alla “Oktoberfest” con i tesdeschi in abito tradizionale e le donne con le trecce bionde, però scorrevano veri fiumi di birra in boccali da 1 litro e oltre, che io avevo visto solo in televisione! Lunghissime tavolate di gente che ride, canta e mangia le peggio schifezze che vi vengono in mente. Schifezze nel senso ipercalorico del termine, perchè io mangerei solo questo giorno e notte. Io ho preso un Rindwurst con panino e senape, annaffiato dal tradizionale vino di questa Regione che si allunga con acqua frizzante e viene servito nei tipici bicchieri da mezzo litro. Sean invece ha scelto il Bratwurst al curry e sono riuscita a staccarlo dalle aringhe affumicate che puzzano come la morte. Piccola precisazione in fatto di wurst: intanto la parola “Wurstel” è di uso esclusivamente austriaco e se qui chiamate le salsicce in questo modo, le persone rideranno di voi!! In Germania si chiamano Wurst e ce ne sono di moltissimi tipi diversi. Bratwurst, Rindwurst, Wiener, Frankfurter, Thuringer, Bockwurst, Servela, Knackwurst, Weisswurst e questi sono solo quelli che conosco io (Oddio, sembravo Bubba, l’amico di Forrest Gump, quello fissato con i gamberi!). Le differenze sono nella carne di cui sono fatti, nella grandezza e nel metodo di cottura. In tutti i casi, semplicemente paradisiaci, se siete amanti del genere. Se passate in Germania, assolutamente imperdibili, persino quelli in vendita negli Autogrill.
Comunque, la cornice della festa era davvero simpatica, con una cover band niente male che ha spaziato dai classici anni ’70 al tradizionale tedesco cantato in coro da tutti (e intendo TUTTI) i presenti, esclusa la sottoscritta, che però si è divertita lo stesso. Eravamo con due ex compagni di scuola di Sean, ora sposati, che pur non parlando che 5 parole in tutto di inglese, hanno fatto i veri salti mortali per farsi capire e per capire il mio pessimo tedesco.
E il prossimo che mi dice che i tedeschi sono chiusi e scostanti senza averli mai conosciuti, gli do una capocciata. Giuro.

Domenica poi ci siamo alzati presto perchè dovevamo andare in Belgio a trovare Lars che ci aveva invitato per un paio di giorni. E siccome ieri è stato il suo compleanno e siccome è ghiottissimo di Tiramisù, alle 9 eravamo già in cucina per preparare il dolce da portare via. Era la prima volta che lo facevamo e devo dire che il risultato è stato davvero ottimo e Lars è stato felicissimo. Qui non si usa fare regali per i compleanni degli amici. Di solito si porta un pensiero, qualcosa di piccolo e piuttosto economico, quindi con una bottiglia di vino e il Tiramisù, tra l’altro totalmente inaspettato, abbiamo avuto un successone.
Lars e Jessica ora vivono ad Eupen, che pur avendo solo 17 mila abitanti, è la più grande città della regione Est del Belgio. Il posto è carino e accogliente, ma non c’è moltissimo da vedere così lunedì pomeriggio, visto che Lars aveva la diretta alla radio, abbiamo guidato fino a Maastricht che dista solo 30 km.
Lars ci aveva spiegato come si arriva all’autostrada, ma noi ci siamo distratti e abbiamo guidato oltre lo svincolo e visto che la mia amata metà si farebbe amputare le mani piuttosto che chiedere un’indicazione, ci siamo trovati a guidare sulla statale. La direzione era comunque giusta, quindi Sean ha gongolato per 10 minuti su come “lui non si perde mai e guida meglio di me e se non ci fosse lui e bla,bla,bla”. In ogni caso devo ammettere che è stato uno sbaglio ben fatto, nel senso che questa statale passa proprio in mezzo alla campagna belga che è deliziosa e quindi il viaggio è stato forse un po’ più lungo, ma il paesaggio fatto di colline verdi, mucche al pascolo, chiesette e villaggi solitari, meritava il tempo perso. Nella cittadina di Henry-Chapelle, sempre lungo la statale, abbiamo anche trovato un cimitero di guerra americano. Era già chiuso, ma ci siamo fermati lo stesso per vedere, increduli, questa distesa sconfinata di croci bianche incorniciate dall’erba più verde e curata che io abbia mai visto. E’ stato molto suggestivo e commovente vedere in un solo colpo d’occhio il sacrificio di così tante persone.

Venti minuti dopo eravamo a Maastricht. Non avevamo una mèta precisa e neppure molto tempo perchè dovevamo tornare ad Eupen per cena per il compleanno di Lars, quindi abbiamo parcheggiato la macchina e abbiamo girato un po’ a piedi per il centro. La città è carina, piccola ma ben fatta, con il delirio di biciclette tipico dell’Olanda. In centro, i tradizionali palazzi stretti, ristoranti di ogni genere e un bel mercato, oltre agli immancabili coffee shop. Appena fuori città, invece, costruzioni più moderne e curate, quasi in stile inglese.
E un paio d’ore più tardi eravamo di nuovo in Belgio.
La facilità con cui si passa da una nazione all’altra e il fatto di poter pagare sempre con la stessa moneta, è una cosa che ancora mi emoziona da morire.

Ora, se siete in Belgio ci sono tre cose che, culinariamente parlando, proprio non potete perdervi: i waffeln, la cioccolata e le patatine fritte. I waffeln sono giganti e te li servono ripieni di tutto quello che vuoi: nutella, marmellata, frutti di bosco, gelato, crema, ecc. Se fai colazione con una di queste delizie, stai a posto fino all’ora di cena.
La cioccolata, invece, è una piccola opera d’arte e ho visto vetrine con delle vere e proprie sculture che a mangiarle ti senti un vandalo. In Belgio sono state inventate le praline e ad Eupen c’è persino un museo dedicato alla cioccolata, ma Lars ce lo ha detto solo stamattina ed il sito dal quale avevamo preso informazioni sulla città non ne parlava. La prossima volta che ci vado faccio un rapporto completo, giuro.
Delle patatine fritte che dire? Sono semplicemente buonissime. Qui sembra che ne vadano davvero pazzi e c’è una friggitoria ad ogni angolo di strada. La particolarità di queste patate, oltre al sapore stesso, è che vengono fritte per 2 volte e in 2 tipi di olio differenti e il risultato è che la parte esterna è croccantissima, mentre quella interna rimane soffice. Poi si possono scegliere tante salse diverse per accompagnarle, come per esempio quella di cipolle, scoperta da Lars e appoggiata da Sean. Devo dire che detto così fa abbastanza schifo, ma il sapore alla fine non è niente male!
Insomma, dopo ‘sti 3 giorni all’insegna del mangiar sano, oggi ce ne siamo tornati a casa. La prossima volta che andremo in Belgio cercheremo di restare un paio di giorni in più per vedere qualcos’altro e ci prepareremo anche meglio, magari con delle tappe.

Oddio quanto ho scritto, mi sa che non c’è più nessuno che legge.
Meglio, perchè oggi non ho nessuna parola nuova. Mi risparmio la figuraccia!

6 commenti

  1. Scommessa persa, io ho letto tutto…certo tutte ste robette fritte, a leggerle di mattina…mmm…meglio cosi non mi viene fame, che sono in dieta pre-prova-costume!!!!
    =)


  2. che voglia di tornare in belgio! e che curiosità circa la germania, soprattutto per i salsicciotti che hai descritto!!!
    tempo fa come tutti credevo che i tedeschi fossero chiusi rigorosi e stronzi. poi qualche anno fa ebbi modo di fermarmi qualche ora in un paesino non so bene dove, era uno scalo della ryanair da forlì a stoccolma. aeroporto in piena foresta, campo da golf attaccato agli aerei, signori gentili e gioviali tutt’attorno e sì, ho cancellato tutti i pregiudizi al primo contatto col tedesco nella sua terra(al mare in romagna non fanno testo, sono fin troppo gai). credo che il prossimo viaggione serio lo farò in germania, non sono solo incuriosita, sono proprio attratta!
    come si dice attratta in tedesco?
    e bacio?


  3. ** Pinklady:
    Insomma, la figuraccia l’ho fatta! Oggi mi tocca imparare 2 parole nuove, acc…
    Ah, no, no. Niente prova costume per me ora, non dopo questo weekend. Ma tanto io al mare non ci vado! ; )

    **Curasui:
    Guarda, ieri non volevo proprio tornare a casa, il Belgio mi è davvero piaciuto! Se decidi di fare il viaggio in Germania devi avvisarmi, ci conto.
    In tedesco attratta si dice anzihend e bacio kuss.


  4. Priviet.
    Anch’io letto tutto il resoconto sulla tua gita alla beauty-farm.
    Peccato non aver potuto copartecipare al vostro giretto.
    Paka Rago


  5. E non dimentichiamo la birra belga!!
    :-))


  6. […] sono costretto a scoprire di ignorare la differenza in origine tra wiener, bratwurst e frankfurter. La prima ricerca su google mi fa anche scoprire che i wurstel sono austriaci, e che se lo dico a un tedesco verrò […]



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