Archive for giugno 2005

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Alive and Kicking

giugno 23, 2005

Manco da qualche giorno, ma non sono sparita. Stanno succedendo tantissime cose e molto in fretta. Non anticipo nulla, mi permetto di fare la misteriosa ancora per qualche giorno. Poi, lo giuro, spiffererò tutto e vi stupirò!! Niente gravidanze e niente ritorno definitivo in Italia, per chi viaggiasse troppo di fantasia ; )
Per ora dirò solo che sono felicissima e che per una volta le cose stanno girando per il mio verso.

Ieri sono andata da una ex-collega per dare il benvenuto al suo nuovo pargoletto, un fustaccio di 4Kg dal visetto d’angelo. Per l’ora di cena, insieme ad altri (ex) colleghi siamo andati a fare un giro per il porto di Ostia. Non c’ero mai stata e mi è piaciuto parecchio. Negozi aperti fino a sera inoltrata e un bel viavai di gente che sembrava mezzogiorno. In più, un tramonto straordinario e una luna memorabile hanno accompagnato cena, sigaretta (ahimè!) e tantissime risate, in ricordo dei vecchi tempi.
Purtroppo succede qualcosa di inspiegabile: mi manca la Germania. Mi manca Mannheim, la mia micro-cucina, il mio orrendo salotto disordinato e perfino la lingua! Ebbene si, le mie patetiche lezioni di tedesco mi mancano e so perfettamente che non c’è spiegazione alcuna, ma è proprio così!
Domenica le mie amiche mi hanno letteralmente trascinato al mare. Sono abbronzata, incredibile ma vero! Questa settimana spero di riuscire a svicolare…

Non ho parole nuove e francamente per il momento non mi importa troppo. Ma non sto perdendo il ritmo, sono solo in stand-by!!
Ora vado a farmi un po’ di cavoli altrui nei vostri blog!
A presto….anzi, Bis Bald! (visto, ho già perso l’abitudine, acc…..)

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Perdente!!

giugno 10, 2005

Sono stanchissima e ho tanto sonno. Ora mi faccio un giretto in rete, mi strucco, infilo il pigiamone (che a Roma da ieri fa “freddo”) e me ne vado a guardare la tv a letto. Prevedo sonno profondo con fase REM tra meno di un’ora. Più o meno così sarà la mia vita per i prossimi tre mesi.

Sean è tornato in Germania ieri pomeriggio e non so se ci rivedremo prima di settembre. Mi manca già tantissimo, non sono davvero più abituata a stare lontana da lui. E pensare che per 4 anni ci siamo visti una settimana ogni 2 mesi circa. Ma come diavolo ci sono riuscita per così tanto tempo? Saperlo a casa, nella nostra casa, mi fa venire un po’ di nostalgia. Nostalgia per la Germania, incredibile, ma vero…

 

Al lavoro mi sto rimettendo in carreggiata. Dopo 10 mesi di assenza ho voluto una settimana di “refreshment” perché pensavo di ricordare poco e invece ho scoperto che è come andare in bicicletta. Le dita volano sulla tastiera in modo più automatico che consapevole, ma il in fondo è quello che facevo anche prima! Ho scoperto che la mia proverbiale labile memoria ha un modo tutto suo di organizzarsi e con immensa sorpresa eccola far riaffiorare prezzi, dare le giuste informazioni, rendermi capace di compilare e smaltire pratiche e scartoffie varie, senza troppa difficoltà.
E’ sorprendente! Allora non sono così rincoglionita come i miei amici mi ripetono da anni!!

 

Domani sera verranno qui le ragazze: calorie, cuba libre e chiacchiere, le tre “C” che non mancano mai. E le sigarette? Non mancano mai nemmeno loro quando ci sono le ragazze. Purtroppo devo superare la mia immensa vergogna e confessare che in questa ultima settimana ho fumato. Non dico che ho ripreso, ma ho di fatto comprato più di un pacchetto di sigarette e, pur sentendomi una assoluta perdente senza la benché minima ombra di spina dorsale, ho gioito di quelle zaffate di nicotina pienamente. Ora ho tanti sensi di colpa, ma ricomincerò a controllarmi. Del resto la statistica dice che si fanno almeno 3 tentativi prima di riuscire a smettere definitivamente e se tanto mi da tanto, ho ancora 2 possibilità!

 

La parola di oggi è Einziger, unico. Non sono certa dello spelling (a dire il vero nemmeno della traduzione, hehehe!) perché non c’è Sean a confermarmelo, ma l’ho sentita in tv e credo d’averla capita. Incredibile, guardo la tv tedesca a Roma…ma sono normale?!?
Bis Bald!

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Finalmente Sabato

giugno 4, 2005

Mercoledì ho ricominciato a lavorare, il che spiega questo stato comatoso che mi accompagna da qualche giorno. Mi sveglio alle 6 per cominciare alle 7 e non si sa mai bene quando tornerò a casa.

Il mio lavoro, di base, a me piaceva molto ma ero arrivata a detestarlo per una serie infinita di buoni motivi. Mi piaceva tanto perché si lavorava con il pubblico e c’era uno scambio continuo con le persone. E più di tutto mi piaceva perché era un lavoro di squadra e la mia era una grande squadra. Non eravamo solo colleghi, ma anche buoni amici e questo rendeva tutto più piacevole. So per esperienza che non è semplice trovare colleghi con cui andare d’accordo e so che, se non si trovano, l’ambiente lavorativo può diventare un inferno quotidiano.

Oggi la squadra si è un po’ disgregata: una aspetta un figlio, due si sono licenziati. Non è più la stessa cosa e guardandomi intorno mi viene un po’ di nostalgia ripensando alle risate che ci facevamo prendendoci in giro a vicenda sulle immancabili, continue gaffe fatte con i clienti. A volte si rideva fino alle lacrime.

Altre volte le lacrime scendevano per rabbia, per stanchezza e per ingiustizia perché l’atmosfera creata dai capi diventava spesso irrespirabile. Nel bene e nel male, comunque, ho passato tra quelle mura cinque anni della mia vita e ho imparato tanto.

Immagino che sia solo un’altra fase della vita che passa e se ne và.

In questi giorni ho per la testa milioni di pensieri che non mi lasciano in pace neppure la notte. Ho ancora bisogno di quelle energie positive di cui parlavo qualche giorno fa, poi ovviamente spiegherò anche il perché. Sento che sto per affrontare dei cambiamenti e ho paura di non essere pronta. O forse ho solo paura di non essere capita da chi mi vuole bene.
Non si tratta di cambiamenti di tipo materiale, le chiamerei piuttosto delle evoluzioni personali e interiori. Mi sto concedendo tanto tempo per pensare e mi sto dando dei giudizi, a volte troppo pesanti, altre volte forse troppo clementi. Il risultato è che tutto sommato sono soddisfatta di me e che forse per troppo tempo ho avuto paura a dirlo, ma la verità è che sono felice e lo devo ammettere. Ho sempre avuto paura a pensare di essere felice, paura che tutto potesse rivelarsi uno sbaglio o, peggio ancora, solo un’illusione. E invece ammetterlo mi riempie di serenità e di positività, due sentimenti a cui non sono sempre stata abituata. Me li voglio godere finché durano e se poi tutto svanirà in una bolla di sapone, affronterò il problema quando e se si presenterà.
E questo per me è già un cambiamento enorme.

La parola di oggi è abstauben, spolverare. Non sto imparando molte cose nuove ultimamente, e quando Sean partirà andrà ancora peggio…sarà dura tornare a casa!