Archive for agosto 2005

h1

Wasabi & Co.

agosto 30, 2005

Per la casa ancora nessuna novità. Comunque parto lo stesso e per due o tre settimane resterò nella casa che Sean divide con altri 3 colleghi ad Amsterdam. Credo che per qualche tempo dovrò fare la spola e tenere sempre i bagagli pronti…e allora, dov’è la novità? Infatti, ormai ci sono abituata. E in ogni caso farò buon viso a cattivo gioco, del resto non ci sono molte alternative, almeno fino a quando non sapremo se il contratto verrà rinnovato dopo dicembre. Potrei stare in Germania, ma non ho voglia di starmene da sola tutto il tempo, quindi passate queste due o tre settimane tornerò a Roma.

Devo avere pazienza, tanta pazienza. Sono sicura che poi tutto andrà a posto.

Sabato con le ragazze siamo andate a mangiare giapponese. Era tantissimo tempo che avevo voglia di provare, ma non c’era mai stata occasione. Non mi è piaciuta, confesso. Forse non sono di gusti molto sofisticati, anche se non mi fermo a pane e mortadella, ma è un tipo di cucina che davvero non mi ha colpito per niente. Ho mangiato sushi, sashimi e maki e ho assaggiato anche il famigerato wasabi, esplosivo, ma solo per qualche secondo. Forse ho scelto male, ma non conoscendo altro – e visti anche i prezzi – ho preferito andare sul rinomato. E pensare che sono anni che sogno una vacanza a Tokyo e pensavo che sarei stata in perfetta sintonia con l’ambiente…

Comunque, archiviata l’esperienza nipponica (ma solo a livello culinario, ovvio che a Tokyo ci andrò lo stesso!!), ora dovrò sperimentare la cucina olandese, che invece mi sembra non goda di buona fama. Sean non ne parla benissimo, ma non so se il suo giudizio può essere veramente preso in considerazione. Ultimamente si comporta peggio degli italiani all’estero e se non ha il suo spaghetto al ragù o la sua pizza, si lagna che la cucina non è buona. L’ultima volta che è stato in Germania, è andato con la sorella a mangiare in un ristorante italiano e se l’è tirata da morire perchè la pasta era scotta e secondo lui l’avrebbe preparata meglio lui stesso a casa. Ho creato un mostro!
Comunque sulla cucina olandese farò una relazione completa durante il viaggio e in ogni caso, come sempre, si accettano consigli.

A Roma intanto piove quasi tutti i giorni. A me non dispiace, figuriamoci, anzi: mi sento a casa quando alzo gli occhi e vedo il cielo grigio topo. Che non è proprio “topo” come a Mannheim, ma ci si avvicina parecchio.
Ho voglia di maglioni di lana e sciarpe colorate, di thè alla cannella, Spekulatius e Lebkuchen.

La parola di oggi è wahrscheinlich – probabilmente.

Annunci
h1

Come Volevasi Dimostrare

agosto 23, 2005

Ci sono grossi intoppi con l’appartamento in Olanda. Sono davvero giù, ieri ho pianto per un’ora. Per rabbia, per nostalgia e perchè non fila MAI tutto liscio, mai.

La parola di oggi, ovviamente non nuova, è:
SCHEISSE, SCHEISSE, SCHEISSE.

h1

Breaking news

agosto 18, 2005

Forse Sean è riuscito a trovare un appartamento ad Amsterdam per noi. Oggi l’agenzia gli avrebbe fatto sapere se si poteva affittare solo fino a dicembre.
Non vedo l’ora di sapere, sto sulle spine…

h1

Memorabilia

agosto 16, 2005

Ferragosto passato, si ricomincia col lavoro. Ma ormai mancano solo 2 settimane, finisco il 1° settembre. Poi penso di riuscire a partire intorno al 15, dopo il compleanno del nipotino adorato.
Non c’è bisogno che lo dica: non vedo l’ora, penso si sia capito abbastanza dagli ultimi post scritti.

Ferragosto l’ho passato da sola, un po’ per pigrizia, un po’ per volontà mia. Non avevo voglia di guidare e raggiungere gli amici, avevo solo voglia di spalmarmi sul letto e dormire quanto più possibile davanti alla TV. E l’ho fatto sul serio, ho rischiato il letargo.
Durante le brevi veglie, mi venivano in mente gli anni passati a Pieve di Cadore e i falò di ferragosto, poi le notti di S. Lorenzo, tutti sdraiati col naso in su alla ricerca di una scorciatoia per realizzare un sogno. Quante stelle, in montagna, che belle vacanze erano. Si partiva all’inizio di Agosto e tornare a Roma, dopo un mese, era straziante. Non per la scuola che ricominciava, non per le vacanze finite, ma per la lontananza da quei posti che per me sono, ancora adesso, pieni di magia e di bellissimi ricordi. La casa dei nonni, la famiglia unita e allegra, le liti con i miei per strappare un’ora al coprifuoco, le amicizie sincere, reali e presenti anche oggi a distanza di anni. L’affetto che provavamo l’uno per l’altro e l’amore per quel posto, per noi unico al mondo, ci tiene uniti ancora adesso che siamo sparsi per l’Italia (e per l’Europa) e non ci vediamo mai.

Il falò di ferragosto era un classico: tutti indaffarati a raccogliere la legna per il fuoco, l’acqua fresca del ruscello, la carne alla brace che si carbonizzava sulla griglia mentre la luce del giorno si affievoliva e restava il buio pesto del bosco, schiarito solo dalle stelle e, con un po’ di fortuna, da qualche raggio di luna bianchissima. C’era sempre tanta allegria, eravamo un gruppo molto affiatato. Ci conoscevamo da bambini e ci volevamo bene.

Oggi, quando penso a noi sdraiati e abbracciati davanti a quel fuoco, mi viene tanta nostalgia e tanta tenerezza, perchè mi rendo conto che eravamo ragazzini poco più che adolescenti, senza pensieri, senza esperienze, i cui problemi (reali) più grandi erano rimediare 10.000 lire per una birra la sera o preparare l’esame di recupero a settembre.
Certo, a viverla l’adolescenza è molto, molto più di questo. Le evoluzioni mentali che si fanno allora non hanno paragoni, a mio parere. Tutto è drammatico, tutto è estremo. La gioia è massima, la tristezza è atroce, gli amori assoluti.
E quanti amori nascevano davanti a quelle scintille scoppiettanti! Romantici e brevissimi, proprio come le stelle cadenti a cui avevamo chiesto aiuto qualche sera prima…

Ormai non riusciamo più ad incontrarci e le telefonate chilometriche, fatte di tanto in tanto, hanno preso il posto del falò e delle stelle. Stiamo progettando un weekend tutto per noi, fidanzati/consorti esclusi, naturalmente. Tre giorni per ritornare adolescenti e chiudere fuori dalla porta tutti i casini e le preoccupazioni, tre giorni di foto e di ricordi, magari anche di confessioni e di rivelazioni. Qualcuno non verrà, preferirà i ricordi, ma io spero tanto di no. Si parla di novembre o dicembre, ma io già non vedo l’ora.

La parola di oggi è Teil – parte, porzione.
Bis Bald!

h1

Its a cruel, cruel summer

agosto 9, 2005

Manca un mese al mio ritorno in Germania. O forse in Olanda, non ho ancora deciso se passare per casa prima di andare ad Amsterdam. In effetti sarebbe la cosa più sensata, visto che sono partita senza vestiti pesanti e sembra che in Olanda faccia già piuttosto freddo. Sean è tornato a casa per il fine settimana proprio per prendere dei maglioni e per sistemare qualche faccenda burocratica prima di tornare al lavoro, oggi. Ha incontrato tutti gli amici e la sua famiglia, nipotino compreso, perchè adesso comincia a capire quanto ti possono mancare gli affetti se vivi lontano da casa.
Io lo so bene e purtroppo l’ho sempre saputo perché non è la prima volta che vivo lontano da Roma. Ma invece di abituarmi a questa condizione, in passato l’ho trovata molto difficile da affrontare. Solo da qualche tempo comincio a pensare che tutto sommato è giusto così. Si fanno delle scelte, si devono fare per forza. Non è stato facile pensare di mollare tutto e partire, ma l’ho fatto perché non potevo più sopportare di vedere Sean ogni 2 mesi, avevo bisogno di dare vita alla mia famiglia. E avevo bisogno di cambiare aria.
L’Alitalia e la Telecom non hanno saltato di gioia, ma pazienza.
Del resto credo che soffrirei come una tigre in gabbia se dovessi vivere tutta la vita nello stesso posto. Io sono nata con la valigia in mano e, anche se mi piacerebbe essere una di quelle persone che mettono radici e amano per sempre una sola città, mi rendo conto che non è cosa per me. Vorrei solo essere per natura un po’ meno nostalgica, aiuterebbe parecchio la mia voglia di partire.

“It’s a cruel summer”, cantavano le Bananarama quando avevo si e no 12 anni. Oggi questa canzone mi calza a pennello. Mi sento davvero sola qui, con i miei già partiti per il Veneto da 10 giorni, mia sorella con prole all’Isola d’Elba, Sean in Olanda, i negozi chiusi per ferie e la sveglia che suona crudele tutte le mattine alle 6.
Grazie al cielo ci sono ancora le mie adorate amiche a salvarmi dalla noia e dalla malinconia.
E comunque io me ne sto qui e aspetto pazientemente la mia stagione: l’autunno. La Germania in autunno è splendida, specialmente la regione dove vivo. I boschi si colorano di rosso e di giallo e nelle giornate di sole il cielo è di un blu inverosimile. Peccato non poterla vedere, quest’anno. Ma sono sicura che anche l’Olanda non mi deluderà in questo. E poi a Mannheim tornerò sicuramente per il Weihnachtsmarkt, quello non posso proprio perdermelo.
Ma che si sente tanto che voglio tornare a casa??

La parola di oggi è entdecken – scoprire.
Bis Bald

h1

Saudagi…

agosto 3, 2005

Ragazzi, non ne posso più, voglio tornare a Mannheim.
Ma che mi ha detto la testa di tornare qui per tre mesi?
Mi dispiace se i miei amici leggeranno queste righe e resteranno delusi. C’è chi mi crede sola e nostalgica quando sono in Germania, e forse spesso lo sono davvero. Ma io non vedo l’ora di tornare al mio adorato cielo grigio topo, alla mia minuscola cucina sempre disordinata e poco pratica. Voglio farmi un giro per il Planken verso sera, guardare le vetrine e respirare il profumo dei dolci, fermarmi a leggere al parco della Wasserturm, fermarmi da Mr and Mrs Smith per un dvd e gustarmelo a casa davanti ad un Griespudding.
Voglio tornare a casa mia, con Sean.
Mi manca tutto…

La parola di oggi sarebbe nostalgia se solo sapessi come si traduce! Uff

h1

Di nuovo in piedi

agosto 1, 2005

Mentre io sono qui che combatto virus e batteri, Sean sembra aver dimenticato la sua ben nota pigrizia e spazia per i Paesi Bassi con la mia auto. O dovrei dire la “nostra” auto? Sarebbe un gesto carino, ma la macchina era mia prima e resta mia anche adesso. Ci sono troppo affezionata, non la posso certo dividere col primo che capita.
Comunque, dicevo che spazia per la nazione e per chi è curioso, QUI ci sono delle foto.
(le prime due sono di Amsterdam, poi c’è Edam, infine la cittadina dove andremo a stare noi)

Naturalmente la febbre non ha impedito la solita riunione settimanale con le amiche. In effetti sembrava ci fosse un’emergenza, anche se poi non è stato così.
Pam, che ultimamente ha incontrato solo uomini non degni di essere definiti tali, ha avuto delle rivelazioni davvero poco piacevoli su colui che definiremo “il minchione”, un tizio con cui ha concluso una storia da pochi mesi. Non scenderò in particolari, mi limito a dire che questo essere ha tenuto con lei una serie di comportamenti che mi spingono ad augurargli una temporanea ma significativa sfiga in tutti i campi.

Pam per me è una persona molto, molto importante. Ci siamo conosciute al liceo e siamo sempre state sulla stessa lunghezza d’onda. La nostra amicizia, però, è diventata veramente speciale circa 8 anni fa, quando io attraversavo un periodo difficile e tormentato che purtroppo è anche durato a lungo. Ogni volta che avevo bisogno di lei, eccola che arrivava di corsa. Non c’erano orari, feste o ricorrenze, lei passava ore ad ascoltarmi, anche il giorno di Natale.
Devo essere stata un tormento, ma se oggi ho ritrovato il mio equilibrio lo devo solo a lei.
Riusciamo a capirci con 2 parole e spesso non servono nemmeno quelle. Io le voglio bene senza riserve, totalmente, ed è per questo che non posso tollerare di vederla soffrire.
Spero tanto che incontri qualcuno che le dimostri che ci sono ancora degli uomini normali in giro.
Devono pur esserci da qualche parte, no? In mezzo ai microcefali, impegno-fobici,
calcio-dipendenti, minchioni e privi di personalità, ci saranno pure alcuni esemplari normali di trentenni ancora single? E avranno anche loro desiderio/voglia di avere una compagna, no?
Non voglio entrare nel merito di uomini/donne single e trentenni, perché il discorso sarebbe troppo lungo (magari un’altra volta). Dirò solo che là fuori, a volte, c’è un vero schifo.

La parola di oggi è Meistens – principalmente.
E meno male che anche Sean ha aperto un blog, così mi devo sforzare di capirci qualcosa e riprendo l’allenamento (che ovviamente è totalmente perso, ahi!!)