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Its a cruel, cruel summer

agosto 9, 2005

Manca un mese al mio ritorno in Germania. O forse in Olanda, non ho ancora deciso se passare per casa prima di andare ad Amsterdam. In effetti sarebbe la cosa più sensata, visto che sono partita senza vestiti pesanti e sembra che in Olanda faccia già piuttosto freddo. Sean è tornato a casa per il fine settimana proprio per prendere dei maglioni e per sistemare qualche faccenda burocratica prima di tornare al lavoro, oggi. Ha incontrato tutti gli amici e la sua famiglia, nipotino compreso, perchè adesso comincia a capire quanto ti possono mancare gli affetti se vivi lontano da casa.
Io lo so bene e purtroppo l’ho sempre saputo perché non è la prima volta che vivo lontano da Roma. Ma invece di abituarmi a questa condizione, in passato l’ho trovata molto difficile da affrontare. Solo da qualche tempo comincio a pensare che tutto sommato è giusto così. Si fanno delle scelte, si devono fare per forza. Non è stato facile pensare di mollare tutto e partire, ma l’ho fatto perché non potevo più sopportare di vedere Sean ogni 2 mesi, avevo bisogno di dare vita alla mia famiglia. E avevo bisogno di cambiare aria.
L’Alitalia e la Telecom non hanno saltato di gioia, ma pazienza.
Del resto credo che soffrirei come una tigre in gabbia se dovessi vivere tutta la vita nello stesso posto. Io sono nata con la valigia in mano e, anche se mi piacerebbe essere una di quelle persone che mettono radici e amano per sempre una sola città, mi rendo conto che non è cosa per me. Vorrei solo essere per natura un po’ meno nostalgica, aiuterebbe parecchio la mia voglia di partire.

“It’s a cruel summer”, cantavano le Bananarama quando avevo si e no 12 anni. Oggi questa canzone mi calza a pennello. Mi sento davvero sola qui, con i miei già partiti per il Veneto da 10 giorni, mia sorella con prole all’Isola d’Elba, Sean in Olanda, i negozi chiusi per ferie e la sveglia che suona crudele tutte le mattine alle 6.
Grazie al cielo ci sono ancora le mie adorate amiche a salvarmi dalla noia e dalla malinconia.
E comunque io me ne sto qui e aspetto pazientemente la mia stagione: l’autunno. La Germania in autunno è splendida, specialmente la regione dove vivo. I boschi si colorano di rosso e di giallo e nelle giornate di sole il cielo è di un blu inverosimile. Peccato non poterla vedere, quest’anno. Ma sono sicura che anche l’Olanda non mi deluderà in questo. E poi a Mannheim tornerò sicuramente per il Weihnachtsmarkt, quello non posso proprio perdermelo.
Ma che si sente tanto che voglio tornare a casa??

La parola di oggi è entdecken – scoprire.
Bis Bald

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4 commenti

  1. ti capisco perfettamente…
    cara vagabonda, un mega bacione!


  2. Nostalgia e voglia di viaggiare per me sono solo due facce della stessa medaglia: ami conoscere e vivere i luoghi, e tutte le relazioni intense lasciano degli strascichi…


  3. sei una che vive tutto, gioie e dolori, al massimo: sarebbe un piattume altrimenti, no? così, hai sempre il cuore vivo!
    Un bacio forte da una che vagabonderebbe di più e prima o poi ripartirà…
    😉
    Ila


  4. Ben felice rileggere il blog dopo un po’ di assenza non voluta…
    Un abbraccio



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