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Da Amsterdam

settembre 17, 2005

Non so da dove iniziare a raccontare questi due giorni. Infatti, siccome mi trovo in un internet cafe’ e non ho molto tempo a disposizione, faro’ solamente un resoconto velocissimo, che pero’ aggiornero’ la settimana prossima da casa mia in Germania.

Intanto, superfluo ma necessario, va detto che Amsterdam e’ ancora piu’ bella di quanto ricordassi. Questa citta’ ha un fascino che ti rapisce all’istante, perche’ e’ raffinata ed elegante, ma al tempo stesso e’ strafottente, irriverente.
Sto seriamente prendendo in considerazione l’idea che possa diventare la mia citta’, un giorno.
E anzi, non nego che se a Sean non verra’ prolungato il contratto, ci rimarro’ di merda!

Oggi siamo andati a fare un giro nei dintorni e siamo arrivati fino ad Edam (quella del formaggio). E’ una micro-cittadina, ma se vi dovesse capitare di visitare Amsterdam, non la potete perdere, anche perche’ dista solo 20 km da qui. Sembra una cittadina delle fiabe, con case in mattone e fiori alle finestre e mentre cammini continui a chiederti da quale angolo ti capitera’ di scovare uno gnomo o da quale davanzale sentirai arrivare il profumo della crostata di ciliege che si raffredda.
Noi ci siamo calati perfettamente nella parte del turista e, macchina fotografica alla mano (poi pubblichero’ qualche foto), ci siamo destreggiati tra negozi di souvenir e caseifici che proponevano assaggi vari di formaggio.
Risultato: 18,90 euro per due forme di Edam, una alle erbe e una affumicata (da provare!) e un paio di pantofole pelose a forma di zoccolo olandese che pero’ Sean mi ha fatto posare di nuovo sullo scaffale perche’ secondo lui erano trooooppo da turista…

La lingua e’ spaventosa. Molto piu’ spaventosa di quanto potessi immaginare o intuire dal manuale di conversazione. In tv tutto e’ in lingua originale con i sottotitoli. Leggere le parole e capirne il significato non e’ troppo difficile, per chi ha un po’ di dimistichezza con il tedesco, ma pronunciarle e’ un altro paio di maniche, credetemi. Nei negozi, in questi 2 giorni, me la sono cavata, ma se dovessimo rimanere qui a vivere, la prima cosa che faro’ sara’ di iscrivermi ad un corso di lingua. Questa volta da sola non posso farcela ( non che la volta precedente abbia avuto grandi risultati, veramente).

Le parole di oggi, comunque, sono: Kaas – formaggio e triest – triste.
Tot Zu

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4 commenti

  1. Evvai, ben arrivata! Giuro che domani correggo il link sul blog…


  2. non sono mai stata ad Amsterdam, e non sai quanto mi piacerebbe venirci a fare un giro! tutti me ne dicono meraviglie…e non solo dei coffè shop!!! 😉
    in bocca al lupo!!!!!!


  3. ma che bello!!!! sono felice per te! un bacione one one one
    f


  4. Ci ho messo solo 4 anni per iniziare a parlare Olandese 🙂 Ma non ti preoccupare. Ad Amsterdam parlano tutti Inglese.



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