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Ich bin ein Mannheimer

novembre 21, 2005

Planken
Originally uploaded by Eulinx.

Tra poco forse dovrò lasciarla e mi sono resa conto che in quasi un anno da blogger non ho mai parlato di Mannheim. Perciò vado, vi descrivo una città che ho amato dal primo giorno, che mi ha accolto e ospitato e che mi spezzerà il cuore lasciare.

Chiaro che non è la meta turistica numero 1, però non è orrenda. E’ piccola, circa 350.000 abitanti, eppure dopo Stoccarda è la più grande del Baden-Württemberg.
Quasi totalmente rasa al suolo durante la II Guerra Mondiale, ha cercato comunque di ricostruire, dove possibile,
i suoi bellissimi palazzi d’epoca e di mantenere uno stile elegante, ma non altezzoso.

La sua particolarità è che è una città a pianta quadrangolare e le strade del centro non hanno nomi, ma numeri e lettere. In altre parole, ti ritrovi a passeggiare dentro una gigantesca scacchiera e i nomi delle strade sono le coordinate di questa scacchiera.

Il vecchio appartamento di Sean, per esempio, si trovava in O4, il nostro ristorante preferito è in N6, e così via. Una volta capito in quale punto della scacchiera ci si trova, è impossibile perdersi. Inutile dire che mi sono innamorata di questa caratteristica all’istante.

Il cuore della città batte nella alla zona pedonale, nei numerosi parchi, nei teatri e nelle università. L’antico castello oggi ospita l’ateneo, uno dei più prestigiosi del Paese per quello che riguarda l’economia, le scienze informatiche e la medicina, insieme all’università di Heidelberg.
Si può dire che molta della vita qui gira intorno all’università e questo fa di Mannheim una città giovane e insolitamente chiassosa per lo standard tedesco.

La zona pedonale (nella foto) si chiama Planken – letteralmente “plance, pedane”- dalle passerelle di legno che venivano sistemate sulla strada per far sì che gli abiti lunghi delle signore di un tempo non si sporcassero di fango durante il passeggio. Oggi, come allora, la zona pedonale è il fulcro del commercio e dello svago. Negozi, megastore, ristoranti, cinema e locali vari si susseguono su entrambi i lati della strada per centinaia di metri.

In mezzo passano i tram, ordinati e silenziosi; qua e là sulla strada i ragazzi del vicino conservatorio suonano pezzi di musica classica per racimolare qualche spicciolo, specie sotto Natale. Alla fine della strada, ti trovi davanti alla Wasserturm, la Torre dell’Acqua, miracolosamente scampata alle bombe della II Guerra.
Il parco che la circonda è incredibile in primavera e in estate, con la sua esplosione di fiori e piante, mentre d’inverno ospita il Weinhachtsmarkt, il mercatino di Natale, quando tutto si copre di un’atmosfera surreale e fiabesca.

Storicamente Mannheim è famosa per due cose più che per altre: qui fu inventata la bicicletta, o meglio, il velocipede nel 1817 e Carl Benz inventò e guidò qui la prima automobile nel 1885. Entrambe sono conservate nel locale museo della Scienza e della Tecnica.

A questo punto posso definirmi una fan scatenata di questa città. Ma c’è chi prima di me ha detto: “Mannheim mi ama e io amo Mannheim” e questo signore era Mozart, che qui visse per moltissimi anni e fu uno dei creatori della Scuola di Mannheim, un circolo di musicisti e compositori di fama internazionale.

Insomma, magari non la meta turistica numero 1, come dicevo all’inizio, ma lo stesso un posto affascinante e a suo modo poetico. O forse solo una città come tante, ma che per me significa molto.

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8 commenti

  1. solo per dirti che al momento non ho intenzione di aprire un altro blog…per mancanza di tempo, voglia…soprattutto tempo! ma appena lo farò sarai la prima a saperlo…
    intanto, ti aggiorno sul fatto che ho regalato a Daniele, il cui compleanno era il 20, un weekend nella mia città del cuore, Londra. Dovremmo partire venerdì: dico venerdì perché se non lo dico al capo!!! ma non ho il coraggio… a presto – vedrai che si ricomincia ovunque!
    Ilaria


  2. Sei troppo una grande! Londra in questo periodo è strepitosa, e tu lo sai benissimo, no? Ti invidio un pochino, lo ammetto!!
    Aspetto che tu riapra il blog, mi mancano le tue cronache. A presto e tanti auguri a Daniele ; )


  3. BEntornata!
    Rago


  4. Grazie, Rago! : )
    Non ho ancora deciso se resto, però…!


  5. Beh, noi comunque rimaniamo alla finestra!


  6. Grazie e io spero che da questa finestra si possa presto rivedere la Germania e non più Roma : )


  7. hey, al momento io vivo a 20 mins da Auckland, in mezzo alla campagna neozelandese tra mucche e pecore, non sará la meta turistica n.1 ma chissenefrega, lo é per me! ciao


  8. This is very interesting site… »



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