Archive for dicembre 2005

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Dinner for One

dicembre 31, 2005

E’ l’ultimo giorno dell’anno ed e’ inevitabile tirare le somme. Pero’ io non ho voglia di fare un bilancio oggi. Il 2005 e’ stato un anno duro e lunghissimo, ma a me ha portato anche tante novita’ e moltissime conferme, cose di cui avevo grande necessita’.

Niente bilanci, dunque.
Oggi voglio parlare di alcune tradizioni tedesche legate alla notte di S.Silvestro.
La prima fra tutte, la piu’ curiosa, e’ senz’altro “Dinner for One”. La prima volta che ho passato il capodanno in Germania era nel 2000 e gli amici di Sean si erano meravigliati che non lo conoscessi.
Si tratta di uno sketch teatrale che va in onda da decenni e sempre nella serata del 31 dicembre. Raggiunge picchi d’ascolto di 15 milioni di telespettatori e, con le sue oltre 300 repliche dal 1963 ad oggi, si e’ guadagnato il primato dello show piu’ longevo.

La storia e’ davvero divertente. Un’anziana signora, Miss Sophie, e’ abituata a passare ogni ultimo dell’anno in compagnia degli amici di vecchia data. Purtroppo, pero’, nel tempo tutti i suoi amici sono morti e lei e’ rimasta sola. Ma non si perde d’animo e, incurante di questo piccolo dettaglio, fa apparecchiare la tavola per 6.
Il fedele maggiordomo della signora, James, deve cosi’ servire da bere ad ogni posto vuoto e brindare con lei come era solita fare, come se gli amici fossero ancora li’. Quindi, per non deluderla, e’ costretto svuotare ogni bicchiere e ben presto si ritrova ubriaco.
Tutto lo sketch, che dura circa una ventina di minuti, e’ in inglese, con una frase ripetuta che diventa un’intercalare: “The same procedure as every year, James”, ossia “la stessa procedura di tutti gli anni, James”. Questo risponde l’anziana signora al suo maggiordomo ogni volta che James, ubriaco ed esausto, cerca di risparmiarsi almeno una bevuta.
Lo sketch termina con i due che si ritirano nella camera da letto della signora ad osservare “la stessa procedura di ogni anno” ed e’ davvero molto simpatico.

Nessuno sa perche’ questo show sia divenuto un classico della TV tedesca, nonche’ una delle tradizioni piu’ rispettate dell’ultimo dell’anno. Totalmente sconosciuto persino in patria (in Inghilterra nemmeno i due attori protagonisti godevano di fama) e’ diventato in Germania un appuntamento al quale nessuno vuole mancare e che viene trasmesso anche durante i party e i veglioni.

Questa tradizione mi e’ piaciuta da subito e, complice il fatto che capisco ogni parola, l’ho fatta subito mia. Quindi stasera anche noi guarderemo Dinner for One in televisione.

Delle altre tradizioni parlero’ domani, che ora ho troppo da fare e sono in mostruoso ritardo.
Intanto, buon anno a tutti, di cuore.

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Gli Effetti Collaterali del Cielo Grigio Topo (o forse del cuba libre?)

dicembre 29, 2005

Ieri sera, cena e dopocena al Bernstein con i soliti amici.
Forse una cosa a cui non mi abituero’ mai in Germania e’ quella di andare a cena fuori alle 18.30.
E si che, quando siamo arrivati, c’era gia’ chi andava via.
E’ vero che puoi passare piu’ tempo insieme senza fare troppo tardi – e se ti alzi alle 6.00 per andare a lavorare non ti dispiace mica andare a dormire alle 22.30, ne so qualcosa – pero’ entrare in un pub alle 19.00 e’ strano davvero.
Ho mangiato Flammkuchen all’alsaziana (una specie di piadina con speck, cipolla e formaggio) e ho bevuto forse un paio di cuba libre di troppo. Ma fuori nevicava e siamo tornati a casa a piedi, quindi qualche caloria devo averla smaltita. Forse.

In casa devono esserci almeno 30° C , oggi. Fuori, qualcosa come -5°, grado piu’, grado meno.
L’escursione termica tra esterno e interno da queste parti e’ spaventosa. Quando entri nei negozi ti viene un colpo, perche’ in un attimo passi dal circolo polare artico al tropico del cancro, in totale scioltezza, come se niente fosse. E qui nessuno tranne me sembra farci caso.

Altro piccolo appunto sulle abitudini tedesche: oggi sono andata in farmacia per comprare un’aspirina (il cielo grigio topo lo adoro, ma mi causa mal di testa!) e, come altre volte in passato, mi sono state fatte le solite domande.
– “Ha mai preso Aspirina prima d’ora? Le ha mai causato problemi? Conosce gli effetti collaterali che puo’ causare? Prende farmaci anticoagulanti?” E poi la mia preferita: “Desidera un bicchiere d’acqua per poter prendere una compressa subito?”.
So che e’ solo un medicinale da banco, ma e’ rassicurante notare la premura di chi sa fare il proprio mestiere. E aggiungo che la farmacia era piena di gente in attesa; cioe’, non e’ che la tipa era li’ senza far niente!
A malincuore devo ammettere che in Italia non mi e’ mai stato chiesto se prendevo anticoagulanti, nel momento in cui compravo aspirina. E meno che mai mi e’ stata offerta dell’acqua per prendere il medicinale subito.
Comunque, mal di testa passato ancora prima di tornare a casa. Non chiedevo di meglio.
Sulla strada del ritorno ho fatto un po’ di foto che pubblichero’ appena posso. Cosi’ vi mostro un po’ di questa “Winter Wonderland” che e’ la citta’.
Tschüss

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Beautiful Day

dicembre 27, 2005

Dunque eccomi nuovamente in Deutschland. Volo tranquillo, solite turbolenze in concomitanza del mio the’, neve all’arrivo e l’ormai familiarissimo cielo grigio topo.
Mannheim mi ha dato il suo benvenuto vestita a festa per Natale. Le decorazioni quest’anno mi sembrano ancora piu’ belle del solito e il mio cuore ha ricominciato a battere piu’ forte.
Ho passeggiato per le strade del centro ripetendomi che manco da troppo tempo e la vista della Wasserturm di sera ha rafforzato questa convinzione.
Le vetrine addobbate, gli alberi illuminati, il silenzio della citta’ ancora immersa in quel che resta dei cenoni e degli auguri, ha toccato di nuovo in me quelle corde cosi’ sensibili al fascino di questo posto. Proprio come la prima sera che ci siamo viste, Mannheim ed io. Sono passati piu’ di 5 anni e nemmeno l’atmosfera allegra e romantica di Amsterdam e’ riuscita ad annebbiare quel colpo di fulmine scoccato tra noi due.
E mi viene in mente la voce di Bono che canta “You love this town, even if that doesn’t ring true. You’ve been all over and it’s been all over you”.

Questo per quanto riguarda la sfera sentimentale. Su un piano molto piu’ materiale, per non dire terra-terra, celebro il mio ritorno ingozzandomi spaventosamente di Lebkuchen e the’ alla cannella, non disdegnando i tipici pasticcini di Natale, specialita’ della “suocera N°2” che quest’anno si e’ superata!
Sean invece si e’ dato al panettone – uno e’ gia’ finito – e al torrone.
Per non dimenticarci delle nostre diversita’ culturali, appunto.

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Buon Natale A TUTTI

dicembre 24, 2005
Buon Natale

A TUTTI

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Occhio di Luce

dicembre 18, 2005

Oggi stranamente non piove. A Roma sta facendo un tempo da lupi ormai dalla scorsa estate. Piove quasi tutti i giorni e l’umore ne risente, anche per quelli che come me amano le giornate uggiose. Insomma, quando è troppo è troppo.
Con Sean si bisticcia e ci si becca ogni sera. Credo sia per via della lontananza, che ormai comincia a pesare. Abbiamo concordato che non ci sarà più un altro periodo della nostra vita in cui saremo distanti per così tanto tempo. Ma ormai è quasi finita. Presto vi racconterò qualche novità, per ora voglio tenerle per me.
E’ la solita, sciocca scaramanzia, lo so. Ma preferisco così.

Ieri mattina ho partecipato alla recita scolastica del mio nipotino di 4 anni. I temi erano naturalmente la natività e la pace e il mio adorato recitava la parte di tale “Occhio di Luce”, una stellina che scende sulla Terra per assistere alla nascita di Gesù e riportare poi agli angeli e alle altre stelle la meraviglia di ciò che ha visto.

Ho pianto dall’inizio alla fine. La voce tenera di tutti quei bimbi e le loro faccine innocenti e sincere mi hanno sciolto in lacrime. Mentre li guardavo, incapace perfino di fare delle foto, pensavo che sarebbe bastato far assistere alcuni potenti personaggi politici (e non) per scaldare un po’ il loro cuore e cambiare le sorti di tanta, tanta gente. E invece non è così, non basterebbe nemmeno questo, purtroppo.
Comunque sono di lacrima facile, ultimamente. Me ne rendo conto, ma non posso farci nulla. Devono essere gli ormoni impazziti, chissà…

Riallacciandomi al tema del il mio ultimo post, in cui parlavo dei regali di Natale, vorrei segnalare il sito di Italia Solidale, che è solamente una delle associazioni ONLUS presenti in Italia ad occuparsi di adozioni a distanza. Questa, in particolare, è gestita in gran parte da missionari religiosi, ma ce ne sono moltissime altre gestite da laici. Come qualcuno già sa, io non sono una persona molto credente, ma questo non c’entra con l’aiutare chi ne ha bisogno.
Quando venni a conoscenza di questa associazione, ormai parecchi anni fa, non potei fare a meno di partecipare e di coinvolgere anche famiglia e colleghi di lavoro. Bastano solamente 300 euro l’anno per adottare un bimbo a distanza o per sostenere, per esempio, una scuola. Pensateci, magari, se non avete ancora deciso cosa regalarvi per Natale. Se pensate che la cifra sia troppo alta, potreste pensare, per esempio, di dividerla con qualcuno – parenti, amici, colleghi.

E questo era il consiglio della settimana.
La rubrica “parola del giorno”, invece, riprenderà il più presto possibile.
Bis Dann!

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Santa’s Little Helper

dicembre 10, 2005

Per quanto incredibile possa sembrare, ho fatto già quasi tutti i regali di Natale.
La cosa è piuttosto insolita per una che, come me, ha fatto del “Last Minute” la sua filosofia di vita.
Ma quest’anno, cosa vuoi, sarà che non vedo l’ora che arrivino le feste, sarà che ho voglia di spendere quei 4 soldi che prendo in cambio della “consulenza” – la chiamano così – nel vecchio ufficio, sarà che lo spirito natalizio mi ha colpito prematuramente.
Sta di fatto che ho già depennato dalla lista quasi tutti, compresi nipote e fidanzato.
Sean, ancora una volta, mi ha sgamato il regalo. Mi fa impazzire di rabbia, giuro. Mi chiede un indizio, gliene do uno che lo porti il più possibile fuori strada e lui indovina lo stesso. Di norma anche al primo tentativo.
Ma sono davvero così prevedibile?
Eppure stavolta non poteva immaginarlo. Gli ho detto che non ha indovinato, lo faccio ogni volta, ma il mio amor proprio ha subìto un duro colpo, che diamine!

Il 26 dicembre parto per Francoforte. Al massimo per le 12.00 sarò a casa e poi avremo 5 giorni da passare a Mannheim, finalmente.
Mi sono persa il mercatino di Natale. Quest’anno, pazienza, è andata così. Ci sono ancora vagonate di biscotti allo zenzero e thè alla cannella che mi aspettano, però. Me li farò bastare come atmosfera natalizia.

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La Privacy

dicembre 6, 2005

Premessa: la sottoscritta ha la tremenda sfiga di avere due cognomi – S.M.
Detto questo:

Squillo di telefono.

Io: pronto?

Impiegato Telecom: Buonasera signora. Posso parlare con il Signor M?

Io: Non esiste un Signor M.

I.T. : Allora posso parlare con suo marito?

Io: Non sono sposata

I.T.: Allora posso parlare con l’intestatario del contratto?

Io: Ma perché con me non ci vuole parlare?

I.T.: No, mi scusi, signora, è che devo parlare con l’intestatario del contratto, il signor S.M.

Io: Ci sta parlando già, sono io l’intestataria del contratto. Alessandra S.M.

Seguono scuse e salamelecchi del poveretto per la sottoscritta. Come mai il microcefalo pensava che le donne non possono intestarsi un contratto telefonico?
Uno stile davvero impeccabile, complimenti alla Telecom per l’addestramento del personale.

In Italia alcune persone (purtroppo, come in questo caso, anche giovani) non parlano con le mogli, ma solo con i mariti. Parlo per esperienza personale, non limitata a questo singolo episodio.

E poi si da per scontato che una donna di 32 anni sia sposata. Perché?

Per la cronaca, il poveretto voleva sapere come mai il mio traffico telefonico era diminuito così drasticamente negli ultimi tempi. (Quando io e Sean vivevamo lontani, spendevo circa 350 euro a bimestre in telefonate. Ora c’è Skype, non sono mica fessa…)

Altra domanda: ma in Italia non c’era una cosa chiamata “Legge sulla Privacy”? Come mai devo raccontare i miei cavoli al primo impiegato Telecom che timbra il cartellino?
Nelle ultime 3 settimane mi hanno chiamato già 4 volte…e che palle!