Archive for febbraio 2006

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Drinks

febbraio 26, 2006

Ieri pomeriggio, dopo un tour delle campagne Olandesi, ci siamo fermati in un supermarket per un po’ di spesa e abbiamo trovato queste. Non sapevo nemmeno che esistessero tutti questi gusti diversi di Coca Cola. Io non sono – e non lo sono mai stata – una estimatrice della Cola. Troppo dolce, troppo gasata, troppo poco dissetante per i miei gusti. Per quello che mi riguarda, il suo unico e vero scopo e’ quello di essere unita per 3/4 a un buon rum e del ghiaccio, magari una fettina solttile di lime.
Come si vede dalla foto, abbiamo subito provato il gusto vaniglia. E’ atroce, ve lo sconsiglio vivamente. Cosi’ come il limone, che sa davvero troppo di additivi chimici.
La Cherry Coke la bevevo da adolescente, ma non mi faceva impazzire allora e ancora oggi non mi piace. Insomma, se proprio devo, allora preferisco la Coca classica, magari un po’ annacquata e sgasata – eh, lo so che sono strana.

Ieri sera c’e’ stato il “goodbye party” per Sean con i suoi colleghi, ormai ex-colleghi.
Siamo stati in un paio di locali del centro e credo d’aver bevuto un po’ troppo. Ma e’ stata tutta colpa del Long Island Ice Tea, il famigerato cocktail di cui avevo tanto sentito parlare, ma che non avevo mai assaggiato.
Vi sconsiglio anche questo, specie se poi dovete ricordarvi come vi chiamate. E’ talmente buono e apparentemente innocuo che lo manderete giu’ come fosse un banalissimo te’ freddo. Perche’ di fatto ha lo stesso, identico sapore.
Peccato che invece sia un mix di vodka, rum, tequila e gin, con una spruzzata di succo di limone e appena una goccia di Cola, giusto per colorare. Una mazzata.
Oggi il mal di testa storico era quasi scontato, ma e’ stata una bella serata.

Abbiamo impacchettato tutto e le valigie sono pronte. Domani faremo un po’ i turisti e martedi’ mattina si torna a casa. Endlich! : )

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Adesso Tocca a Me!

febbraio 22, 2006

Venerdì parto.
Vado ad Amsterdam, aiuto Sean ad impacchettare e martedì 28 si torna in Crucconia.
Ma vieniiiii!!!

Sean e il suo amico E. apriranno insieme una piccola compagnia a Mannheim – fornirò i dettagli più in là.
Per ora posso dire che sono molto, molto felice. Finalmente si torna a casa, finalmente si chiude un capitolo lunghissimo e spiacevole.
Sono carica di positività e di energia e ho mille progetti che mi frullano in testa. E poi ho anche voglia di musica allegra, di mobili nuovi, di dipingere, di cucinare, di creare.
Da venerdì si ricomincia.
E ho voglia di partire in quarta…

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La Lista

febbraio 14, 2006

Ultimi giorni di lavoro e anche ultimi giorni per organizzarmi prima della partenza.
Ho deciso che BASTA, niente più valigie all’ultimo minuto.
Ho preparato una lista di cosa da fare (Una lista? Ho detto davvero una lista? L’ho detto io??) e che spunterò man mano che le cose saranno fatte.

Mi sento a disagio a scrivere ciò che non devo dimenticarmi, mi fa sentire una cretina. E poi non sono affatto sicura che funzioni, comunque.
La sera, quando mi metto a letto, mi vengono sempre in mente un paio di cose che devo ricordarmi di portare in Germania.
Nessun problema – mi dico immediatamente – c’è LA LISTA. Ma poi alzarsi e scrivere è una questione di pigrizia. Così mi giro nel letto e mi ripeto che posso scriverla domani, che non è possibile che io dimentichi “quella cosa” visto che è così importante. Che ci vuole? Basta farsi un percorso mentale, trovare una parola chiave che ti porti sul percorso giusto.
E, soprattutto, è importante ricordarsi quella parola chiave.

Naturalmente è superfluo dire che non mi ricordo mai nè la cosa da includere nella lista, nè tantomeno la parola chiave. L’altro giorno non ricordavo nemmeno dove avevo messo la lista.
Sto cominciando a credere di essere davvero un caso disperato e che la mia memoria a breve termine si sia esaurita. Sembro nonno Simpson.
Sono curiosa di vedere che risultati otterrò con questo metodo scientifico, dopodiché tornerò a fare le valigie all’ultimo minuto.
Tutto questo programmare non mi piace!

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Una Giornata Storta

febbraio 7, 2006

E’ una giornata del cavolo.
Intanto mi hanno annullato all’ultimo minuto una visita medica piuttosto importante. Mi ero già preparata psicologicamente (perché io, lo ammetto, sono una cicia e non sopporto il dolore fisico!) ma poco prima di uscire di casa mi hanno smontato tutto. Ora devo ricominciare col training autogeno, che palle!

Poi, sempre stamattina, ho quasi ucciso il pc portatile.
Il mio piede goffo s’ incastra nel cavo e il povero amico fa un volo dal tavolo senza paracadute. Attimi di panico, mentre nella mia mente scorrono immagini di cartelle, file e indirizzi e-mail perduti per sempre.
Anche se non voglio, mi sforzo di guardare a terra per valutare i danni. L’inseparabile amico di 5 anni giace sul pavimento, contornato da pezzi di plastica color grigio-argento e un paio di viti.

E’ praticamente aperto in due, sembra una brutta ferita davvero. La batteria, invece, è stata scaraventata a circa un metro dal luogo dell’incidente e sembra intatta.

Raccolgo i pezzi di quello che per 5 anni è stato un diario con infinite pagine bianche da scrivere, un archivio di musica e di video, nonché il mio ponte tra l’Italia e la Germania, in entrambe le direzioni.

Mi viene già da piangere al pensiero che un altro possa prendere il suo posto. Cerco di salvare il salvabile e provo a rimettere a posto i pezzi, poi accendo. Non succede nulla, nemmeno un sibilo. Provo a riattaccare il cavo nel quale ho inciampato – e solo ora mi accorgo che mi sono fatta anche parecchio male, la caviglia si è storta e ora è dolorante. Col cavo riattaccato, aspetto impazientemente.
Attimi interminabili, ma ecco finalmente il “Bip”, il caro, familiare saluto del pc quando lo accendo. E’ tutto a posto, è ancora con me, non è successo niente di grave. Manca qualche vite, un angolo è ammaccato, la batteria non sembra funzionare, alcune parti laterali si sono staccate e spezzate, ma nulla che un po’ di attack non possa sistemare.
Siamo ancora amici!

Finita la goffa giornata? No, no, ancora no. Faccio per sedermi sul letto per controllare la caviglia, ma m’incastro nella tenda e me la porto dietro, strappandola completamente dai ganci che la tengono appesa.
E vabbè. La caviglia fa male, ma sembra tutto a posto. Mi vado a bere un bicchiere d’acqua in cucina. Prendo un bicchiere e tiro fuori la bottiglia dal frigo, poi squilla il telefono. Mi giro di scatto per rispondere e colpisco la bottiglia di plastica. Istintivamente cerco di acchiapparla prima che cada, ma il gomito sbatte sul bicchiere che cade, ma non si frantuma semplicemente: si polverizza in microscopiche particelle…

Quanto manca alla fine di questa giornata?

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Almost Over

febbraio 3, 2006

In questi giorni non succede nulla di particolare. Mi annoio un po’ e mi manca Sean, ma finalmente vedo la fine. Tutto questo vagabondare sta per finire.
Dovrei partire il 24 Febbraio, stavolta definitivamente.
Presto scriverò delle novità che ci sono. Non sono certo molte, ma sono quelle che desideravo.

Intanto credo che mi stia venendo un mega raffreddore.
In più, da circa 3 ore ho la testa avvolta nel cellophane per tenere al caldo i capelli ricoperti di puzzolentissimo hennè.
Sto gelando.
Quanto diventiamo ridicole noi donne quando cerchiamo di farci più carine…sembro un preservativo gigante!
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