Archive for marzo 2006

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Lisbona – parte II

marzo 29, 2006



Dunque, si diceva del Portogallo.
Domenica abbiamo preso il treno alla stazione di Sete Rios e con un biglietto da 3 euro (andata e ritorno) siamo andati a Sintra. Piccolo appunto sui mezzi pubblici portoghesi: sono efficienti, puntuali, moderni e organizzati. E, cosa non da poco, puliti.

Sintra dista da Lisbona circa 30 minuti in treno. E’ una cittadina piccola e deiziosa, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Dalla stazione abbiamo poi preso un autobus per Cabo da Roca, il punto più occidentale del continente europeo che io volevo assolutamente vedere. “Il luogo doce la terra finisce e il mare comincia”, è un precipizio di 140 metri sull’Oceano Atlantico, dove il vento soffia in maniera violenta e la vista toglie il fiato. Tra l’altro si trova nel Parco Naturale di Sintra ed è contornato da magnifiche piante grasse e fiori insoliti. Da vedere.
Sean non voleva, ma io sono andata nell’ufficio turistico e mi sono anche fatta fare il certificato! Per 5 euretti, l’impiegato comunale ti redige una pergamena che attesta, con nome e data, la tua presenza nel punto più occidentale d’Europa. Una vera chicca per turisti, ma del resto è quello che siamo!

Ritornati alla stazione si Sintra, abbiamo preso un altro bus, stavolta diretti al Palacio da Pena.
Il castello era residenza estiva dei sovrani portoghesi e fu fatto costruire dal re Ferdinando II sul modello dei castelli mitteleuropei nei primi dell’800. Si trova sulla cima della catena montuosa di Sintra e arrivarci ti fa venire i brividi, per via delle stradine ripide e strette. L’ingresso al castello e al parco che lo circonda costa 6 euro, più 1,50 per il mini bus che ti porta proprio in cima, davanti all’entrata. Sono soldi davvero ben spesi, perchè questo posto sembra uscito direttamente da una fiaba dei fratelli Grimm. Forse ancora di più ha fatto a noi questo effetto, avendolo trovato avvolto da grosse nubi grigie per tutto il tempo della visita.
Le stanze sono ricostruite minuziosamente con gli oggetti originali appartenuti alla famiglia reale. Gli ambienti sono sfarzosi e kitsch, e hai la sensazione che gli abitanti del castello siano usciti solo per qualche minuto. La tavola apparecchiata, le camere da letto ordinate, lo scrittoio con penna e calamaio, le cucine con i pentoloni e tutti gli utensili sui tavoli.
Le guide dicono che si gode una vista spettacolare e unica da quassù, ma questo io non lo posso confermare per via del nuvolone grigio di cui parlavo. Sembra inoltre che re Ferdinando II fosse
un appassionato di esoterismo e che il castello sia pieno di segni e simboli esoterici. Beh, un paio ne ho visti, per gli altri non saprei, non sono una grande esperta.

Insomma, quella passata a Sintra è stata una giornata tra le più belle. Segue poi il solito baccalà in quantità industriali e un memorabile arroz de mariscos, che il proprietario del ristorante mi ha guardato incredulo quando ha visto che l’avevo finito tutto. Il cibo portoghese è superbo.

Si, insomma, poi un po’ di vetrine e di nuovo un giro per il centro. Parlavo di zone povere nel post precedente. Più che altro mi riferivo al posto che abbiamo visto sabato pomeriggio, Cacilhas, sulla riva opposta del Tago rispetto a Lisbona. Volevamo andare a Ponto Final, un bar ristorante che si trova proprio alla fine di una stradina sulla costa e oltre il quale c’è solo acqua. Camminando su questa strada ho visto case diroccate ma abitate, condizioni di inagibilità preoccupanti, a mio avviso. Insomma, povertà davvero estrema. Mi è sembrato un posto dimenticato dal mondo e mi ha lasciato tanta amarezza.
Inoltre, lo sguardo non del tutto amichevole degli abitanti fisso su di noi non mi ha proprio rilassato e ho avuto davvero paura a tornare indietro, visto che ormai era anche sera.

In conclusione, Lisbona e’ da vedere e mi e’ davvero dispiaciuto dedicarle cosi’ pochi giorni. Mi tocchera’ tornarci, per forza!
Per saperne di piu’ , qui e qui trovate qualche informazione.
E poi, siccome sul blog non posso pubblicarle tutte, QUI ci sono anche alcune delle nostre foto.

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Lisbona – parte I

marzo 28, 2006


Valigie da disfare, piedi ancora doloranti, occhi impastati di sonno, ma anche troppa voglia di scrivere per fermare i ricordi di una vacanza splendida.
Siamo tornati ieri notte dal Portogallo, stanchi e dispiaciuti di lasciare una città che merita molto più che 4 giorni soltanto. Una città in cui la cultura ha forme diverse e sorprendenti.

Lisbona è un posto magico e affascinante, a cominciare dall’architettura, passando per la cordialità della gente che ci abita, per il cibo favoloso e per panorami mozzafiato che non avrei mai immaginato di trovare in una capitale europea.

Il primo giorno abbiamo comprato, al ridicolo prezzo di 10 euro, una tessera valida per 72 ore, la “7 colinas”, che da accesso illimitato a tram, autobus, metropolitana e anche agli ascensori della città.
La tessera contiene un chip che viene letto dalle macchinette presenti in tutti i mezzi pubblici e può eventualmente essere ricaricata una volta passate le 72 ore.
Noi l’abbiamo sfruttata immediatamente per andare a Belém, il quartiere più occidentale della città, e visitare l’omonima Torre, il luogo da dove partivano i grandi navigatori portoghesi, primo fra tutti Vasco da Gama. La torre (nella foto) è una magnifica fortezza di marmo bianchissimo costruita nel 1500 che aveva il compito principale di proteggere la città e da cui si gode una vista spettacolare sul fiume Tago.
Il Mosteiro dos Jerónimos, poco distante dalla Torre, è il monastero che fu costruito per celebrare le gesta di Vasco da Gama e che ne ospita le spoglie.

Una visita al monastero, una passeggiata nel parco adiacente e l’immancabile tappa nella storica pasticceria, quella che vende le famose Pasteis de Belèm. Queste paste fanno parte della cultura della città almeno quanto la Torre di Belèm e il Monastero, perché sono prodotte artigianalmente dal 1837 e perché solo 3 persone al mondo ne conoscono la ricetta originale. Sono dolcetti di pasta sfoglia ripieni di crema che vanno gustati rigorosamente caldi, con una spolverata di zucchero a velo e di cannella. Imperdibili se siete a Lisbona.

La nostra giornata continua con la visita al quartiere dell’Alfama, che raggiungiamo con il tram 28, un’altro classico della città e, a quanto ho visto, non solo per i turisti. Questo quartiere è il più antico di Lisbona e l’unico ad essere rimasto in piedi dopo il terremoto del 1755, che distrusse invece il resto della città. E’ un suggestivo agglomerato di case e vicoli strettissimi, dove il tram passa a malapena e dove è bello perdersi a piedi, senza l’aiuto della cartina.
Il Castello di S. Jorge, che lo sovrasta, lo abbiamo trovato in fase di chiusura, perciò ci siamo abbandonati al labirinto di vicoli, respirando l’odore di cucinato e di panni stesi che proviene dalle case.
Ci siamo infilati in un ristornatino da 8 coperti totali (8, non scherzo!) e abbiamo mangiato baccalà in quantità imbarazzanti.

Il giorno successivo ci siamo dedicati a Baixa, il centro della città. Completamente distrutta dal terremoto del ‘700, quest’area di Lisbona fu ricostruita a pianta ortogonale, con edifici uguali e lineari, molti dei quali ricoperti dai caratteristici azulejos. E’ uno spettacolo la vista di queste strade, uno spettacolo la pavimentazione, le zone pedonali, i locali tradizionali e in stile liberty.
Il Cafè A Brasilera, per esempio, il bar preferito di Pessoa e di molti altri letterati e artisti nei primi decenni del ‘900. La statua del poeta, seduto al bar con le gambe accavallate e le mani poggiate al tavolino, si confonde con la miriade di turisti seduti anche loro al bar: un omaggio che ho trovato divertente e intelligente.

Certo, chi visita Lisbona non può non notare anche la diffusa povertà di alcune zone e di tante persone che ci vivono. Moltissime aree della città sono trascurate, per non dire fatiscenti. Uno strano impatto davvero, per una capitale europea. Però non credo d’aver mai visto tanti cantieri aperti e ristrutturazioni in corso, segno forse che c’è la voglia di cambiare e di migliorare.
Ma di questo parlerò nella parte II del capitolo Portogallo, altrimenti mi dilungo troppo.
E poi devo ancora disfare i bagagli.

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Una Domenica in Famiglia/e

marzo 21, 2006

Mi sto lentamente riprendendo dalla domenica passata con i suoceri. Tutti.

  • Ore 15:00 – Suocera n. 1: torta di fragole con panna, torta “sbrisolona” in versione teutonica, dolce arrotolato alle noci e cioccolato. Yogi Tee e Te’ alla vaniglia, 1 tazza per tipo. Il tutto in quantita’ industriali.
  • Ore 17:30 – Suocera n.2: Noccioline e salatini di vario genere. Te’ nero, 2 tazze. Zuppa di lenticchie, polpette di carne e paprika, peperoni/melanzane/zucchine ripieni di carne e riso e peperoncino allo stato puro, ravioli ripieni in salsa di yogurt. Te’ nero, 2 tazze. Il tutto in quantita’ industriali.

Credo che avro’ problemi a dormire per le prossime 2 settimane. Smaltire tutto quel te’ non e’ roba da poco.
E poi ci tocca smaltire anche tutte le cibarie che ci hanno dato da portar via: avanzi di torta, avanzi di cena, pane assortito, cioccolata, ecc., ecc.
Non ce la posso fare!

Lo sciopero continua. I sacchetti della spazzatura si accumulano che e’ una bellezza.
La tele italiana non funziona piu’ da 2 settimane. Poco male, tanto guardavo quasi solo quella tedesca.
Dei pittori, invece, si sono perse le tracce. Hanno lavorato un paio di giorni e ora sono scomparsi. Saranno in sciopero pure loro, chi lo sa! Le impalcature, pero’, le hanno lasciate. Che bello aprire le finestre e vedere attraverso tubi di ferro le montagne di immondizia sul marciapiede di fronte. Una genuina vista metropolitana, altro che!

Dopodomani si parte per Lisbona. Vado a fare i bagagli! Spero che la vista li’ sia migliore.

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Schade!

marzo 15, 2006

Stamattina sono andata al Consolato Italiano qui a Mannheim per qualche informazione, principalmente per sapere come votare. A quanto pare non sarò in grado di farlo, perché non ho ancora fatto l’iscrizione all’AIRE e non riusciranno a registrarmi in tempo per le elezioni, manco mi trovassi nel Burundi.
Quando ci furono le elezioni qui in Germania lo scorso settembre, Sean si trovava ad Amsterdam ed ha semplicemente votato per posta, con la scheda elettorale che gli era stata inviata a casa.
Complicatissimo, no?

Ho ripreso le mie lezioni di tedesco in cd-rom, ma presto mi iscriverò ad un corso vero. Fra un paio di settimane, precisamente, al nostro ritorno da Lisbona. Ah, già, si parte per Lisbona giovedì prossimo. Non vedo l’ora di fare la turista per un po’ e rimpinzarmi di baccalà.
Qualunque consiglio sulla città è graditissimo, visto che non ci siamo mai stati, in Portogallo.
Soprattutto riguardo ai mezzi di trasporto e alle cose da non perdere assolutamente, considerando che abbiamo solo 4 giorni a disposizione. Ho comprato una guida, ma è ovviamente in tedesco e Sean non ha molto tempo per leggere guide turistiche, in questi giorni.

A Mannheim hanno aperto una nuova Arena. Funge principalmente da stadio del ghiaccio per la squadra di hockey, Die Adler (pluricampioni nazionali e non so che altro, mooooolto amati da queste parti!), ma viene ovviamente usata anche per altri sport, nonchè per i concerti.
Ed essendo l’arena più grande e moderna di questa zona, abbiamo concerti a go-go. Voglio dire di gente famosa, non la solita Milva e Nino D’Angelo, com’era prima che partissi!! Sabato scorso hanno suonato i Depeche Mode e a quanto ci è stato detto da un paio di amici, è stato un concerto favoloso. Io non vado ad un concerto da una vita, quindi sto sperando ardentemente in qualcosa di buono per i prossimi mesi.
Domani sera volevamo andare a vedere Boris Becker contro McEnroe in un match per beneficenza (quando ti ricapita di vedere dal vivo due mostri sacri del tennis, del VERO tennis?), ma purtroppo pare che Becker si sia sfasciato qualche pezzo di gamba e così niente match, rimandato.
Peccato! Anzi, Schade!

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Spaghetti e Crauti

marzo 14, 2006


Garbage
Originally uploaded by Eulinx.

E’ cominciata una nuova settimana in Crucconia. Ed è anche una nuova settimana di sciopero della nettezza urbana. La sesta, se la memoria non m’inganna. Questa foto l’ho scattata dalla finestra della camera da letto, tra un’impalcatura e l’altra (vedi post precedente!) e rende vagamente l’idea.
Le strade sono uno schifo, anche se qui la gente non sembra prendersela affatto.

In questi giorni stiamo sistemando il nuovo ufficio. E’ bellissimo, in un edificio d’epoca appena ristrutturato e praticamente a due passi dal Planken, il cuore della città. La società si occuperà di webdesign e programmazione e c’è già qualche progetto in cantiere.
Il socio di Sean è un tipo simpatico e un vulcano di idee. Come molta gente di qui, ha un’ enorme simpatia per gli italiani (e per le italiane) perché dice che, a differenza della maggior parte dei tedeschi, sono rumorosi e pieni di vita. In effetti sembra che “tedeschi e italiane” sia un binomio affermato, di questi tempi.
Venerdì sera, per esempio, siamo andati a bere una birra con una ragazza italiana e col suo fidanzato tedesco. Ci siamo conosciute grazie ad un mio ex ragazzo che è anche un suo amico e che, sapendo che si sarebbe trasferita qui a Mannheim, ha pensato di metterci in contatto.
Loro vivono qui dallo scorso ottobre e il posto gli piace parecchio. Sarà piacevole uscire insieme, qualche volta.
La suocera n°1, invece, ci diceva che ha incontrato al supermercato un vecchio compagno di scuola di Sean che ha sposato una ragazza italiana.
E poi c’è Cloti, altra blogger in trasferta crucconica che ho da poco scovato in rete!! : )
Però gli uomini tedeschi forse sono un po’ pigri, perché a quanto pare sono sempre le signorine italiane che fanno le valigie e mollano tutto!

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Il Grande Pennello

marzo 10, 2006

Ci stanno ridipingendo la facciata del palazzo. Questo orrido palazzo avrebbe bisogno di ben altro che di una semplice mano di vernice, e questo è anche il motivo per il quale da qualche settimana Sean ed io viviamo in funzione di ImmobilienScout24, un sito immobiliare, anzi IL sito immobiliare tedesco per eccellenza. Lo conosciamo già da parecchio tempo, ma ultimamente ne stiamo abusando. Stiamo praticamente a rota!!

La facciata del palazzo, dicevo, è ricoperta da impalcature (in tedesco Gerüste – parola nuova!)
e visto che tutte le nostre finestre danno appunto sulla strada, quando apro le tende rischio di ritrovarmi l’operaio armato di pennellessa che mi sbircia in salotto o in camera da letto ed è abbastanza imbarazzante.
Sul balcone, poi, noi ci teniamo le cassette d’acqua e altro, quindi ogni volta che devo prendere qualcosa, mi viene in mente quel film con Tom Hanks di tanti anni fà – di cui non ricordo il titolo – dove lui e lei stanno facendo ristrutturare la casa e gli operai, dalla finestra del bagno, gli passano lo spazzolino da denti, la pillola anticoncezionale, ecc.
Insomma, tende chiuse e volume della musica ALTO perché i suddetti pittori hanno anche una forte inclinazione al canto e i loro virtuosismi li senti anche dal bagno.
Però sono simpatici! : )

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Crucco-novità

marzo 7, 2006

Siamo tornati da una settimana e mi sveglio ancora la mattina pensando d’aver sognato. E invece è tutto vero: faccio colazione con i miei waffeln e il mio succo d’arancia (pessimo per il mio mal di stomaco, ma vabbè!), guardo il TG crucco, anche se non capisco tutto ma, più di ogni altra cosa, c’è Sean accanto a me. Non voglio scendere nello svenevole e far venire una carie a tutti i presenti, ma non posso fare a meno di scrivere quanto sono felice in questi giorni!

C’è qualche novità in Cruccolandia. Intanto la neve a marzo, che per questa regione è piuttosto insolita. Ne è caduta tantissima negli ultimi giorni ma ora per fortuna si sta sciogliendo e spero che duri, perché ne ho abbastanza di pulire il pavimento d’ingresso tutti i giorni.

In quasi tutti gli Stati tedeschi è in corso uno sciopero degli impiegati statali e comunali che dura ormai da un mese. Scioperano perché il governo ha deciso di portare, a parità di stipendio, le ore di lavoro settimanali ad un totale di 40, contro le attuali 38,5 ore. Secondo i sindacati ci sarebbero circa 250 mila posti di lavoro a rischio se questa proposta verrà accettata.
Le conseguenze per i cittadini non sono del tutto indifferenti visto che, tanto per dirne una, i camion della nettezza urbana non passano da settimane. Bisogna dire che in Germania non esisitono cassonetti ad ogni angolo di strada, come da noi. L’immondizia viene gettata per lo più nei cassonetti dei cortili interni dei palazzi o – in determinati punti – anche liberamente per la strada dove solitamente viene raccolta con regloarità e non crea alcun disagio.
Da quando siamo tornati ci sono montagne di sacchetti della spazzatura accatastati ovunque e, vi assicuro, non è una cosa piacevole da vedere, nè da annusare! Per fortuna fa ancora piuttosto freddo, almeno l’odore è limitato!

Anche la polizia municipale aderisce allo sciopero, perciò si può parcheggiare praticamente ovunque senza rischio di multe. E questo, devo dire, non mi dispiace più di tanto.

Un’altra crucco-novità mi riguarda da vicino. Da ieri, infatti, abbiamo scoperto che con la TV via cavo prendo tutti i canali italiani, anziché la sola RAI com’era prima che partissi. Spero di riuscire a prendere anche la TV olandese che, non usando il doppiaggio, trasmette tutti i film in lingua originale. E per noi, che di film praticamente ci nutriamo, è una cosa grandiosa.
E da domani mattina mi guardo prima il TG italiano e poi quello crucco. Così magari ci capisco qualcosa in più!