Archive for agosto 2006

h1

Solo Grazie

agosto 31, 2006

Io al “Blog Day de Noantri” non ho partecipato. Un po’ perché, credetemi, non ho molto tempo in questi ultimi giorni e un po’ perché non saprei consigliarvi, tra quelli che ho già linkato, un blog piuttosto che un altro. Perché tutti avete una storia da raccontare e lo fate tutti molto bene, nel vostro modo unico e personalissimo.
Questo post, quindi, non fa parte del “Blog Day”, né del “Blog Day de Noantri”, ma è solo un promemoria. Voglio solo ricordarmi di ringraziare due persone in modo particolare: Pinklady , che fin dai miei primissimi giorni da blogger ha letto, vissuto e dato la sua sempre acuta opinione sulle mie avventure da emigrante per amore. Per me è sempre un piacere leggere le sue parole e le auguro di cuore di raggiungere in fretta il successo che merita.

La seconda persona che voglio ringraziare è Dearwanda. Ci conosciamo da poco, ma a pensarci mi sembra strano. Spesso la mattina non vedo l’ora di accendere il pc per poter leggere cosa ha scritto, dall’altra parte del mondo, questa ragazza che non ho mai nemmeno visto e che, malgrado questo, mi sembra di conoscere da una vita. L’amicizia, Wanda, a volte prende forme insolite e inaspettate. Per fortuna.

Un grazie extra anche a Duss, a Dioniso e ad Isa. Persone intelligenti e tante, tantissime risate!

Continua…!

Annunci
h1

La Situazione

agosto 30, 2006

Casini, casini e ancora casini! Non basta il famigerato impacchettamento, ci si mettono anche i soliti imprevisti e le probabilità. Mi sento come il fiaschetto sul tabellone del Monopoli, che esaurimento!

Dunque, viviamo in 2 camere e cucina che hanno più l’aspetto di uno scantinato: scatoloni ovunque, sacchi di carta da buttare, sacchi di plastica da buttare, sacchi di vetro (diviso per colore, natürlich!) da buttare. Non sia mai che mi cade un pezzettino di plastica nel sacco della carta, ché poi mi tocca pure litigare con la mia teutonica metà perché non sto sufficientemente attenta alle sorti dell’ambiente. E vabbe’.
A Roma, la mia migliore amica sta passando un periodo spiacevole e doloroso e io non posso esserle accanto se non via telefono, quindi da un paio di giorni ho la cornetta tatuata all’orecchio e faccio tutto con una mano sola (mi sto specializzando, ieri ci ho fatto persino il bagno con il telefono!).
Il Finanzamt di Mannheim, ovvero il locale ufficio delle imposte, ci manda da pagare in media un conto ogni 2 settimane relativo alla nuova casa. Quanto lo pagheremo, alla fine, questo nuovo appartamento? Nessuno lo sa.

Ho una tempesta ormonale in corso, causa lunghissima sindrome premestruale. Non ne posso più ed è assai pericoloso starmi vicino. Sean lo sa e, fino ad oggi, evita accuratamente di creare situazioni irritanti tipo rivolgermi la parola per più di 3 volte nella stessa sera. Uomo saggio.

Nella foto, tre delle mie fissazioni mangerecce tedesche:
il primo è un condimento per insalata (Salat Krönung vuol dire Incoronazione dell’insalata!) del quale non posso più fare a meno. Il secondo è müsli al cioccolato, qui nella versione “e-se-poi-restiamo-senza?” , ossia il pacco da 2 kg preso da Sean al supermercato.
Infine lo yogurt Landliebe. Se non hai mai assaggiato questo yogurt al lampone (o al mirtillo!), non sai davvero di cosa sappia lo yogurt al lampone (o al mirtillo).
Ce ne sarebbe una quarta, di fissazione mangereccia: il Brezel. Purtroppo, però, il poverino non è sopravvissuto fino al momento della foto.
La prossima volta, magari!

h1

Aspettando l’ora X

agosto 28, 2006

In previsione dell’ora X, che scatterà il 17 settembre, abbiamo passato gli ultimi giorni a svuotare armadi e librerie e a buttare via roba vecchia. Francamente non vedo l’ora di traslocare perché di stare qui dentro non ne posso davvero più. Il vecchio proprietario comincia il trasloco questa settimana e spero vivamente che riesca a finire prima del 17 settembre.

Prima di trasferirci dobbiamo, però, ristrutturare il bagno, che al momento è una spaventosa stanza con sanitari rosa (ROSA!), pavimento marrone (MARRONE!) e cabina doccia nera (si, si, ho scritto NERA!). Vi descriverei anche la cucina in stile “mimetico ” che il tizio, generosamente, ci lascia. Ma ho pietà di voi e per oggi ve la risparmio.

Due parole sui bagni in Germania. Da queste parti è consuetudine avere il WC in una stanza e il resto del bagno in un’altra, non è scontata la presenza di una finestra, mentre è praticamente scontata l’assenza di un bidet.
Ora, in considerazione di quanto ho appena scritto, noi avremmo deciso, appunto, di rinnovare la stanza da bagno e siamo andati un po’ in giro per renderci conto dei prezzi.
La ditta che avevamo contattato ci ha inviato il preventivo la settimana scorsa e per poco non svengo dallo shock: 11.700 euro è stata la loro richiesta, di cui 7.300 di lavoro e il resto per i materiali.
Va da sè che ora dobbiamo trovare un’altra ditta che faccia il lavoro ad un prezzo inferiore, ma in Germania non è semplice, perché il lavoro manuale è pagato molto bene e un operaio di questo tipo non prende meno di 20-25 euro l’ora. Giustissimo, ovviamente, ma non per le mie tasche.

Il pericolo maggiore è che Sean decida di fare tutto da solo. Finora sono riuscita a convincerlo che non sarebbe in grado, ma non so quanto possa durare. Ma perché gli uomini sono sempre convinti di saper fare di tutto, dagli idraulici agli elettricisti, passando per cuochi, giardinieri e chi più ne ha più ne metta?

h1

Rieducational Channel # 1 Questo mi manca, qui. An…

agosto 24, 2006

Rieducational Channel # 1

Questo mi manca, qui. Anche se di fatto manca anche a voi in Italia!
Non sapevo quale scegliere da mettere sul blog, alla fine ho preso il primo che capitava! Buona Visione!

Sto ridendo come una matta, cerco di spiegarne i motivi a Sean, ma questo da spiegare è impossibile!

]

h1

La Svolta!

agosto 23, 2006

Da ben due giorni ricevo visite al blog da un anonimo che si collega da Fininvest.
Che “LUI” mi voglia proporre un affare??!
Che ci voglia scritturare per una fiction?
Magari una specie di Dallas de noantri!!
Il casting è aperto, non facciamoci trovare impreparati, ché facciamo la figura dei peracottari!
Chi si propone nel ruolo di J.R.?

h1

Ai Confini Della Realtà

agosto 22, 2006

Siete mai stati lasciati? Avete mai lasciato qualcuno? Sicuramente almeno una di queste due esperienze le avete provate e altrettanto sicuramente non sarà stata una cosa piacevole.

A volte si arriva ad un punto in una relazione in cui è impossibile andare avanti. Non per qualcosa che è successo, ma piuttosto per una incopatibilità di fondo. Ti arrovelli per giorni chiedendoti se sia solo una crisi passeggera, se si possa salvare ancora qualcosa. Ma niente, non se ne parla, è tutto finito. E stavolta ti arrovelli su cosa dire, come dirlo e quando farlo. Passano i giorni, passano le notti e proprio non ti vengono le parole giuste.

Poi finalmente ti trovi faccia a faccia con l’ignaro/a partner e pensi che preferiresti essere a casa a guardare uno qualsiasi dei programmi di Maria De Filippi, piuttosto che guardarlo negli occhi e dirgli come stanno le cose.
Non pagheresti qualcuno per occuparsi della faccenda?

Ebbene, qualcuno in Germania ci ha pensato! Contattando la Trennungsagentur potrai finalmente sollevarti l’animo da questa noiosa incombenza e con una – direi decisamente – modica cifra, potrai finalmente scaricare il partner senza più notti in bianco e senza nemmeno desiderare di guardare la De Filippi.

Per 19,95 euro puoi scegliere tra due comode opzioni, a seconda dei casi: “Ti lascio, ma restiamo amici” oppure la più drastica “Lasciami in pace”, entrambe espletate via telefono.
Per 29,95 euro, invece, l’agenzia si premura di scrivere all’interessato una lettera per tuo conto, seguendo le tue indicazioni e i tuoi desideri.
Infine la soluzione più efficace: per soli 49,95 euro (ragazzi, è un affare!) l’agenzia invia un incaricato in loco – e dico in loco – per comunicare la tua decisione al diretto interessato. Da notare che si può scegliere anche il tono della conversazione, che può andare da “delicato” a “senza pietà”.

Insomma, l’efficienza tedesca al tuo servizio. E se non è efficienza questa!

Santo Cielo, dove andremo a finire, diceva sempre la mia nonnina. Ah, quanto aveva ragione!

h1

Amici Vicini e Lontani

agosto 18, 2006

Tutte le sere, dopo cena, facciamo una chiacchierata telefonica con un nostro caro amico che l’anno scorso si è trasferito ad Aachen. Vederlo andare via è stato difficile, per Sean soprattutto, ma anche per me, perché lui è stata la prima persona che ho conosciuto qui e perché gli voglio bene.
Lavorava come speaker in una famosissima radio locale ma, dopo diverse incomprensioni e divergenze con il capo, ha deciso di cercarsi un lavoro altrove ed è partito.
Purtroppo, però, le cose non sono andate proprio per il verso giusto. Ieri sera, dopo aver stappato una bottiglia di vino – e verosimilmente dopo averla bevuta quasi tutta – ci ha chiamato confessando che gli manchiamo, che si sente solo. Mi ha detto che la vita gli ha fatto un brutto scherzo, perché lui oggi ha tutto quello che aveva sognato di avere e cioè un lavoro che ama, che lo gratifica e che gli da successo, una casa bellissima che racchiude oggetti bellissimi, una discreta quantità di denaro che gli permetterebbe una vita molto, molto piacevole.

Ma è solo.

Che cosa ci fai con i soldi se non hai nessuno con cui spenderli, mi ha chiesto ieri sera. Non ho saputo rispondergli. Avrei voluto tirargli su il morale e rassicurarlo, ma la verità è che lo capisco.
La verità è che gli oggetti non sono altro che accessori. La verità è che ci divertivamo da matti quando lui viveva a Mannheim e lo chiamavamo all’ultimo minuto per invitarlo a cena in questo appartamento che è brutto e malconcio, che ha i muri in cemento armato e non ci puoi nemmeno attaccare un quadro, che ha una cucina grande come uno sgabuzzino e in due non ci si sta, che puzza perennemente di curry per via del ristorante indiano al piano terra. E con il divano vecchio con le molle ballerine, i bicchieri scompagnati. Non ci facevamo più caso, o forse non aveva proprio importanza. L’importante era stare insieme, condividere, buttare qualche risata sopra una pessima giornata e ripulire l’animo dai cattivi pensieri.

Si può vivere senza amici? No, io non credo. Sono stata single per diverso tempo e mi sentivo sola, certo, ma non sarei mai potuta arrivare dove sono oggi senza i miei amici. Non sarei quello che sono, senza di loro. E non ne ho tanti, per inciso, ma quei tre o quattro che mi porto dietro da secoli e che amo a prescindere da tutto.
E gli amici nuovi, quelli che ho trovato qui, sono pure preziosissimi. Io li considero una fortuna, una manna vera e propria. Vivere qui, senza di loro, non sarebbe la stessa cosa e gli voglio già un gran bene, anche se non li conosco da molto.
E preziosi siete anche voi, quelli del blog, quelli a cui certe volte mi sforzo di dare un volto ma che in realtà non mi serve perché siete già favolosi così. Mi fate ridere, mi fate anche commuovere, a volte, e mi fate tanta compagnia. È una forma diversa e insolita di amicizia, perché difficilmente ci si potrà mai incontrare tutti per una birra e tante chiacchiere, ma io vi sento lo stesso vicini e questa cosa mi piace.
Perciò grazie a tutti : )