Archive for dicembre 2006

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Nuovo Inizio

dicembre 31, 2006

Sono in piedi dalle 2 di questa notte. Finalmente è nato il piccolo Tommy, il figlio della mia amica/sorella Pam. Il piccolo dispettoso ha aspettato che me ne andassi per nascere, così ora si prospetta un nuovo, brevissimo viaggio a Roma per conoscere quello che per me è come un altro nipote.

Piccolino, oggi finisce l’anno vecchio e inizia la tua nuova vita. Sono emozionata e felice al pensiero che il libro della tua vita è ancora tutto da scrivere. E su quelle pagine bianche, io ti auguro di trovare gioia e serenità, equilibrio, passione per i tuoi sogni e un nido sicuro in cui coltivarli e proteggerli. Ti auguro di avere la consapevolezza di essere amato, di guardare le cose del mondo con occhi curiosi e sempre nuovi. Ti auguro sentimenti ed emozioni forti e un amore sincero che ti riempia il cuore fino a traboccare. Un giorno, spero molto lontano, saprai anche che la vita, purtroppo, non ci tratta sempre con i guanti. Alcune persone ti deluderanno, ti feriranno. Ed è per questo che, più di ogni altra cosa, io ti auguro di trovare un amico che sia, per te, ciò che per me è la tua mamma. Perché credimi, non c’è niente al mondo che non si possa affrontare con un amico così al proprio fianco. E la gioia non è vera gioia se non la condividi con quell’unica persona al mondo che sei certo non perderai mai.

Felice inizio, piccolo. Non vedo l’ora di stringerti la mano.

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Buon Anno

dicembre 30, 2006

Quest’anno abbiamo sapientemente dribblato gli inviti alle feste di capodanno e abbiamo deciso di stare in casa, noi due da soli. Aperitivo, cenetta, una buona dose di alcol e…vabbe’, tutto il resto! 😉 A mezzanotte due passi fino alla Wasserturm per vedere i fuochi, oppure semplicemente un passo solo fino al terrazzo per vederli da qui, da questa stupenda mansarda che da quest’anno è casa nostra, nostra davvero!

Ovviamente non può mancare Dinner for One, perché la tradizione è la tradizione! Se avete 10 minuti, guardatevi questo video che, per i tedeschi, fa la parte delle nostre lenticchie di mezzanotte, ossia è un must assoluto della notte di S. Silvestro. Ne avevo già parlato qui.

Buon anno a tutti, di cuore.

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Catene

dicembre 30, 2006

Non amo le catene online, ma questa la raccolgo volentieri perchè questo libro, che ho letto nelle ore di febbre alta, mi ha toccato corde interiori che raramente vibrano in maniera melodiosa. Quindi, Azathoth, non mi dispiace affatto, tranquilla! 😉

Intanto, le regole:

Prendete il libro a voi più vicino, sfogliatelo con cura fino a pagina 123, contate le prime 5 frasi di tale pagina e riportate nel vostro blog le 3 frasi successive…
Bene! Adesso passate il gioco ad altre 3 persone!

Ed ecco le “mie” frasi:

“È la fantasia della mia infanzia che mi eccita e mi congela al tempo stesso, e mi fa scorrere il sangue velocissimo per qualche secondo. Io non posso combattere contro questa fantasia. Devo vederlo, immaginarlo che esce dal buio e si avvicina.”

David Grossman, Che tu sia per me il coltello“.

I tre sfigati vincitori della catena sono…

Coneja

Dri

Gidibao

Sorry!!

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Rientro a Base 1

dicembre 27, 2006

Di nuovo in Cruccolandia.

Sono qui che mi godo il regalo che il mio nipotino mi ha fatto per Natale: tosse, febbre, raffreddore e debolezza. Mi fa male tutto. Mi fanno male persino le palpebre. Ieri sono tornata a casa in una giornata assolutamente splendida. Sole, cielo terso, temperatura mite. Ci avevo quasi creduto, ma poi stamattina mi sono risvegliata sotto il solito cielo grigio topo e l’aria gelida che promette neve. Che bello!

Anche stavolta ho schivato una quasi certa eccedenza bagaglio. I 100 euro di libri che ho comprato la scorsa settimana, uniti alle solite cianfrusaglie trafugate dal mio vecchio appartamento di Roma, hanno fatto delle mie due insospettabili valigie dei pozzi di San Patrizio non da poco. Con il tizio del check-in ho sfoderato il mio migliore sguardo da Bambi e lui ha senza dubbio avuto pietà di me e del mio naso arrossato dal raffreddore perché, dopo una dubbiosa occhiata al peso sul display, mi ha guardata scettico, ma poi ha fatto finta di nulla. Meglio così.

Il volo è stato piacevole. Per me, ma temo non per gli sfigati passeggeri seduti nella mia area. Mentre sputavo pezzi di polmone a causa di attacchi di tosse, infatti, credo che qualcuno mi abbia lanciato un discreto numero di maledizioni. Erano pur sempre le 9 del mattino, dopotutto, e qualcuno, mentre saliva la scaletta dell’aereo, avrà anche pensato “ora mi faccio un pisolino fino a Francoforte”. Questo prima di scoprire che la passeggera del 2C aveva qualche insolita forma di tosse convulsa. Comunque la cosa non mi ha dato pensiero. Del resto sono sempre io quella sfigata che capita seduta accanto a neonati in preda a “colichette”, bambini posseduti dal demonio o, peggio ancora, adulti malati di logorrea che non fanno altro che parlare e farti domande come se ti conoscessero da sempre. Per una volta l’elemento di disturbo sono stata io, ecchecavolo!

Arrivata a Francoforte, comunque, avevo la febbre piuttosto alta, e mi sono resa conto con orrore d’aver preso il solo aereo Alitalia che atterra con 20 minuti di anticipo anziché 1 ora di ritardo; la riconsegna bagagli di Francoforte, poi, è la più veloce d’Europa (del mondo?). E per completare l’opera, Sean si è svegliato tardissimo ed è arrivato a prendermi tardissimo (quando si dice “non vedeva l’ora di riabbracciarmi”!), così ho dovuto aspettare un tempo infinito che mi ha causato un inevitabile, vorticoso giramento di palle!

Però che bello essere a casa! 😀

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Rieccomi

dicembre 22, 2006

Ci sono. Non sono stata inghiottita dai miei pensieri, ci sono. Sono stati giorni lunghi e indaffarati. Amici, parenti ed ex colleghi di lavoro mi hanno rapita e non ho avuto tempo di scrivere. Ho riso fino alle lacrime, mi sono divertita come non facevo da tempo e tutti i cattivi pensieri di cui parlavo nel post precedente sono andati a farsi benedire!

Mi basta così poco per cadere in un buco nero, ma mi basta ancora meno per uscirne di nuovo. A volte cambio umore in maniera tanto repentina che mi ritrovo a chiedermi se sono mentalmente stabile. Questa veloce altalena di sentimenti non mi fa bene per niente perché non riesco ad avere le idee abbastanza chiare. Quando finalmente credo di sapere chi sono e cosa voglio, ecco che capita quel maledetto imprevisto in perfetto stile Monopoli che mi manda dritta dritta in prigione senza passare per il “via”.

Comunque sia, di prigione sono uscita. Forse sono stata ferma un giro, ma la partita è ripresa e tocca a me lanciare i dadi, adesso.

Martedì mattina torno in Cruccoland a togliere reggiseni leopardati dai lampadari. Non vedo l’ora ma, come al solito, mi mancheranno tanto le persone che lascio qui.

Nel caso non riuscissi ad aggiornare il blog in tempo, auguro a tutti un felicissimo Natale. E grazie per esserci sempre, anche quando sono in prigione e salto un giro. Siete una gioia!

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Decorazioni Natalizie

dicembre 11, 2006

Sto vivendo giorni non piacevoli. Intorno a me c’è aria di festa ed è meraviglioso rivedere tutti. Ma io preferirei essere altrove. Dove? Non lo so, dove. Da un’altra parte. Preferirei essere sola, preferirei non dover rispondere alle domande, ai perché, ai “come ti trovi”. Preferirei non spiegare i motivi per i quali non ho voglia di fare un figlio adesso-ora-subito. Preferirei non spiegare i motivi per i quali non ho voglia di sposarmi, né ora, né mai. Preferirei non dover ridere per forza, quando invece vorrei urlare e piangere.

Oggi, mentre decoravo l’albero di Natale con i soliti vecchi ornamenti buffi e graziosi, pensavo che sarebbe stato bellissimo rimettere tutti i miei vestiti nella valigia e partire. Da sola, senza meta, senza impegni. Mentre l’attaccavo al rigido ramo di plastica, pensavo a quanto assomiglio a quella vecchia pallina di vetro, con quelle deliziose decorazioni di porporina dorata sopra un rosso così cupo da renderla quasi inadatta al Natale. Non c’entra niente con le altre palline, così allegre e colorate, non viene messa in risalto dalle lucine dell’albero; viene appesa solo perché è lì da sempre, perché l’albero senza di lei non sarebbe l’albero. E’ ruvida e rovinata e talmente fragile che potrebbe rompersi solo guardandola più intensamente del solito. Frantumarsi sotto le dita incaute di chi l’appende senza riguardo.

Ritorna, dopo tanti anni di assenza, quella fastidiosa sensazione di fragilità che avevo creduto d’aver vinto e superato. Non ricordavo come ci si sente. Non dipende da niente e da nessuno, esce fuori senza preavviso e si nasconde costantemente negli angoli della mente, pronta a portarti sull’orlo delle lacrime per un nonnulla. Si nutre delle parole della gente, dette magari senza l’intenzione di ferire, ma che tagliano lo stesso come vetri rotti. Cresce e diventa forte con i gesti bruschi e sgraziati di chi mi circonda, gesti di persone che non capiscono e che non sanno, e che non vogliono capire e che non vogliono sapere quanto possono far male.

Mi piacerebbe saltare su un treno e viaggiare per ore seduta nel senso contrario alla marcia su una di quelle poltrone scomode accanto al finestrino, gli occhi affondati in un libro mai letto, lo sguardo che si perde di tanto in tanto sul paesaggio che scorre via veloce davanti a me. Alle mie spalle, paesi, strade e città ancora da vedere, persone che salgono e scendono, ognuna con una vita e con una storia, magari simile alla mia.

Insomma, in questi giorni mi sento così. Forse sono solo stanca, forse ho solo voglia di essere a casa e di essere abbracciata. Forse dovrei semplicemente mettere una maschera e continuare a far credere a tutti che sono una tipa forte e saggia e invulnerabile. Niente di più lontano dalla pallina di Natale color rosso cupo.

A presto.

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In Partenza

dicembre 10, 2006

Avrei un miliardo di cose da dire, ma altrettanti pensieri confusi da riordinare. Le parole sono lì, ma si nascondono bene. Spesso escono fuori quelle peggiori, quelle che non vorrei sentirmi pronunciare. Alle 18 di questa sera si parte, non ho voglia di farlo, mi sento triste e sciocca. Imparerò mai a comportarmi?