Archive for aprile 2007

h1

Contrabbando

aprile 20, 2007

Tutto pronto, oggi pomeriggio parto per Roma. Fra circa otto ore sarò a casa dei miei, impegnata in un po’ di sacrosanto spupazzamento di nipote, pronta a farmi sanguinare le orecchie ascoltando tutte le sue novità, dal primo dentino caduto, alla conquista della bici senza rotelle. Sì, ho un nipote logorroico, ma dopo 4 mesi di lontananza sono pronta a tutto! Poi mi ingozzerò di mozzarella di bufala e di carciofini sottolio, senza esagerare, ché poi la prova costume…fanculo la prova costume.

Ho la valigia colma di stronzatine e regalini, poi ci sono anche circa tre chili di latte in polvere per il figlio della mia amica Pam. Il latte in polvere in Germania costa circa un terzo che in Italia. Non si sa il perché, magari qualcuno che passa di qui e legge può spiegarcelo, il motivo per il quale in Italia il latte in polvere costa molto di più che negli altri paesi europei. Eppure le marche sono le stesse, sono le stesse multinazionali su tutto il territorio comunitario. Come mai ogni volta che parto da qui mi ritrovo a rifornire – con piacere, sia chiaro – amici e conoscenti per far risparmiare un bel po’ di soldi? Io ci sento la solita, tipica, italica puzza di marcio, in tutto questo. Spero solo che i pargoli che ho sfamato, una volta cresciuti e divenuti belli, ricchi e famosi, si ricordino della zia teutonica che rischiava costose eccedenze bagaglio pur di portar loro del cibo che li facesse diventare grandi e forti. (Non suono troppo contrabbandiera, no?).

A presto, miei cari. Ci si rilegge dal Belpaese 😉

h1

BBQ

aprile 17, 2007


BBQ

Originally uploaded by Eulinx.

La foto qui accanto è stata scattata sabato sera al parco del castello di Mannheim, sulle rive del Reno. Ci eravamo messi d’accordo con un paio di amici per fare un barbecue, e ovviamente non siamo stati i soli ad avere questa idea! Al parco c’erano un miliardo di persone, ogni gruppetto con la propria fida griglia, casse di birra, bistecche e salsicce. Faceva un gran caldo, e se lo dico io che sono italiana, credetemi che per i tedeschi era come una giornata torrida di agosto. Siamo stati anche fortunati a trovare un posticino in mezzo al prato, ed è stata una bella serata davvero. Un cielo magnifico, un tramonto perfetto, una buonissima compagnia, una buonissima cena! Da rifare.

Venerdì sera torno a Roma per un paio di settimane. Al mio ritorno ce ne andremo qualche giorno in vacanza (ancora non abbiamo deciso dove, da non credere!), e poi il primo di giugno Sean inizierà a lavorare a Colonia.

Ah già, dimenticavo la notiziona: è la trentesima ora della mia vita da ex-fumatrice. Maggiori dettagli domani, ora sono troppo coinvolta per parlare di nicotina…NICOTNA?? Chi ha detto “nicotina”? Datemi una sigaretta e fate di me una donna felice…
😦

h1

La Via Crucis

aprile 10, 2007

In Germania le feste di Pasqua iniziano il venerdì santo. Forse è per questo che mi sembra siano durate un secolo, non ne potevo più, ma finalmente ce l’abbiamo fatta! Giornate splendide, sole, caldo. In TV i soliti film di Pasqua: ma quanto “Ben Hur” può sopportare un essere umano nell’arco della propria esistenza? Un paio di serate con gli amici, niente di che.
Avessi almeno ingerito grassi saturi e carboidrati in quantità industriali…macché, nemmeno la soddisfazione di un pranzo coi fiocchi, di quelli che ti servono tre ore per riuscire ad alzarti dalla sedia e due giorni per digerire tutto. Invece mi sono dovuta accontentare dell’insalata di pasta della suocera #2, bella scotta e galleggiante nella maionese. Per me una porzione piccina piccina, per favore, ché non ho tanta fame adesso…no, grazie, il pane all’aglio spalmato di burro l’ho già preso, una fetta sola mi basta…sai, la dieta…no, è che cenare alle quattro e mezza del pomeriggio, non so, ancora non mi viene…oh ma che buona questa insalata di pasta…sì, sì, proprio come la facciamo noi in Italia…uguale uguale…

Insomma, la pasquetta dalla suocera #2 non è il massimo, nella vita. C’era pure tutto l’albero genealogico al completo, prima, seconda e terza generazione. Mi sono divertita quasi come quando sbatto l’alluce scalzo alla gamba del letto. Ma su, è finita. Le prossime feste comandate sono quelle di Natale, giusto??

h1

And the winner is…

aprile 5, 2007

Sono in piedi davanti alla casa dei miei genitori a Roma. È terribile, è stata distrutta da un incendio. La metà anteriore è crollata, e da fuori si vede quel che resta degli ambienti: tizzoni neri ancora fumanti, mobili e oggetti ridotti in cenere. Tutto è andato perso, i nostri ricordi di famiglia, le nostre cose sono solo un mucchietto di polvere nera. Non riesco a crederci e me ne sto lì a guardare senza avere il coraggio di mettere piede nelle macerie. Cerco con gli occhi qualcosa di salvabile, ma di salvabile non c’è nulla.

Non sono disperata, semplicemente incredula. Indosso un costume da bagno rosa e mi rendo conto che tutti i miei vestiti sono bruciati insieme al resto delle cose. Non ho niente da mettere, ma per fortuna ho con me la borsa e la carta di credito. Devo comprarmi dei vestiti nuovi, così chiamo la mia amica Letizia che vive a Venezia e le chiedo di accompagnarmi. Prendo un treno e, una volta giunta a destinazione, trovo la mia amica sul marciapiede ad aspettarmi. Decidiamo di prendere un taxi e, mentre stiamo per entrare nell’auto, ricevo la chiamata dell’agenzia d’assicurazioni. A quanto pare il premio assicurativo comprende la possibilità di tornare indietro nel tempo per cambiare due – e solo due – eventi della mia vita. Uno di questi deve per forza essere l’incendio che ha distrutto la casa, l’altro posso sceglierlo a mio piacimento.

Questo sogno l’ho fatto la notte prima di partire per Colonia. Banale nell’interpretazione, certo, ma ci ho pensato per due giorni interi. Mi sono svegliata subito dopo la telefonata dell’agenzia assicurativa, quindi nel sogno non ho saputo dire quale potesse essere il secondo evento da cambiare. Ma oggi, a mente fredda, posso dire che non cambierei niente della mia vita. Nessun evento, per quanto spiacevole, merita di essere cancellato. Perché senza uno di questi tasselli, amari, difficili e perfino dolorosi, non sarei la persona che sono oggi. Non che io abbia un’ammirazione sfrenata per la persona che sono oggi, ma questa sono io, è la mia vita, e ogni esperienza vissuta fino ad oggi ha una sua precisa collocazione, un suo personale ruolo, è un mattoncino stabile della mia esistenza. Ogni errore fatto – e pagato sulla mia pelle – è diventato un sistema per cercare di evitarne uno simile. E come dice sempre il mio papà, “l’esperienza è una serie di fregature”.

Ah, già, forse qualcuno vuol sapere come è andata a Colonia. Mi dispiace per gli estimatori della città, ma a me ha fatto la stessa impressione della prima volta che l’ho vista: confusa, caotica, priva di personalità. Bellissima, senza ombra di dubbio, ma senza fascino. Ripeto, è una mia personalissima impressione, ma non è scattato tra me e lei quel “qualcosa” che ti fa amare un luogo. In compenso, però, ho avuto uno straordinario colpo di fulmine per Francoforte, che abbiamo visitato un po’ più a fondo ieri pomeriggio, al ritorno da Colonia. Ci ero stata solo un paio di volte e l’avevo vista di sfuggita. L’avevo già trovata bellissima, ma ieri mi sono perdutamente innamorata di lei! Che disastro! 😀

Nella foto: la prova che il blog e alcuni dei suoi personaggi sono ovunque io vada! Questo, caro Düss, è un piccolo omaggio  che non ho potuto fare a meno di immortalare per te! 😉

dusseldorfer.jpg

h1

Sono pronta…

aprile 2, 2007

Eccomi di nuovo per gli aggiornamenti sul caso “Colonia”. Cosa ci riserva il futuro? Che sarà di noi? Lo scopriremo solo vivendo, sí, ma bisognerà aspettare solo fino a mercoledì. Domattina presto si parte per Colonia. Dopodomani mattina Sean sosterrà il terzo colloquio e così sapremo, finalmente.

Tutto è pronto, domani affronterò il nemico faccia a faccia. Ho intenzione di farmi un’idea generale sulla crudele antagonista, ma senza (troppi) pregiudizi. Voglio camminare serena per le sue strade e ascoltare quel che ha da dirmi questa città, senza saltare alle conclusioni, come al solito.

Sean è fuori per la sua serata di rutto libero, io ho passato le ultime due ore e mezza in confessionale al telefono con la mia amica/sorella Pam. Ho bevuto un paio di cuba libre, la testa è piacevolmente leggera, la macchina fotografica è pronta, la valigia – come sempre – la farò domattina all’ultimo minuto. Non ho molto da dire, adesso. Se volete, restate sintonizzati per gli aggiornamenti. Prossimamente su questi schermi.
A mercoledì.