Archive for maggio 2007

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FAQ

maggio 25, 2007

Dopo due anni e mezzo di blog, è arrivato il momento di conoscere meglio l’autrice con un faccia a faccia. Qui di seguito troverete tutte le domande che le avete fatto in questi mesi, o almeno quelle più frequenti, nonché alcune delle domande che vi hanno portato al suo blog tramite i motori di ricerca. Il tutto in un’intervista esclusiva. Il post potrebbe essere aggiornato in futuro, perciò restate in ascolto!

Signorina Eulinx…prima di tutto, posso chiamarla “Signorina”?

Se si riferisce al fatto che non sono sposata, l’appellativo non mi disturba. Se invece è un ironico ammiccamento alla mia statura, l’avverto che sono assai permalosa. Dopotutto in Germania sarò anche fuori luogo, ma in Patria il mio metroesessanta è perfettamente nella media!

Oh, sí sí, nella media. Comunque, signorina Eulinx, ci dica, cosa l’ha spinta a trasferirsi nella Terra dei Crauti?

Potrei rispondere con parziale franchezza e dire che è stata tutta colpa dell’amore, ma in realtà c’è da dire anche che non ne potevo più del mio lavoro da impiegata sfigata, e poi mi ero stancata di passare l’intero stipendio alla Telecom o all’Alitalia, o ad entrambe. Più di tutto, però, mi ero stancata di addormentarmi da sola la sera e risvegliarmi ancora più sola al mattino, sognando di notte e di giorno un uomo troppo lontano; mi ero stancata di aspettare che la mia vita cominciasse, e ho capito che se non facevo qualcosa subito, sarebbe cominciata troppo tardi, o non sarebbe cominciata affatto e avrei perso l’unica persona con cui volevo stare davvero.

Avete riflettuto a lungo prima di decidervi a vivere insieme?

Oh sí, ci ho riflettuto per quasi mezz’ora di fila. Per me questo è un tempo interminabile nel prendere una decisione. Le decisioni si prendono con la pancia, non con la testa. È per questo che, dei due, sono stata io quella che ha fatto le valigie…

Posso sbagliare, ma mi sembra di avvertire una nota di pentimento nella sua risposta…

Si sbaglia, infatti.

Tornerebbe a vivere a Roma, oggi?

Forse, ma non senza una dose massiccia di psicofarmaci.

Facciamo un passo indietro: tutti i suoi lettori, prima o poi, le chiedono come ha conosciuto la sua dolce metà. Vuole raccontarci ancora una volta com’è andata?

Si è trattato di destino, nient’altro che destino.

Lei crede nel destino?

Sí, da quasi sette anni, ormai.

Non le sembra che internet sia un po’ troppo tecnologico, come destino?

Senta, provi lei a scorrere a caso una lista di oltre 500 nomi e fermarsi, senza saperlo, sul nome di quello che amerà per tutta la vita. Se non è destino questo…

Ma di cosa si trattava? Non mi dica che frequentava quei siti per cuori solitari!

Nell’internet paleolitico di oltre sette anni fa, tali siti non esistevano, o almeno io non ne ero a conoscenza. Inoltre il mio era allora un cuore solitario, ma per scelta di un altro. Insomma, per farla breve: io studiavo lo spagnolo da autodidatta e cercavo qualcuno in internet per esercitarmi con la scrittura, lui studiava inglese e cercava la stessa cosa. Alla fine è successo che lui l’inglese l’ha esercitato eccome, mentre io lo spagnolo l’ho praticamente rimosso.

Ha trovato difficoltà ad integrarsi?

Mai.

È vero che i tedeschi sono persone fredde, cattive, e che spesso, nelle notti di luna piena, escono a cercare prede umane da sgozzare, preferibilmente italiane?

No, è solo una leggenda metropolitana. Io sono italiana, e non mi è mai successo di essere sgozzata nelle notti di luna piena. O almeno io non me ne sono accorta. Insomma, non potrei giurarci, ma mi sembra di no.

È vero che in Germania non ci sono i bidet?

Confermo, si tratta di merce rara.

E, mi scusi la mancanza di discrezione, ma lei come fa?

Be’, può sembrare strano, ma abbiamo comunque l’acqua corrente in casa, sia fredda che calda. Basta un po’ di ingegno, di praticità e una vasca da bagno, suvvia.

Però almeno una cosa non può negarla. Avanti, lo ammetta, si liberi di questo peso: quanto le manca la cucina italiana?

Non quanto vorrei, considerando che in casa nostra – e non per volere mio, sia chiaro – si mangia italiano almeno 4 giorni su 7. E poi sfido chiunque a scegliere con facilità tra un piatto di spaghetti e un Kassler con Bratkartoffeln. Il fatto è che la gastronomia tedesca non è presa sufficientemente in considerazione, specie da noi italiani che sulla cucina abbiamo un po’ la puzza sotto il naso.

E che mi dice della mozzarella di bufala, da lei tanto e spesso sospirata?

Che c’entra, al cuor non si comanda!

È vero che i tedeschi cenano prestissimo? Se sí, come ha fatto ad adattarsi?

È vero, cenano molto presto. Spesso anche alle 18. Come ho fatto ad adattarmi? Cucinando prima del solito. E comunque non c’è nessuna legge, lo posso giurare, che vieta di cenare alle 21.

In Germania fa freddo, è così?

Oggi ci sono 30 gradi.

Quanto ci ha messo ad imparare la lingua?

E chi ha detto che l’ho imparata? Mi sono messa in testa di studiarla da autodidatta e peste mi colga se non ci riesco!

Non le crea problemi vivere tanto lontano da casa?

Non è che qui siamo in Nuova Zelanda, con l’aereo ci vuole un’ora e venti per tornare. A Roma, per arrivare dall’Eur a Monte Sacro, ci si può mettere molto, ma molto di più.

Cosa si sente di consigliare a quelli che vorrebbero partire, ma che non hanno ancora deciso se farlo davvero?

Di smettere di pensarci e andare a fare i bagagli. La gente invecchia aspettando la “giusta occasione”, bisogna rimboccarsi le maniche e andare incontro agli eventi.

Lei consiglierebbe la Germania come meta turistica?

Secondo il mio parere, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Vi avverto, però, che non ci sono palme da cocco, né spiagge di sabbia bianca e finissima.

Anche se non ci ha creduto nessuno, lei ha messo in giro voce che stia smettendo di fumare, ma può dirci quanto costano le sigarette in Germania?

Al momento costa circa 4 euro il pacchetto da 17 sigarette. E un giorno ce la farò a smettere, ce la posso fare.

È vero che, in linea di massima, la vita lì è meno cara?

In linea di massima, diciamo che i commercianti qui non hanno svalvolato con l’entrata in vigore dell’euro.

Come mai ha deciso di aprire un blog?

Per rispondere a tutte le domande dei curiosi, naturalmente.

Cosa significa “Eulinx”?

È ua contrazione dei vocaboli “Eule” (gufo) e Links (sinistro, mancino). La X l’ho messa io perché faceva più figo.

Può darci qualche lezione di fotografia?

Se qualcuno potesse darle a me, ne sarei ben felice.

Un’ultima battuta: come si supera una crisi esistenziale?

Fidatevi di Eulinx, siete nel blog sbagliato.

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Alsazia

maggio 23, 2007

Per la serie “Viaggi e Minifughe”, oggi parleremo dell’Alsazia.

Avete davvero-davvero-davvero bisogno di staccare la spina, ma non avete tempo né soldi per le Seychelles? La vostra “Cucci-cucci” vi trita le palle perché vuole un weekend romantico, ma l’idea di ostriche e champagne all’ombra della Tour Eiffel (dopo ore ed ore di shopping superfluo) non vi fa saltare di gioia? Desiderate segretamente potervi abbuffare delle più incredibili leccornie e bere di gusto, potendo poi spacciare il tutto per un “tour eno-gastronomico”, che fa tanto tanto figo?

L’Alsazia è quel che fa al caso vostro. Questa piccola regione francese è di una bellezza sorprendente, uno strano e ben riuscito miscuglio di Francia e Germania avvolta in un’atmosfera romantica e surreale.

colmar.jpgSiamo arrivati a Colmar in circa due ore di macchina, guidando anche fuori dalle autostrade, attraverso la magnifica Weinstrasse tedesca, e perdendoci intenzionalmente tra le campagne di vigneti, campi di ciliegi e prati di papaveri a perdita d’occhio.
Colmar è una piccola città di 65.000 abitanti e delizia architettonica di case antiche e coloratissime, con le travi a vista come nei libri di favole ed esplosioni di fiori sui davanzali delle finestre. Camminando per queste strade e in mezzo a questi vicoli, vi può certamente capitare di dimenticarvi del tempo che passa, immersi nei colori e nei profumi di un luogo tanto insolito e pittoresco. Tra negozi di artigianato, degustazioni di vini locali e ristoranti di cucina tipica, vi ritroverete a passeggiare nel quartiere della Piccola Venezia, dove case coloratissime e curate si affacciano e si riflettono sui canali, e dove tutto sembra godere di un’atmosfera stranamente eterea.

Colmar è stata poi una picevolissima sorpresa di sera. Tornando verso l’albergo all’uscita da un ristorante, l’abbiamo trovata stupendamente illuminata. Vicoli, monumenti e case diventano, di sera, il palcoscenico di uno spettacolare show di luci ecolmar1.jpg colori che, con l’effetto delle strade bagnate di pioggia e la quasi totale assenza di turisti, l’hanno resa tremendamente affascinante.

Il museo dedicato a Bartholdi, lo scultore della Statua della Libertà nato a Colmar, è insieme al museo Unterlinden una delle attrazioni principali della città. Ma anche il piccolo museo dei giocattoli e dei trenini può essere interessante.

Per la gastronomia, vietato non assaggiare la famosa Tarte Flambée tipica dell’Alsazia, una pasta di acqua e farina molto simile alla nostra pizza, con formaggio, pancetta e cipolle…sí, magari un po’ pesantuccia, ma deliziosa! Da provare anche le carni all’alsaziana, condite con le salse cremose tipiche di questa zona, e i vini locali tra i quali avrete l’imbarazzo della scelta. Sensazionali i dolci, ma preferisco non ripensarci!! Per la cronaca, tengo a precisare che abbiamo mangiato molto bene e speso il giusto, cosa piuttosto rara di questi tempi.

In conclusione, Colmar è decisamente una meta da considerare per un fine settimana rilassante e romantico. Se poi volete prolungare la vacanza di qualche giorno, salite in macchina e guidate verso Strasburgo, attraverso la campagna francese. Se sarete lievemente più fortunati di quanto siamo stati noi, che abbiamo incontrato piogge a dir poco torrenziali, riuscirete a vedere un’altra meraviglia di città. Ma per il resoconto su Strasburgo dovrete aspettare, ché ora ho troppe, troppe cose da fare! 😉

Link: Ufficio del Turismo di Colmar (in inglese, francese e tedesco)
Turismo in Alsazia (anche in italiano)

(Come sempre, oltre a quelle dei link già presenti nel testo, qualche foto in più la trovate su Flickr!)

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Sono Viva!

maggio 15, 2007

Non sono stata inghiottita dal terreno, solo che abbiamo un sacco di cose da fare e poco tempo e pochissima voglia di farle.

La scorsa settimana siamo andati a Colonia, Sean e il socio hanno firmato un contratto che li impegnerà per i prossimi 18 mesi. Poi siamo andati a vedere un piccolo appartamento che a loro è piaciuto parecchio, perciò hanno firmato un contratto anche per quello. Insomma, è tutto nero su bianco, non c’è più via d’uscita: per i prossimi 18 mesi torneremo ad avere una specie di relazione a distanza, mi sembra d’essere tornata ai tempi di Amsterdam. Ma non è così drammatico, dopotutto, che sarà mai! La cosa più importante per me è che i nostri progetti siano ancora vivi e che, anzi, avranno forse anche più probabilità di essere realizzati, visto che entreranno parecchi soldi in più.

Oggi partiamo e ce ne andiamo a passare il resto della settimana in Alsazia. Il tempo non è dei migliori, piove da giorni ormai, ma a noi cosa importa? Qualche passeggiata romantica sotto la pioggia non ha mai fatto male a nessuno, o no? 😉

Un saluto a tutti e scusatemi se non ho il tempo di passare dai vostri blog, ma appena torno mi rimetto in pari.

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Le Discese Ardite, e le Risalite

maggio 7, 2007

Eccomi nuovamente sotto il cielo grigio topo, con i bagagli ancora da disfare e la solita lieve nostalgia per tutti quelli che mi vogliono bene a più di mille chilometri da qui.

Sean se ne andrà alla fine del mese, io resterò qui e ci vedremo solo nei fine settimana, o quasi. Colonia ormai alle porte, la famiglia e gli amici più cari lontani, mi aspettano giorni e notti in solitudine, da queste parti. Ma non mi spaventano, sono preparata, ho anni di esperienza sulle spalle, ho l’esempio dei miei genitori che hanno fatto questa vita da sempre. Io ho cercato di sfuggire ai bagagli sempre pronti e ai continui spostamenti e ricollocamenti, ma sembra che il mio destino sia proprio questo, e dovrò fare buon viso a cattivo gioco. In fondo me la sono cercata, no? Potevo innamorarmi di un impiegato statale, trovarmelo persino nel mio quartiere, a Roma. E invece no. Vabbè, lasciamo stare.

In questo vortice di riflessioni sulla mia vita, che ormai va avanti già da un po’, mi sono improvvisamente resa conto di una cosa curiosa: la mia esistenza viene stravolta e destabilizzata a scadenze cicliche di dieci anni esatti. Spacco perfino il mese, forse l’unica cosa assolutamente precisa che sono capace di fare.
A quanto pare, ogni dieci anni, tutte le mie certezze vengono messe in discussione, le mie impalcature crollano, ed io insieme a loro. La tentazione di mollare tutto e sparire è forte, la necessità di trovare un capro espiatorio al quale addossare tutte le colpe lo è ancora di più, e mi sono accorta di averlo fatto anche stavolta, con una persona alla quale tenevo moltissimo e che mi ha delusa da morire. Ma questa è una storia lunga e complicata che non posso spiegare.

La cosa importante è che alla fine di questo travaglio, dopo aver toccato il fondo e dopo aver anche scavato un altro po’, c’è la risalita. È fatta di piccoli traguradi, di piaceri riscoperti, di amicizia e d’amore, della consapevolezza che niente deve essere mai dato per scontato, un errore che faccio spesso.

La partenza di Sean e la prospettiva di un ennesimo trasloco mi mettono in crisi, ma sto cercando di razionalizzare (cosa assai complicata, per me!). Sono nel decimo anno. Sto bene, sto molto bene, ma potrebbe essere solo l’occhio del ciclone, questo devo considerarlo.

Il titolo del post è preso da una vecchia canzone di Battisti che ascoltavo spesso nel 1987, in piena ripresa d’umore.
Nel 1997 c’era invece “Giudizi Universali” di Bersani: “Sono una nuvola, fra poco pioverà”.

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