Archive for giugno 2007

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Una curiosità

giugno 28, 2007

Abbiamo comprato noi l’unico modello al mondo di lavatrice fagocita-calze, oppure ne esistono altri esemplari in giro? No, giusto per saperlo…

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Il Pollice Verde, questo sconosciuto

giugno 25, 2007

Sono appena uscita a fumare una sigaretta (sigaretta? No, avete letto male, io ho S-M-E-S-S-O!), ma l’ho spenta praticamente subito perché faceva freddo. So di dare un dolore a quelli che, come me, detestano l’estate e vivono in Italia, perché so che in questi giorni – almeno a Roma – non si respira dal caldo, ma qui da circa tre settimane non fa che piovere e l’aria è piacevole e frizzante. Naturalmente so di essermi bruciata scrivendo queste righe, ché domani mi sveglierò con 43 gradi e mi pentirò di avervi resi partecipi della situazione climatica. E vabbe’, dai, dovere di cronaca.

In realtà, però, non direi che “piove” e basta. Se per la strada non avessi visto le scritte in tedesco e le auto targate Mannheim, avrei potuto per un attimo pensare di trovarmi da qualche parte nel Sud-Est asiatico, in pieno monsone. Roba da matti, davvero.

In ogni caso, il lato positivo, che mi sforzo sempre di trovare in ogni cosa, stavolta l’ho trovato facilmente: non devo ricordarmi di innaffiare le piante! È universalmente noto, infatti, che il mondo vegetale mi detesta. Le piante non mi sono amiche e spesso, piuttosto che vivere con me, loro si suicidano. Mia madre, donna dal pollice più verde che si possa immaginare, si rifiutava di credere d’aver concepito un essere tanto ostile alle sue amiche vegetali, e a 15 anni mi ha iniziato al giardinaggio regalandomi una serie di piante grasse. “Sono facili da accudire, crescono praticamente senza che tu te ne accorga”, mi ripeteva. Ma quando anche l’ultimo cactus è spirato, ho visto rassegnazione sul suo viso. Le piante che avevo nell’appartamento di Roma non hanno mai messo una foglia nuova in 4 anni. Ora che sono nelle sue mani, potrebbero vincere un concorso di bellezza, e mia madre pensa ancora che sia colpa mia se in 4 anni non sono cresciute, che non prestavo loro sufficienti cure.

Purtroppo sono caduta dalla padella nella brace, perché ho scelto un uomo che, dopo la genitrice, è la persona più fissata che conosca in fatto di giardinaggio. Ora, finché viveva qui 7 giorni su 7 andava tutto bene: i vasi crescevano rigogliosi e con immensa voglia di stupire! Da quando lui se n’è andato a Colonia, invece, le piante malefiche si sono messe d’accordo e hanno tirato fuori un gran numero di foglie gialle, di ramoscelli secchi, di fiori appassiti; la terra è sempre secca, non fanno altro che chiedere “ancora ancora ancora”, come se uno si dovesse ricordare quotidianamente di fornire acqua, come se non avessi altro da fare. E poi, quando vedono arrivare Sean il venerdì sera, si accasciano improvvisamente e fingono un malore, così lui corre da loro e se la prende con me, accusandomi di non averle curate abbastanza. E scoppia la lite! Insomma, inizio a pensare che le malefiche siano gelose di me e che stiano cercando di mettere zizzania tra di noi. Perciò, vai col monsone, ché se poi le sradica pure, be’, pazienza, son cose che capitano!

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L’isola felice dell’emigrante

giugno 20, 2007

Ieri sono andata con la mia amica Estelle (o forse dovrei dire Hanna?) in un negozio italiano da lei recentemente scovato. Dico “negozio” perché chiamarlo “supermercato” è fin troppo ottimista, perfino per me! Forse avete presente quei negozi che si trovano nei luoghi di villeggiatura – nei posti di mare, soprattutto – quelli che in 90 metri quadrati riescono a far entrare un numero di merce assolutamente inimmaginabile, quelli in cui trovi di tutto: dallo spillo alla schiacciasassi. Quelli, insomma.

Estelle ed io ce la tiriamo tanto preoccupandoci di far sapere al mondo intero che “qui non ci manca niente”, che c’è tutto ciò di cui abbiamo voglia/bisogno. Eppure entrando in questo piccolo, innocuo negozietto, ci commuoviamo alla vista del LysoForm, dell’Ace Gentile, della pasta d’acciughe, dei carciofini sottolio, dei biscotti da inzuppare nel latte. Vaghiamo tra gli scaffali con il nostro carrellino, le lacrime agli occhi al pensiero di un’insalata di riso degna di questo nome, la bava alla bocca immaginando già quegli strozzapreti fumanti tra onde deliziose di pomodoro e basilico, incredule davanti alla confezione da 4 di tonno Rio mare, quello che si taglia con un grissino, il che ti fa giusto venire in mente che hai una voglia incontrollabile di grissini, così scaraventi nel carrello pure quelli. Ti ritrovi ad agguantare dagli scaffali cose che a Roma non avresti mai nemmeno considerato, incantata dalla deliziosa familiarità di Kinder Brioss e Tarallucci del Mulino Bianco, scoprendo che mai come oggi hai avuto voglia di pasta e ceci. Senza parlare della sete, che presto ucciderai con quella bottiglia di acqua Ferrarelle, ché in Germania l’acqua è liscia o gassata, ma non Ferrarelle.

Sì, insomma, qui non mi manca (quasi) niente. Ma non date tutto per scontato, quando andate a far la spesa, e pensatemi la prossima volta che passerete davanti allo scaffale del sale grosso guardandolo con noncuranza! 😉

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Lunedì mattina

giugno 18, 2007

Gravissimo torcicollo in corso. Così imparo a dormire con 3 cuscini quando non c’è Sean che me li sfila da sotto la testa prima di addormentarsi anche lui.

Non sono partita, il tour fotografico purtroppo è rimandato.

Un’ultima cosa: qualcuno sa se c’è qualche strana reazione chimica tra il latte col Nesquik e l’aspirina? No, perché a me ha fatto un insolito effetto LSD e ora mi sento la testa piena di bollicine…

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Se mi lasci non vale

giugno 15, 2007

Eccomi, eccomi. Allora, la mia amica è partita ieri, il rum è finito, il portacenere l’ho svuotato, i muri e il divano ne hanno sentite così tante che hanno firmato una petizione e, a quanto pare, la prossima volta pretendono un preavviso di almeno una settimana. La settimana da simil-single è finita, stasera Sean torna da Colonia per il weekend.

Sì, lo so che non ho detto niente di Colonia, quindi vedrò di riuassumere. Abbiamo fatto il trasloco il 30 maggio, (un’esperienza fantastica: l’ascensore era fuori uso e l’appartamento è al terzo piano, senza contare la simpaticissima rampa dell’ingresso. In totale 53 scalini, sì, li ho contati) e adesso Sean vive lì con il socio. Mi piacerebbe poter dire che è tormentato all’idea di tornare a casa e non trovarmi, che lascerebbe tutto domani stesso perché si è reso conto che senza di me non riesce nemmeno a respirare, ma la verità è che questo lavoro gli piace così tanto che torna a casa saltellando, e questo per me è sufficiente. Credo che mi rassegnerò all’evidenza: tutto sommato respira anche senza di me, purtroppo! 😀 Scherzi a parte, sto cominciando a pensare seriamente di lasciare Mannheim, o almeno sto prendendo in considerazione l’idea. (E qui scende un lacrimone…)
In ogni caso, è probabile che io riparta con loro domenica sera e resti lì la prossima settimana, così magari mi vado anche a fare un tour fotografico con il socio, ché ne ho bisogno!

Vi aggiorno.

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Avviso ai Naviganti

giugno 11, 2007

Impossibilitata scrivere nuovo post, nonostante numerose vicende da raccontare – STOP

Impegnata in gloriose pulizie di tarda primavera causa visita di migliore amica dall’Italia – STOP

Previsione di divertente settimana da simil-single come vecchi tempi, Cuba Libre come se piovesse – STOP

Avventuromi in auto tra un’ora in quel di Baden-Baden per prelevare amica in aeroporto – STOP

Nel caso di mancato post entro venerdì sera, pregovi inviare soccorsi – STOP