Archive for agosto 2007

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Blumen? Sì, grazie!

agosto 31, 2007

blumen.jpg Spesso, guidando sulle strade statali, mi capita di vedere questi cartelli: Blumen – selbst schneiden, selbst bezahlen. “Fiori da recidere e pagare da sé”. Non mi ero mai fermata, ma mi ero sempre chiesta come funzionasse la cosa, e finalmente domenica ho soddisfatto la mia curiosità. Piuttosto ovvio, certo, visto che non sono altro che dei campi coltivati a fiori nei quali si può andare, prendere in prestito l’apposito coltellino appeso all’apposita catenella (nella foto, vicino alle frecce), recidere il numero di fiori desiderato, tornare all’ingresso e pagare il dovuto inserendo i soldi nel contenitore (nella foto, sempre dove indicato dalle frecce!). In questo caso il campo era coltivato a gladioli (Gladiolen – ma allora ha ragione mio padre che per parlare tedesco basta aggiungere un -EN alla fine di ogni parola?) e girasoli, 60 centesimi al pezzo, un prezzo decisamente onesto. Non fa una piega.

Nella mia bieca mentalità italiana, però, che di tanto in tanto fatica a restarsene a cuccia, non mi appariva troppo chiaro il “Selbst bezahlen”, il pagare da sé. Perché questi campi sono aperti al pubblico giorno e notte, e non c’è nessuno a controllare che i fiori vengano effettivamente pagati. Così chiedo a Sean: “Quindi, volendo, chiunque può venir qui, prendersi i fiori e andarsene senza pagare! È rischioso!”. E lui, con la solita espressione che gli viene sulla faccia quando la mia italianità mi fa aprire la bocca dandole fiato, mi risponde: “Scherzi, è disonesto! Se fosse così non ci sarebbero più i campi di fiori!”.

Naturalmente è come dice lui, e giuro che nemmeno per un secondo ho pensato di poter andare via senza aver pagato. Però mi sono detta: magari esistono anche in Italia cose del genere, magari sono io che non le ho mai viste. Ho cercato di immaginare tutto questo sul suolo italiano, e la mia mente si è quasi rifiutata di farlo. Mi sembra perfino d’averla sentita ridere di me, la mia mente. Del resto, come darle torto? Tanto per cominciare, quei due coltellini da prendere in prestito sparirebbero misteriosamente nel giro di 24 ore. E poi ve lo immaginate il vuoto spaventoso che riecheggia nella cassa? Naaa, niente fioristi fai-da-te in Italia! E che nessuno provi a dirmi che non sarebbe così. Ché fiduciosi va bene, ma visionari no!

Dice: ma possibile, però, che i tedeschi siano tutti così disgustosamente onesti? Certo che no, non si può mica fare di tutta l’erba un fascio, né di tutti i fiori un mazzo, come in questo caso! Infatti il monito campeggia minaccioso proprio sul cartello all’ingresso: Nur bezhalte Blumen bringen Freu(n)den, che con un gioco di parole avvisa che solo i fiori pagati portano amici e felicità.

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Come mi sento oggi

agosto 26, 2007

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Pablo Neruda

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Eulinx in cucina – meme

agosto 16, 2007

Qualche settimana fa Isa mi ha passato il testimone per un meme. Si tratta di fotografare e descrivere la propria cucina e soprattutto quel che c’è dentro.

Io, come del resto la stessa Isa, i meme non li amo particolarmente, ma a questo non posso dire di no perché mi diverte l’idea di farvi entrare per qualche minuto nella mia cucina, che adoro!

meme.jpgPer prima cosa c’è il mio fantastico piano cottura, tecnologico da far spavento! Trattasi, infatti, di piastra ad induzione, uno degli acquisti migliori mai fatti. La scelta di questo tipo di piastra, in realtà, deriva dal fatto che io sono negata nell’uso delle piastre elettriche, diffusissime in Germania a causa della mancanza di condutture di gas negli edifici privati. Con le piastre elettriche, quando cerchi di passare dalla temperatura “vivace” a quella “dolce”, devi calcolare circa cinque minuti, giusto quel che basta per fare di una carbonara una frittata di pasta e pancetta. La cottura a induzione, invece, è molto più simile al gas, ciò significa che quando abbassi “la fiamma”, quella si abbassa subito, evitandoti noiosi travasi di bile. In più con questo tipo di cottura si risparmia una quantità incredibile di energia. Basti pensare che per far bollire una pila con 4/5 litri d’acqua servono circa 5 minuti. Questi sono i pro. I contro sono pochi, uno solo in verità: i costi. Questa chiccheria l’abbiamo pagata come metà dell’intera cucina, e poi bisogna anche ricomprarsi praticamente tutte le pentole, perché questo tipo di piastra funziona solo con le pentole dal fondo in ferro (che costano cifre assurde!).

meme1.jpg Poi c’è la piastra per toast e waffel. Mia adorata, come farei senza di lei? Solo a guardarla mi viene fame. Sì, perché io sono una fissata con toast e panini e se potessi mi nutrirei solo ed esclusivamente così. Ai waffel ci pensa Sean, di solito dopo cena. Caldi caldi con la nutella, o anche solo con una spolverata di zucchero e cannella. Una mazzata! 🙂

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Questa è solo una parte della mia collezione di tè. Ce n’è per tutti i gusti: il tè, a differenza del caffè, mi piace da morire. E a causa di questa passione, ne ho acquistata un’altra, quella per le tazze.meme3.jpg Ne ho tante, tantissime, alcune ancora a Roma per ragioni di spazio e di trasporto.

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Infine le mie spezie. Anche qui, solo una parte, fotografarle tutte è impossibile. Mi piace molto usare le spezie in cucina, specie quelle piccanti. Peperoncino, curry, Tabasco: non posso farne a meno. C’è anche una “mistura mortale”, come la chiama Sean (che non ama i cibi piccanti), una polvere di peperoncini misti acquistata a Roma in un negozietto indiano. Il proprietario del negozio ha cercato di dissuadermi dal comprarla, ché secondo lui non è adatta agli europei. Io ne vado pazza, la metto ovunque e già tremo all’idea che un giorno finirà!

Dunque, grazie Isa per avermi dato l’occasione di farvi entrare nella mia cucina. Non amo passare la palla ad altri, ma non nego la gran curiosità di sbirciare nelle cucine di Dioniso, Azathoth e Düss! Fate voi 😉

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Il concetto di tempo a 5 anni

agosto 10, 2007

Una mattina d’estate.

Nipote di Eulinx: Zia, vuoi fare un giro sulla mia macchina del tempo?

Eulinx: Con piacere! Dove andiamo di bello?

Nipote di Eulinx: Facciamo un giro negli anni 60.

Eulinx: Fantastico, ho sempre desiderato fare un giro negli anni 60!

Nipote di Eulinx (mentre programma la macchina del tempo): Zia, ma tu quando eri piccola li hai mai visti i dinosauri?

Eulinx: Ehm…non esattamente.

Nipote di Eulinx (dopo qualche secondo di silenzio): E le piramidi d’Egitto c’erano già quando eri piccola tu?

Eulinx: Che ne dici di un gelato, bello di zia?