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Di Turbolenze e di altre Catastrofi

dicembre 5, 2007

Sono tornata a Roma. Per l’occasione lo schermo del pc dei miei si è tinto di un bel rosa pallido, chissà se vuol comunicarmi qualcosa.

Sono stanca stanca, ma non ho un briciolo di sonno. Adesso che sono qui nella mia vecchia camera da letto continuo a pensare a cosa farò e chi sarò e quando sarò e con chi sarò. Sì, lo scopriremo solo vivendo. Il caro Lucio in queste occasioni torna vivo e tremendamente indispensabile nella mia vita.

Alla veneranda età di 34 anni mi ritrovo ancora in questa stanza, con qualche pelouche superstite al bordo del letto e le foto di un’altra vita appese alle pareti. C’è una ragazza di 21 anni che mi guarda sorridente abbracciata al suo primo amore – altro pietoso fallimento – e che sembra volermi dire “te l’avevo detto, io”. Detesto quelli che hanno sempre ragione.

Ho poche certezze nella mia vita. Poche, solide isole piene di sole alle quali, però, sembro tornare sempre nuotando fino allo stremo, anziché a bordo di uno yacht come vedo fare nella vita inamidata di altre persone, se capite cosa intendo. Ci pensavo in aereo oggi pomeriggio, tra una turbolenza e l’altra, con un occhio falsamente disinteressato alle norme di sicurezza nella tasca del sedile di fronte. Che poi io da sempre mi chiedo: ma perché gli omini delle norme di sicurezza hanno sempre quell’aria serafica e rilassata? Non sarebbe invece il caso di disegnarli, se non addirittura in preda al panico, almeno con la loro bella nuvoletta che dice “Ma porca di quella zozza infame, stiamo per schiantarci al suolo e non ci riconosceranno nemmeno col test del DNA!”, oppure, che so: “Fanculo, me lo sentivo che era meglio andare in vacanza a Trovajanica!”. Macché, loro se ne stanno lì, perfettamente sicuri di sé e in pieno possesso delle loro facoltà mentali. Respirano in tranquillità dalla loro brava mascherina per l’ossigeno – coprendo naso e bocca – indossano il giubbotto salvagente posto sotto il sedile sotto di loro, si tolgono le scarpe e…splash! si tuffano agilmente in mare dagli scivoli d’emergenza. La cosa più drammatica che sembra passargli per la testa è “Ohibò, stiamo precipitando. Che disdetta!”. Non so, non mi trasmettono sicurezza. Trovo che sarebbe più credibile un omino dalla faccia terrorizzata che non ricorda più se il salvagente è sotto il proprio sedile o sotto quello di fronte, che dimentica di togliersi le scarpe col tacco prima di fare spalsh! dallo scivolo gonfiabile, o che, in preda al panico da depressurizzazione, se ne sbatte delle maschere d’ossigeno e urla disperatamente “MORIREMO TUTTI!!!!”. Che poi è la verità, mera e semplice. Moriremo tutti. Sarà per questo che vale la pena di vivere come se fosse sempre l’ultimo giorno?

Chiaro, ho divagato, e neanche di poco. Delle mie solide certezze vi racconto domani, ché adesso un po’ di sonno mi è venuto. Ciao.

26 commenti

  1. Quando lo schermo del PC diventa rosa pallido non è un bel segno, significa che Alitali ha dimenticato di accendere i motori prima di partire!😀

    ahahaha😀 bellissima la descrizione dello scivolo, sembra sempre che dalle istruzioni l’aereo cada in mare. Da Dusseldorf a Torino di mare non ne ho visto molto quindi, se si schianta su una montagna caxxo me ne faccio del salvagente? Dove sono le picozze e le corde, sotto quale sedile?😐

    Bentornata in Italia!😀


  2. La descrizione dell’omino delle norme di sicurezza è fenomenale.
    Anch’io l’ho pensato, ma il peggio è quando l’hostess prova a spiegare cosa fare… il mio unico pensiero è ‘se precipita l’aereo sulla terra che me ne faccio del giubotto gonfiabile??? e poi in pochissimi secondi riuscirò a ricordarmi tutto???’😐

    A parte le divagazioni sull’aereo, anch’io odio le persone che hanno sempre ragione e io non sai quante volte ho avuto ragione su di me e quante volte non ho seguito la ragione ma l’istinto… però non mi son mai pentita e forse l’importante alla fine è questo.
    Non chiamare fallimento l’essere tornata nella tua stanza con alla parete un’altra vita.
    Il fallimento sarebbe stato non essere mai partita.

    Cmq se può consolarti, io non ho più nemmeno una stanza dove tornare se D. mi butta fuori di casa😦
    La mia stanza non esiste più, o meglio, ora è la futura stanza degli eventuali figli di mia sorella e forse è meglio così🙂
    Forse… però, ammetto che sapere che un posto per me dai miei, nella mia vecchia casa, c’era sempre mi dava un certo senso di sicurezza, ora so che devo e dovrò solo contare su me stessa, senza rete di salvataggio.🙂

    In bocca al lupo Eulinx, vedrai che quella ragazzina di 21 anni non aveva ragione!!🙂


  3. Se non togli le scarpe col tacco non fai splash sullo scivolo ma pssssst!😉

    Gli altri sembrano sempre a bordo di uno yacht, ma secondo me è a pedali…🙂


  4. inevitabile pensare a ‘fight club’, alla sostituzione delle norme di sicurezza rappresentate da figure serafiche – sterili – con norme più realistiche e volti terrorizzati.
    invece le saponette fatte con la ciccia scartata dalla clinica di chirurgia estetica sono una buona idea, ma non c’entrano molto col post.

    la traversata della vita in yacht deve essere una barba allucinante. vuoi mettere il brivido di attraversare le acque tormentate di un oceano in tempesta a bordo di un pedalò?


  5. Eulinix je fa un baffo alla ventunenne che sembra aver sempre ragione.
    Bentornata in questa folle Italia!


  6. buonanotte, un abbraccio


  7. …ma lo sai ke il mezzo di trasporto piu sicuro è proprio l’aereo!!! …il piu pericoloso è il treno!!!

    per le immagini dei depliant illustrativi per “salvarsi il kulo” tutte sorridenti e tranquille, è alla base della teoria del DON’T PANIC della GuidaIntergalatticaPerAutostoppisti ..ah ah😛

    BuenaVida


  8. […] il post di Eulinx, ho pensato che forse è perché ultimamente mi è venua a mancare quella rete di protezione che […]


  9. Ciao cara ex vicina. Abbandonato il progetto di vederci nel Baden-Wuerttemberg dovremo ora tentare di vederci a Roma😉 Magari nel periodo natalizio.
    Scherzi a parte, hai scritto un post molto bello. Fa ridere e riflettere molto.
    Io ho appena sostenuto un lungo volo di cui racconto le vicende sul mio blog. Le tue riflessioni sui voli mi hanno quindi trovato molto recettivo.
    Un abbraccio.


  10. iniziare da capo è molto difficile.

    domanda invadente: non potevi/volevi continuare a vivere in Germania, e lavorare li?

    un caro saluto


  11. È inspiegabile il fatto che fra le dotazioni d´emergenza non siano compresi il rossetto e un buon repellente per squali e zanzare


  12. Bentornata a casa


  13. ecco io poi arrivo alla fine dei post e devo fare le domande semplici e scontate e che magari uno non vorrebbe fare. ma sei tornata a Roma per Natale o per un periodo più lungo?


  14. Ciao Cara

    Un saluto al volo dalla tua Estelle.
    Spero tanto di sentirti quando torni da Roma, o se mi dai il tuo numero magari un giorno ti faccio un trillo lí da te, Frederik permettendo ;)))
    A presto


  15. Ciao! Noi siamo sempre qui a Roma, sai. Di gelati forse non è più stagione, ma un té turco con torta… O magari un kebab a via Cardano (nostro fornitore di fiducia, fino all’apertura del nostro negozio), visto che ricordo che sei amante del genere.
    Baci


  16. Ciao Eulinx,
    … che dire… ho 34 anni e … sono in Germania da una settimana! Si, per amore, si, ho lasciato un posto di lavoro sicuro, no, come te non spiccico una parola di tedesco e… ti ho sempre letto da Milano ed ora mi trovo dall´altra parte delle Alpi. Ho la tua etá ed un mondo di incertezze per la testa che, ovviamente, prima di venire qui non si erano minimamente presentate nella mia incoscente testolina.
    Non chiudere il blog, per favore. Mi mancheresti!


  17. Mi hai fatto morire dal ridere… ho un amico steward, che lavora principalmente su linee intercontinentali, che racconta le stesse cose: si sente molto scemo quando deve “mimare” come mettersi la mascherina e il resto… e finisce sempre dicendo: tanto se cade l’aereo, si muore e basta.
    La ragazza della foto non ha certo vissuto le belle cose che hai vissuto tu. Il resto è esperienza. Purtroppo sono le cose più dolorose, quelle che fanno crescere. Le vite inamidate non sono vere vite, guarda a cosa devono ricorrere per fingersi felici.
    E si dovrebbe fare come dici… “vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo”. Quante occasioni si prenderebbero al volo, e quante puttanate inutili si butterebbero nel cesso. Tirando la catena. E un sospiro di sollievo!
    In ogni caso, ci sono giorni in cui non si riesce proprio a ragionare razionalmente. Ci sono giorni in cui tutto è così confuso. Come quando si sta completando un difficile puzzle e qualcuno urta il tavolo facendoti ricominciare a comporlo da capo… Ti scoraggi, ma poi – se ci tieni – ti rimbocchi le maniche e riparti. Secondo me, tu sei una che ci tiene!😀 Un abbraccio


  18. Boh! Secondo me è caduta con l’aereo! Magari un improvviso ennesimo sciopero Alitalia e il pilota ha lasciato l’aereo!😀


  19. Solo un saluto.
    Paka Rago


  20. Auguri carissima Eulinx!😀


  21. Forse gli omini stilizzati hanno una seconda vita, oltre quella professionale che traluce dai fogli plastificati infilati nei sedili. forse possono morire infinite volte. e allora noi non dovremmo imparare da loro?


  22. schermo rosa?
    chiaro, il monitor e incinto, aspetta una monitorina.


  23. …per dire.


  24. mi piace lo stile come scrivi! sei molto simpatica!
    stavo cercando un sito che mi illuminasse su come mettere una inserzione in Germania, a Monaco, und….ich habe diich gefunden!!!
    se ti va scrivimi, hai il mio ind.email.ciao!


  25. Ciao cara Barbara
    Ebbene si…Modestia a parta posso ben dire dalla mia veneranda età: sono solo 72 fra 3 mesi, quindi arietina e pensare; sembra ieri quando correvo incosciente appresso alle farfalle, ai maiali, alla miseria che ho subito…(non doveva essere così perché, figlia di famiglia agiatissima, poi le madri si mangiano tutto e diventi miserella seppure non di Assisi. Meglio dire le cose come sono e non esagerare con i termini: se c’è vita, ci sarà il proseguo eppoi se ne potrà a ragione parlare- discutere. Ragazze…il bello della vita è prendersi tempo: solo dopo ci si rende conto che non è mai abbastanza. Un abbraccio da Angela Putzulu – pittrice scrittrice


  26. …Avevo ragione quando ho risposto alla tua battuta, poi è successo che…non hai neppure capito il senso. Questo per dire che altri, migliori o peggiori di noi, hanno bisogno di dire la loro: quindi ascoltare tutti con modestia e rispetto. Se sei entrata nel mio blog con ” Andata e ritorno dalla Germania” ( per comoda convenienza… io non l’avrei fatto mai, ma va bene lo stesso) a parte questo, sono rientrata da poco da Saarlouis – De -per una mia Mostra Personale; pensa, ciò avviene dal ‘lontano’ 1974(io lo posso dire!,ne convieni?…)ovvero, quando il Femminismo impazzava ed io ‘Creavo’ dallo ” STUDIO COSMO MITOLOGICO a forme FANTASCIENTIFICHE”-Donna gatta -Donna serpente -Donna giumenta -etc – poiché non apprezzavo quel certo modo di fare e dire, e riequilibrare idealmente la situazione brutale -seppure ci abbiamo quadagnato in appresso per libertà e costume. Forse. Ok? P.S. ” Zeo cherzo faeddare a ici e la linba no este tropeia con limba estranza…Parlo 5 meno che l’inglese corrente… Angela Putzulu Ciao barbara



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