Archive for the ‘Ai confini della realtà’ Category

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Che anno è?

febbraio 15, 2008

Perchè sui giornali e in tv negli ultimi giorni si fa un gran parlare dell’abolizione della legge sull’aborto? Ma non siamo nel 2008? Oddio, ora esce fuori che siamo nel 1974 e che io ho di nuovo esagerato con l’LSD…

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Succede di Notte

febbraio 12, 2008

Di tanto in tanto mia sorella lascia il mio nipotino a dormire qui con me. Di sera la peste si trasforma, come per magia, in un bambino che a tratti definirei perfino calmo, ma sempre tremendamente adorabile. Dopo cena ci laviamo i denti, ci mettiamo il pigiama, uniamo i letti e ci mettiamo sotto il piumone a leggere insieme una storia. Gli piacciono le storie di fantasmi, di castelli stregati e di mostriciattoli, ma poi…

Ore 04.12.

Nipote di Eulinx: Zia? Zia?

Eulinx (trafelata e con i capelli a raggiera) : Sì?  Che è successo? Ti senti male? Hai sete? Devi fare pipì?

Nipote di Eulinx (col mento tremolante che trasforma i cuori di pietra in cuori di panna):  No. Ma ho fatto un sogno bruttissimo. Posso venire più vicino a te?

Eulinx: Ma certo, cucciolo. Dimmi, cosa hai sognato?

Nipote di Eulinx: Non mi ricordo bene, ma c’era il mostro a tre teste e anche il mostro succhiasangue.

Eulinx: Santo cielo, sarà stato un sogno terrificante, allora!

Nipote di Eulinx (sull’orlo delle lacrime): Sì, mi sono messo proprio paura.

Eulinx: Ma lo sai, no, che i sogni sono solo delle immagini e che non esistono davvero. E’ come quando guardi la tele. I mostri che vedi nei cartoni sono solo disegni, mica esistono veramente.

Nipote di Eulinx (dopo qualche secondo di riflessione): Comunque, zia, alcuni mostri esistono davvero. Per esempio, il mostro a tre teste si sa che è finto, ma il mostro succhiasangue esiste veramente. Secondo te dove abita il mostro Succhiasangue?

Eulinx (tra sé e sé): Ad Arcore? Mmmhh… (poi abbracciando il nipotino): Ma no che non esiste, te lo assicuro, fidati di me. Dormiamo adesso, che è tardi.

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Di Turbolenze e di altre Catastrofi

dicembre 5, 2007

Sono tornata a Roma. Per l’occasione lo schermo del pc dei miei si è tinto di un bel rosa pallido, chissà se vuol comunicarmi qualcosa.

Sono stanca stanca, ma non ho un briciolo di sonno. Adesso che sono qui nella mia vecchia camera da letto continuo a pensare a cosa farò e chi sarò e quando sarò e con chi sarò. Sì, lo scopriremo solo vivendo. Il caro Lucio in queste occasioni torna vivo e tremendamente indispensabile nella mia vita.

Alla veneranda età di 34 anni mi ritrovo ancora in questa stanza, con qualche pelouche superstite al bordo del letto e le foto di un’altra vita appese alle pareti. C’è una ragazza di 21 anni che mi guarda sorridente abbracciata al suo primo amore – altro pietoso fallimento – e che sembra volermi dire “te l’avevo detto, io”. Detesto quelli che hanno sempre ragione.

Ho poche certezze nella mia vita. Poche, solide isole piene di sole alle quali, però, sembro tornare sempre nuotando fino allo stremo, anziché a bordo di uno yacht come vedo fare nella vita inamidata di altre persone, se capite cosa intendo. Ci pensavo in aereo oggi pomeriggio, tra una turbolenza e l’altra, con un occhio falsamente disinteressato alle norme di sicurezza nella tasca del sedile di fronte. Che poi io da sempre mi chiedo: ma perché gli omini delle norme di sicurezza hanno sempre quell’aria serafica e rilassata? Non sarebbe invece il caso di disegnarli, se non addirittura in preda al panico, almeno con la loro bella nuvoletta che dice “Ma porca di quella zozza infame, stiamo per schiantarci al suolo e non ci riconosceranno nemmeno col test del DNA!”, oppure, che so: “Fanculo, me lo sentivo che era meglio andare in vacanza a Trovajanica!”. Macché, loro se ne stanno lì, perfettamente sicuri di sé e in pieno possesso delle loro facoltà mentali. Respirano in tranquillità dalla loro brava mascherina per l’ossigeno – coprendo naso e bocca – indossano il giubbotto salvagente posto sotto il sedile sotto di loro, si tolgono le scarpe e…splash! si tuffano agilmente in mare dagli scivoli d’emergenza. La cosa più drammatica che sembra passargli per la testa è “Ohibò, stiamo precipitando. Che disdetta!”. Non so, non mi trasmettono sicurezza. Trovo che sarebbe più credibile un omino dalla faccia terrorizzata che non ricorda più se il salvagente è sotto il proprio sedile o sotto quello di fronte, che dimentica di togliersi le scarpe col tacco prima di fare spalsh! dallo scivolo gonfiabile, o che, in preda al panico da depressurizzazione, se ne sbatte delle maschere d’ossigeno e urla disperatamente “MORIREMO TUTTI!!!!”. Che poi è la verità, mera e semplice. Moriremo tutti. Sarà per questo che vale la pena di vivere come se fosse sempre l’ultimo giorno?

Chiaro, ho divagato, e neanche di poco. Delle mie solide certezze vi racconto domani, ché adesso un po’ di sonno mi è venuto. Ciao.

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Il Pollice Verde, questo sconosciuto

giugno 25, 2007

Sono appena uscita a fumare una sigaretta (sigaretta? No, avete letto male, io ho S-M-E-S-S-O!), ma l’ho spenta praticamente subito perché faceva freddo. So di dare un dolore a quelli che, come me, detestano l’estate e vivono in Italia, perché so che in questi giorni – almeno a Roma – non si respira dal caldo, ma qui da circa tre settimane non fa che piovere e l’aria è piacevole e frizzante. Naturalmente so di essermi bruciata scrivendo queste righe, ché domani mi sveglierò con 43 gradi e mi pentirò di avervi resi partecipi della situazione climatica. E vabbe’, dai, dovere di cronaca.

In realtà, però, non direi che “piove” e basta. Se per la strada non avessi visto le scritte in tedesco e le auto targate Mannheim, avrei potuto per un attimo pensare di trovarmi da qualche parte nel Sud-Est asiatico, in pieno monsone. Roba da matti, davvero.

In ogni caso, il lato positivo, che mi sforzo sempre di trovare in ogni cosa, stavolta l’ho trovato facilmente: non devo ricordarmi di innaffiare le piante! È universalmente noto, infatti, che il mondo vegetale mi detesta. Le piante non mi sono amiche e spesso, piuttosto che vivere con me, loro si suicidano. Mia madre, donna dal pollice più verde che si possa immaginare, si rifiutava di credere d’aver concepito un essere tanto ostile alle sue amiche vegetali, e a 15 anni mi ha iniziato al giardinaggio regalandomi una serie di piante grasse. “Sono facili da accudire, crescono praticamente senza che tu te ne accorga”, mi ripeteva. Ma quando anche l’ultimo cactus è spirato, ho visto rassegnazione sul suo viso. Le piante che avevo nell’appartamento di Roma non hanno mai messo una foglia nuova in 4 anni. Ora che sono nelle sue mani, potrebbero vincere un concorso di bellezza, e mia madre pensa ancora che sia colpa mia se in 4 anni non sono cresciute, che non prestavo loro sufficienti cure.

Purtroppo sono caduta dalla padella nella brace, perché ho scelto un uomo che, dopo la genitrice, è la persona più fissata che conosca in fatto di giardinaggio. Ora, finché viveva qui 7 giorni su 7 andava tutto bene: i vasi crescevano rigogliosi e con immensa voglia di stupire! Da quando lui se n’è andato a Colonia, invece, le piante malefiche si sono messe d’accordo e hanno tirato fuori un gran numero di foglie gialle, di ramoscelli secchi, di fiori appassiti; la terra è sempre secca, non fanno altro che chiedere “ancora ancora ancora”, come se uno si dovesse ricordare quotidianamente di fornire acqua, come se non avessi altro da fare. E poi, quando vedono arrivare Sean il venerdì sera, si accasciano improvvisamente e fingono un malore, così lui corre da loro e se la prende con me, accusandomi di non averle curate abbastanza. E scoppia la lite! Insomma, inizio a pensare che le malefiche siano gelose di me e che stiano cercando di mettere zizzania tra di noi. Perciò, vai col monsone, ché se poi le sradica pure, be’, pazienza, son cose che capitano!

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La Via Crucis

aprile 10, 2007

In Germania le feste di Pasqua iniziano il venerdì santo. Forse è per questo che mi sembra siano durate un secolo, non ne potevo più, ma finalmente ce l’abbiamo fatta! Giornate splendide, sole, caldo. In TV i soliti film di Pasqua: ma quanto “Ben Hur” può sopportare un essere umano nell’arco della propria esistenza? Un paio di serate con gli amici, niente di che.
Avessi almeno ingerito grassi saturi e carboidrati in quantità industriali…macché, nemmeno la soddisfazione di un pranzo coi fiocchi, di quelli che ti servono tre ore per riuscire ad alzarti dalla sedia e due giorni per digerire tutto. Invece mi sono dovuta accontentare dell’insalata di pasta della suocera #2, bella scotta e galleggiante nella maionese. Per me una porzione piccina piccina, per favore, ché non ho tanta fame adesso…no, grazie, il pane all’aglio spalmato di burro l’ho già preso, una fetta sola mi basta…sai, la dieta…no, è che cenare alle quattro e mezza del pomeriggio, non so, ancora non mi viene…oh ma che buona questa insalata di pasta…sì, sì, proprio come la facciamo noi in Italia…uguale uguale…

Insomma, la pasquetta dalla suocera #2 non è il massimo, nella vita. C’era pure tutto l’albero genealogico al completo, prima, seconda e terza generazione. Mi sono divertita quasi come quando sbatto l’alluce scalzo alla gamba del letto. Ma su, è finita. Le prossime feste comandate sono quelle di Natale, giusto??

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Per chi crede di averle sentite già tutte

febbraio 15, 2007

koenig.jpgForse non tutti sanno che in Germania il carnevale è una festa molto sentita. Ci sono città, come Colonia, per esempio, in cui il giorno di martedì grasso scuole e uffici restano chiusi per dare la possibilità a tutti di festeggiare come si deve (carri, balli e tutte quelle altre amenità che personalmente detesto con tutto il cuore).

Qui a Mannheim stanno già allestendo il necessario per una festa coi fiocchi, della serie “ogni occasione è buona per fare caciara” e del resto, quale occasione migliore del carnevale??

Ora, c’è chi l’avrà già capito, c’è chi farà finta di non aver capito, ma c’è anche chi si starà ancora chiedendo cosa sia la figura qui a sinistra. Ebbene sì, trattasi di maschera carnevalesca per pene umano! Scaricabile dal sito della Durex, si ritaglia con le forbici come indicato dalla figura e si applica sull’ignaro interessato. E che diamine, finalmente qualcuno ha pensato anche a loro, povere creature da sempre escluse da questa festa tanto allegra! Io ho scelto questa deliziosa maschera da sovrano, ma sul sito ce n’è per tutti i gusti: dallo smoking raffinato, al classico cowboy. Riuscirò a convincere Sean ad indossarla per il nostro privatissimo martedì grasso? 😀

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È arrivata la Bufera!

gennaio 18, 2007

storm.jpgOre di allarme, da queste parti. L’Uragano Kyrill sta per bussare alle porte dei tedeschi e temo anche alla mia! Nel pomeriggio sono previsti venti che soffieranno a 150-180 km/h. Il piccolo aeroporto di Mannheim è stato chiuso, le scuole sono chiuse, le sirene dei pompieri non fanno che risuonare da stamattina: c’è davvero aria di tempesta.

Noi viviamo in una mansarda e, se fino a ieri sera pensavo fosse mooolto romantico il rumore della pioggia che batte sul tetto e sulle finestre, da ieri notte ho cominciato a cambiare idea! Abbiamo portato dentro tutte le piante che erano sul terrazzo e ho accompagnato Sean al lavoro in macchina perché avevo paura che andando con la bici l’avrei ritrovato a fare rafting sul Reno o sul Neckar! Ora mi preparo una bella tazza di tè e mi metto in salotto a pregare che non si verifichino danni, ché dopo i conti da pagare che ci sono arrivati questa settimana, ci manca solo questo! Bis Bald (spero!) 🙂