Archive for the ‘Vita da Blogger’ Category

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Avviso ai naviganti II

febbraio 29, 2008

Ho avuto dei problemi “tecnici” e pratici con il blog. Da oggi in poi alcuni post saranno protetti da password, altri non lo saranno. Visto che si tratta della mia vita e dei miei fatti personali, e in qualità di autrice unica di questo spazio, mi riservo il diritto di esercitare un semplice e per me insolito vantaggio: la dittatura!

Chi volesse accedere ai vecchi e ai futuri articoli privati, può lasciare un commento a questo post o scrivermi una e-mail. Una volta che avrò sguinzagliato i cani, che vi avrò perquisiti e sarò sicura che non portate con voi microspie, vi invierò una password. (Alcuni di voi, naturalmente, l’avranno anche senza chiederla, ci siamo capiti!) 😀

Ringrazio di cuore Duss e Gidibao per avermi aiutata a risolvere la spinosa questione. Senza di loro questo blog sarebbe andato incontro a morte certa. Baci 😉

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Diario dall’esilio:

febbraio 25, 2008

Giorno 52.

Mi trovo ancora nella landa desolata. E stasera, per giunta, inizia il Festival di San Remo. Ma che ho fatto di male??

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Viva e vegeta. Più vegeta, però.

gennaio 29, 2008

Insomma, che vogliamo fare con questo blog? Gli diamo un tubetto di barbiturici e lo lasciamo morire da diva? Ma no, no, ho solo bisogno di un po’ di tempo per ricordarmi come si scrive. Che nelle ultime settimane ho fatto fatica anche a ricordarmi come respirare, figuriamoci mettere insieme un mucchio di frasi di senso compiuto.

Sono tornata da Mannheim da una decina di giorni, e subito sono stata stesa da una brutta influenza che mi porto ancora dietro. L’untore è mio nipote, 6 anni e non sentirli. Vorrei avere io tutta l’energia che ha lui, che con 40 di febbre riesce ancora a saltellare come una cavalletta. Comunque.

Mi trovo in questa landa desolata da dieci giorni, e mi sembrano già dieci mesi. Rimango a tempo indeterminato e – sia chiaro – contro la mia volontà! Mi sto informando per seguire un corso di fotografia, qualcosa che non prosciughi del tutto le mie già pietose finanze, ma che allo stesso tempo mi dia la possibilità di farmi un po’ le ossa in questo campo. Devo riabituarmi ad un sacco di cose, specie quelle che davo per scontate. E’ dura, ma ce la devo fare. E ce la farò.

Cercherò di aggiornare il più possibile, non è facile tenere vivo un blog quando l’autrice per prima non si sente viva! Piano piano tornerò la Eulinx di sempre, o almeno lo spero. Un abbraccio fortissimo a tutti voi, e a uno in particolare. 🙂

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Auguri

dicembre 24, 2007

Non sono buone giornate per me. Scusate l’assenza dal mio e dai vostri blog.

Auguro a tutti voi un Natale più sereno del mio, di cuore. A presto.

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Tre anni e non sentirli

dicembre 1, 2007

Questo blog ufficialmente compie oggi tre anni. In queste ultime settimane non so più quante volte sono stata sul punto di scrivere l’ultimo post e dire sayonara a tutti, ma non riesco proprio a farlo. Amo questo piccolo mondo, amo questa “comunità”, adoro aprire questa piccola finestra su di me e respirare a pieni polmoni le mie emozioni che mi guardano da qui, nero su bianco, come se non le avessi nemmeno scritte io.

Grazie a tutti quelli che passano di qui, grazie a tutti i nuovi amici che ho guadagnato in queste pagine virtuali, grazie agli amici vecchi che leggono le mie avventure da 1200 km di distanza, grazie a tutti quelli che mi hanno scritto in privato chiedendo consigli e opinioni sulla Germania, o anche solo per dire “ciao”. Quante belle emozioni in questi 3 anni! 🙂

No, non ci penso proprio a chiudere. La mia creatura ha ancora bisogno di me. O meglio, io ho ancora bisogno di lei, ma fa lo stesso. A presto.

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E poi?

ottobre 18, 2007

Quando ho iniziato a scrivere questo blog non avevo idea di che piega avrebbe preso. Volevo raccontare le mie esperienze in Germania, ma volevo anche raccontare me stessa, scrivere qualcosa che avrei riletto volentieri a distanza di tempo, esorcizzare i casini quotidiani con un tono ironico, per poterci ridere sopra e sdrammatizzare tutto. Di certo non mi sarei mai aspettata di trovare proprio qui degli amici, e meno che mai dei confidenti. Proprio io che ho tanta difficoltà a fidarmi delle persone che non conosco, forse grazie a questo schermo di protezione che ho davanti agli occhi, ho chiacchierato, scherzato e mi sono commossa leggendo le vostre vite e le vostre giornate. Devo ringraziare ogni singola persona che è passata di qui e ha lasciato una traccia del proprio affetto nel post precedente. Ho letto e apprezzato ogni commento, ho preso in considerazione ogni consiglio, mi sono rallegrata nel sapere che così tante persone hanno speso un minuto della loro giornata per lasciare un saluto, o un pensiero. Devo ringraziare i miei amici “virtuali” (virtuali non è adatto, non più ormai), quelli che ci sono da sempre e che spero continueranno ad esserci ancora.

Non ho idea di che fine farà questo spazio. Le cose non sono cambiate dall’ultimo post. Sean e io ci sentiamo ogni sera, parliamo tanto. Entrambi abbiamo avuto dei ripensamenti, fortunatamente non nello stesso momento. E dico fortunatamente perché la nostalgia è una brutta bestia, che non ti fa vedere le cose con chiarezza e ti fa dubitare di tutto, specie delle scelte giuste e della lontananza, e se entrambi avessimo dei ripensamenti nello stesso momento, probabilmente ci lasceremmo andare e sbaglieremmo di nuovo.

L’affetto non cambia, quello resterà per sempre. Anche se per me non è facile usare termini come “per sempre” o “mai”, so che lui avrà uno spazio speciale nella mia vita e nel mio cuore, uno spazio che non verrà intaccato dal tempo, né dagli avvenimenti. È così.

Sto cercando di raccogliere i pezzi e di rimetterli insieme, magari variandone un po’ l’ordine. Ho dei progetti che spero mi porteranno novità e cambiamenti. Ho voglia di fare, per fortuna. Forse per la prima volta nella mia vita riesco a non crollare sotto il peso della realtà, e giuro che non so da dove venga questa forza. Ma ho paura. Non mi vergogno a confessarlo, ho tanta paura. Di lasciare questa casa e questa città, di lasciarmi alle spalle una vita che avevo costruito piano piano e con tante speranze, di tornare in Italia e ricominciare da capo sapendo purtroppo di non avere vent’anni. Ho paura dell’incoscienza che so di avere e che mi impedisce di pensarmi “adulta” e con delle responsabilità, ho paura della mia impossibilità di appartenere a qualcuno, ho paura che qualcuno mi possa appartenere. In questa storia ho capito che, per tutti questi anni, ho desiderato tanto essere una persona che non posso essere e che probabilmente non sarò mai. Desiderare tanto qualcosa e sapere di non aver le carte in regola per ottenerlo è massacrante. E questo, forse, farà sì che io sia la solita, eterna insoddisfatta. O forse il fatto d’averlo capito mi impedirà di sbagliare ancora in fatto di uomini.

Non so che fine farà questo blog, dicevo. Di certo non sparirò, perché scrivere mi aiuta e perché mi mancherebbe troppo questa piccola, sconclusionata combriccola virtuale. A presto, allora.

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Eulinx in cucina – meme

agosto 16, 2007

Qualche settimana fa Isa mi ha passato il testimone per un meme. Si tratta di fotografare e descrivere la propria cucina e soprattutto quel che c’è dentro.

Io, come del resto la stessa Isa, i meme non li amo particolarmente, ma a questo non posso dire di no perché mi diverte l’idea di farvi entrare per qualche minuto nella mia cucina, che adoro!

meme.jpgPer prima cosa c’è il mio fantastico piano cottura, tecnologico da far spavento! Trattasi, infatti, di piastra ad induzione, uno degli acquisti migliori mai fatti. La scelta di questo tipo di piastra, in realtà, deriva dal fatto che io sono negata nell’uso delle piastre elettriche, diffusissime in Germania a causa della mancanza di condutture di gas negli edifici privati. Con le piastre elettriche, quando cerchi di passare dalla temperatura “vivace” a quella “dolce”, devi calcolare circa cinque minuti, giusto quel che basta per fare di una carbonara una frittata di pasta e pancetta. La cottura a induzione, invece, è molto più simile al gas, ciò significa che quando abbassi “la fiamma”, quella si abbassa subito, evitandoti noiosi travasi di bile. In più con questo tipo di cottura si risparmia una quantità incredibile di energia. Basti pensare che per far bollire una pila con 4/5 litri d’acqua servono circa 5 minuti. Questi sono i pro. I contro sono pochi, uno solo in verità: i costi. Questa chiccheria l’abbiamo pagata come metà dell’intera cucina, e poi bisogna anche ricomprarsi praticamente tutte le pentole, perché questo tipo di piastra funziona solo con le pentole dal fondo in ferro (che costano cifre assurde!).

meme1.jpg Poi c’è la piastra per toast e waffel. Mia adorata, come farei senza di lei? Solo a guardarla mi viene fame. Sì, perché io sono una fissata con toast e panini e se potessi mi nutrirei solo ed esclusivamente così. Ai waffel ci pensa Sean, di solito dopo cena. Caldi caldi con la nutella, o anche solo con una spolverata di zucchero e cannella. Una mazzata! 🙂

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Questa è solo una parte della mia collezione di tè. Ce n’è per tutti i gusti: il tè, a differenza del caffè, mi piace da morire. E a causa di questa passione, ne ho acquistata un’altra, quella per le tazze.meme3.jpg Ne ho tante, tantissime, alcune ancora a Roma per ragioni di spazio e di trasporto.

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Infine le mie spezie. Anche qui, solo una parte, fotografarle tutte è impossibile. Mi piace molto usare le spezie in cucina, specie quelle piccanti. Peperoncino, curry, Tabasco: non posso farne a meno. C’è anche una “mistura mortale”, come la chiama Sean (che non ama i cibi piccanti), una polvere di peperoncini misti acquistata a Roma in un negozietto indiano. Il proprietario del negozio ha cercato di dissuadermi dal comprarla, ché secondo lui non è adatta agli europei. Io ne vado pazza, la metto ovunque e già tremo all’idea che un giorno finirà!

Dunque, grazie Isa per avermi dato l’occasione di farvi entrare nella mia cucina. Non amo passare la palla ad altri, ma non nego la gran curiosità di sbirciare nelle cucine di Dioniso, Azathoth e Düss! Fate voi 😉