Archive for the ‘Vita Quotidiana’ Category

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Diario dall’esilio:

febbraio 25, 2008

Giorno 52.

Mi trovo ancora nella landa desolata. E stasera, per giunta, inizia il Festival di San Remo. Ma che ho fatto di male??

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Sono Viva!

maggio 15, 2007

Non sono stata inghiottita dal terreno, solo che abbiamo un sacco di cose da fare e poco tempo e pochissima voglia di farle.

La scorsa settimana siamo andati a Colonia, Sean e il socio hanno firmato un contratto che li impegnerà per i prossimi 18 mesi. Poi siamo andati a vedere un piccolo appartamento che a loro è piaciuto parecchio, perciò hanno firmato un contratto anche per quello. Insomma, è tutto nero su bianco, non c’è più via d’uscita: per i prossimi 18 mesi torneremo ad avere una specie di relazione a distanza, mi sembra d’essere tornata ai tempi di Amsterdam. Ma non è così drammatico, dopotutto, che sarà mai! La cosa più importante per me è che i nostri progetti siano ancora vivi e che, anzi, avranno forse anche più probabilità di essere realizzati, visto che entreranno parecchi soldi in più.

Oggi partiamo e ce ne andiamo a passare il resto della settimana in Alsazia. Il tempo non è dei migliori, piove da giorni ormai, ma a noi cosa importa? Qualche passeggiata romantica sotto la pioggia non ha mai fatto male a nessuno, o no? 😉

Un saluto a tutti e scusatemi se non ho il tempo di passare dai vostri blog, ma appena torno mi rimetto in pari.

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Contrabbando

aprile 20, 2007

Tutto pronto, oggi pomeriggio parto per Roma. Fra circa otto ore sarò a casa dei miei, impegnata in un po’ di sacrosanto spupazzamento di nipote, pronta a farmi sanguinare le orecchie ascoltando tutte le sue novità, dal primo dentino caduto, alla conquista della bici senza rotelle. Sì, ho un nipote logorroico, ma dopo 4 mesi di lontananza sono pronta a tutto! Poi mi ingozzerò di mozzarella di bufala e di carciofini sottolio, senza esagerare, ché poi la prova costume…fanculo la prova costume.

Ho la valigia colma di stronzatine e regalini, poi ci sono anche circa tre chili di latte in polvere per il figlio della mia amica Pam. Il latte in polvere in Germania costa circa un terzo che in Italia. Non si sa il perché, magari qualcuno che passa di qui e legge può spiegarcelo, il motivo per il quale in Italia il latte in polvere costa molto di più che negli altri paesi europei. Eppure le marche sono le stesse, sono le stesse multinazionali su tutto il territorio comunitario. Come mai ogni volta che parto da qui mi ritrovo a rifornire – con piacere, sia chiaro – amici e conoscenti per far risparmiare un bel po’ di soldi? Io ci sento la solita, tipica, italica puzza di marcio, in tutto questo. Spero solo che i pargoli che ho sfamato, una volta cresciuti e divenuti belli, ricchi e famosi, si ricordino della zia teutonica che rischiava costose eccedenze bagaglio pur di portar loro del cibo che li facesse diventare grandi e forti. (Non suono troppo contrabbandiera, no?).

A presto, miei cari. Ci si rilegge dal Belpaese 😉

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La Via Crucis

aprile 10, 2007

In Germania le feste di Pasqua iniziano il venerdì santo. Forse è per questo che mi sembra siano durate un secolo, non ne potevo più, ma finalmente ce l’abbiamo fatta! Giornate splendide, sole, caldo. In TV i soliti film di Pasqua: ma quanto “Ben Hur” può sopportare un essere umano nell’arco della propria esistenza? Un paio di serate con gli amici, niente di che.
Avessi almeno ingerito grassi saturi e carboidrati in quantità industriali…macché, nemmeno la soddisfazione di un pranzo coi fiocchi, di quelli che ti servono tre ore per riuscire ad alzarti dalla sedia e due giorni per digerire tutto. Invece mi sono dovuta accontentare dell’insalata di pasta della suocera #2, bella scotta e galleggiante nella maionese. Per me una porzione piccina piccina, per favore, ché non ho tanta fame adesso…no, grazie, il pane all’aglio spalmato di burro l’ho già preso, una fetta sola mi basta…sai, la dieta…no, è che cenare alle quattro e mezza del pomeriggio, non so, ancora non mi viene…oh ma che buona questa insalata di pasta…sì, sì, proprio come la facciamo noi in Italia…uguale uguale…

Insomma, la pasquetta dalla suocera #2 non è il massimo, nella vita. C’era pure tutto l’albero genealogico al completo, prima, seconda e terza generazione. Mi sono divertita quasi come quando sbatto l’alluce scalzo alla gamba del letto. Ma su, è finita. Le prossime feste comandate sono quelle di Natale, giusto??

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And the winner is…

aprile 5, 2007

Sono in piedi davanti alla casa dei miei genitori a Roma. È terribile, è stata distrutta da un incendio. La metà anteriore è crollata, e da fuori si vede quel che resta degli ambienti: tizzoni neri ancora fumanti, mobili e oggetti ridotti in cenere. Tutto è andato perso, i nostri ricordi di famiglia, le nostre cose sono solo un mucchietto di polvere nera. Non riesco a crederci e me ne sto lì a guardare senza avere il coraggio di mettere piede nelle macerie. Cerco con gli occhi qualcosa di salvabile, ma di salvabile non c’è nulla.

Non sono disperata, semplicemente incredula. Indosso un costume da bagno rosa e mi rendo conto che tutti i miei vestiti sono bruciati insieme al resto delle cose. Non ho niente da mettere, ma per fortuna ho con me la borsa e la carta di credito. Devo comprarmi dei vestiti nuovi, così chiamo la mia amica Letizia che vive a Venezia e le chiedo di accompagnarmi. Prendo un treno e, una volta giunta a destinazione, trovo la mia amica sul marciapiede ad aspettarmi. Decidiamo di prendere un taxi e, mentre stiamo per entrare nell’auto, ricevo la chiamata dell’agenzia d’assicurazioni. A quanto pare il premio assicurativo comprende la possibilità di tornare indietro nel tempo per cambiare due – e solo due – eventi della mia vita. Uno di questi deve per forza essere l’incendio che ha distrutto la casa, l’altro posso sceglierlo a mio piacimento.

Questo sogno l’ho fatto la notte prima di partire per Colonia. Banale nell’interpretazione, certo, ma ci ho pensato per due giorni interi. Mi sono svegliata subito dopo la telefonata dell’agenzia assicurativa, quindi nel sogno non ho saputo dire quale potesse essere il secondo evento da cambiare. Ma oggi, a mente fredda, posso dire che non cambierei niente della mia vita. Nessun evento, per quanto spiacevole, merita di essere cancellato. Perché senza uno di questi tasselli, amari, difficili e perfino dolorosi, non sarei la persona che sono oggi. Non che io abbia un’ammirazione sfrenata per la persona che sono oggi, ma questa sono io, è la mia vita, e ogni esperienza vissuta fino ad oggi ha una sua precisa collocazione, un suo personale ruolo, è un mattoncino stabile della mia esistenza. Ogni errore fatto – e pagato sulla mia pelle – è diventato un sistema per cercare di evitarne uno simile. E come dice sempre il mio papà, “l’esperienza è una serie di fregature”.

Ah, già, forse qualcuno vuol sapere come è andata a Colonia. Mi dispiace per gli estimatori della città, ma a me ha fatto la stessa impressione della prima volta che l’ho vista: confusa, caotica, priva di personalità. Bellissima, senza ombra di dubbio, ma senza fascino. Ripeto, è una mia personalissima impressione, ma non è scattato tra me e lei quel “qualcosa” che ti fa amare un luogo. In compenso, però, ho avuto uno straordinario colpo di fulmine per Francoforte, che abbiamo visitato un po’ più a fondo ieri pomeriggio, al ritorno da Colonia. Ci ero stata solo un paio di volte e l’avevo vista di sfuggita. L’avevo già trovata bellissima, ma ieri mi sono perdutamente innamorata di lei! Che disastro! 😀

Nella foto: la prova che il blog e alcuni dei suoi personaggi sono ovunque io vada! Questo, caro Düss, è un piccolo omaggio  che non ho potuto fare a meno di immortalare per te! 😉

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Sono pronta…

aprile 2, 2007

Eccomi di nuovo per gli aggiornamenti sul caso “Colonia”. Cosa ci riserva il futuro? Che sarà di noi? Lo scopriremo solo vivendo, sí, ma bisognerà aspettare solo fino a mercoledì. Domattina presto si parte per Colonia. Dopodomani mattina Sean sosterrà il terzo colloquio e così sapremo, finalmente.

Tutto è pronto, domani affronterò il nemico faccia a faccia. Ho intenzione di farmi un’idea generale sulla crudele antagonista, ma senza (troppi) pregiudizi. Voglio camminare serena per le sue strade e ascoltare quel che ha da dirmi questa città, senza saltare alle conclusioni, come al solito.

Sean è fuori per la sua serata di rutto libero, io ho passato le ultime due ore e mezza in confessionale al telefono con la mia amica/sorella Pam. Ho bevuto un paio di cuba libre, la testa è piacevolmente leggera, la macchina fotografica è pronta, la valigia – come sempre – la farò domattina all’ultimo minuto. Non ho molto da dire, adesso. Se volete, restate sintonizzati per gli aggiornamenti. Prossimamente su questi schermi.
A mercoledì.

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Maledetta Primavera

marzo 27, 2007

Eulinx non ama la primavera. L’estate non la può neanche soffrire. Questo è il periodo dell’anno in cui mi girano vorticosamente le palle h/24. È tornata l’ora legale, le giornate si allungano fino all’esaurimento, le piante hanno bisogno di acqua-acqua-acqua, che io dimentico costantemente. Gli insetti si risvegliano: non si può stare fuori due minuti a rifocillare i polmoni con condensato catramoso e nicotina, che subito senti il ronzio minaccioso della vespa di turno; ieri sono stata segregata in salotto per mezza giornata perché, dalla finestra dello “studio” appena aperta, è entrata un’orrenda cimice gigante (ma che antenne hanno le cimici? Quella di ieri ne aveva un paio lunghissime!). E poi fa caldo. Che palle, già devo rinunciare ai miei adorabili maglioni di lana, alle mie sciarpe.

Ultimissime: Sean è impegnato nella seconda parte del colloquio e ormai si esprime quasi esclusivamente in C++. Questo naturalmente significa che la prima parte del colloquio è andata bene (benissimo). Sono felice per lui, giuro che solo a guardarlo così soddisfatto mi si riempie il cuore di gioia, ma lo spettro del trasloco mi fa ancora paura.

Io, nel frattempo, in questi giorni divoro pagine di libri come fossero noccioline. E mentre mi gira ancora nella mente la poesia delle parole di Marquez in “L’amore ai tempi del colera”, sono costretta a tornare con i piedi per terra: il socio mi ha incastrato in un lavoro e probabilmente fra qualche giorno mi ritroverò a fare il mio primissimo servizio fotografico. Paesaggi? Natura morta? No, no, tette.
Una ragazza ha chiamato l’agenzia per ampliare il suo book fotografico (vuole-fare-la-modellaaaa!) e ha pensato bene di mostrare tutto, ma proprio tutto il meglio di sé. E siccome la nuovissima fidanzata del socio è gelosa, l’unica alternativa alla lupara era che le foto le facessi io al suo posto. Giuro che ancora non so come mi abbia convinto ad accettare, ma tant’è.

Dove andremo a finire…